Dopo il referendum troppi silenzi o parole in liberta’: ora parlino i sindaci e le istituzioni per non vanificare la volonta’ popolare

Il risultato del voto referendario non può oggi essere vanificato, né aggirato con piccoli aggiustamenti formali che non incidano concretamente sulle criticità più volte denunciate e che il voto ha rafforzato. Federconsumatori Toscana ha elaborato un documento di analisi e proposte che ha inviato a tutti i soggetti Istituzionali che hanno competenza sul tema della riforma dei servizi pubblici a partire dal Presidente della Regione Toscana. Le nostre proposte:
  • Chiediamo che il Governo compia tutti gli atti legislativi, a partire dalla revisione del sistema di calcolo della tariffa che dovrà “cassare la remunerazione obbligatoria del 7% del capitale”, che produca effetti nelle prossime bollette; non sono peraltro giustificabili affermazioni di Ato e gestori che “negano” in maniera pretestuosa la necessaria revisione della tariffa, mentre i Sindaci, anche quelli che hanno sposato i sì ai referendum stranamente tacciono;
  • Per rafforzare il “ruolo pubblico” coerente alla tutela del “bene comune” (primo quesito referendario) chiediamo:
  1. Il superamento dell’Agenzia con la costituzione di una vera Autority Nazionale con decentramento a livello regionale (modello Corecom)
  2. Eliminare il conflitto di interesse che si è evidenziato in questi anni fra controllore e controllato – il doppio ruolo dei Sindaci che sono negli Ato ma contestualmente proprietari dei soggetti gestori;
  3. In Toscana, dopo l’esperienza delle Società miste, sperimentare forme innovative degli assetti di governance  con la previsione di strumenti di controllo (ad esempio comitati di sorveglianza) che coinvolgano i soggetti della rappresentanza degli interessi degli utenti;
  4. 4. Coinvolgere direttamente i cittadini e gli utenti nella verifica della qualità dei servizi erogati, nella tutela dei diritti, nelle procedure di conciliazione – in vere carte dei servizi – a partire dalle convenzioni e dalle linee guida nelle gare;
  5. Incoraggiare, attraverso una legislazione regionale, la partecipazione diretta dei cittadini all’azionariato popolare, e sperimentare la costituzione di forme  cooperative di utenti, con l’obbiettivo di consolidare e rafforzare il principio della gestione di “bene pubblico”. Per queste ragioni vediamo con una certa criticità la costituzione di holding che rischiano di essere solo operazioni di carattere finanziario che allontanano i cittadini da quella richiesta di partecipazione emersa dal voto referendario.
Chiediamo pertanto un’accelerazione nel percorso di definizione della Legge di Riforma preannunciata dalla Regione, che dopo il referendum assume un ruolo centrale negli interessi dei cittadini e per superare ritardi e localismi che ancora oggi bloccano una riforma degna di tale nome.
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