Acqua: ‘lodo Publiacqua’, intollerabile La pianificazione pluriennale

 Degli aumenti non ci Fidiamo piu', vogliamo sapere come avete speso la quota di tariffa destinata agli investimenti

Il sistema tariffario dell'acqua prevede, da molti anni, che si componga di una quota relativa all'erogazione del servizio idrico, una quota per l'attività di depurazione  ed una per il sistema fognario.

Ogni anno su delibera dell'Ato vengono definiti gli aumenti che si compongono da una percentuale per l'adeguamento inflattivo ed una percentuale, negli ultimi anni già molto elevata, da destinare ai piani di investimento.

A proposito di investimenti e prima di parlare di nuovi aumenti sarà bene che gli Ato e i Sindaci dei comuni che ne fanno parte dicano con chiarezza e con il massimo della trasparenza ai loro cittadini , che già hanno 'pagato', come sono stati spesi quei soldi, dove e come sono stati investiti, per quali obbiettivi e con quali risultati.

Abbiamo la fondata preoccupazione che in molti casi siano serviti a ripianare la gestione ordinaria. Sarebbe intollerabile!  Altrettanto intollerabile è il fatto che alcuni gestori abbiano realizzato utili rilevanti e anziché pensare a come restituire ai cittadini le maggiori somme riscosse  attraverso una rimodulazione della tariffa a favore delle famiglie numerose  pensino  di premiare i soci (comuni  in prevalenza).

Ed ora ci troviamo di fronte alla proposta dei gestori  di una pianificazione pluriennale degli aumenti. Proposta irricevibile per due motivi: 1) i gestori  forzano palesemente la mano sulla durata della concessione ed invadono il campo delle competenze proprie degli Ato e dei Sindaci; 2)  gli effetti su una tariffa che già oggi è la più alta in Italia sarebbero perversi.

Quello che segue è il prospetto di cosa succederebbe se anche nelle altre città d'Italia se applicasse il 'Lodo Publiacqua'. La proiezione è fatta considerando il consumo medio di 127 mc. dichiarato dal gestore 'fiorentino':

2010 2018

Bologna €    110,82 163,73
Torino €     98,00 144,789
Mantova €     97,77 144,45
Roma €     84,48 125
Bari €    130,17 192,32
Firenze €    238,6 325,5

Con la pianificazione degli aumenti la forbice tra noi, i primi, e gli altri si allargherebbe in maniera intollerabile.

Un invito, di più una ragionevolissima e ferma richiesta ai sindaci: fermate questi meccanismi che aggravano le condizioni di chi paga già pesantemente, al limite della sostenibilità, il costo della crisi economica.

 

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