Difendersi dai soprusi delle compagnie telefoniche

Nel solo 2014, i 65 sportelli di Federconsumatori Toscana hanno raccolto ben 2812 reclami contro le compagnie telefoniche ed in ben 1692 casi, tali contestazioni sono poi sfociate in sedute di conciliazione.

«Nonostante molti cittadini non ne siano a conoscenza - sottolinea Catia Tiberi, responsabile conciliazioni di Federconsumatori Toscana - per la gran parte dei problemi e disagi riscontrati nel rapporto con il gestore telefonico, si può avanzare anche una richiesta di indennizzo».

In caso di un passaggio da un operatore all’altro é il nuovo gestore responsabile del successo dell’operazione:

«Il rimborso - spiega Tiberi - è esigibile entro 12 mesi dalla perdita del numero di telefono, ma le compagnie si limitano a parlare di inconvenienti che possono accadere durante il passaggio».

Un altro tasto dolente è la mancata attivazione della rete in fibra ottica, nonstante la corretta richiesta da parte del cittadino.

Spiega infatti la Tiberi che «gli operatori si fanno scudo con la mancata considerazione, da parte della legge, della rete ADSL come di un servizio necessario; dunque la sua mancata attivazione prevede per i gestori telefonici, penali del tutto irrisorie: in realtà il gestore, che conosce la copertura della rete nelle diverse zone, dovrebbe evitare di stipulare un contratto per la fibra ottica dove non è attivabile.

Il disagio dovrebbe quindi essere risarcito con un rimborso più cospicuo, variabile in relazione al tempo in cui la linea telefonica è rimasta sospesa e la connessione ad Internet assente».

Ad esempio la signora Nadia, residente ad Agliana, richiede nel settembre 2014 l'attivazione di un'utenza per telefonia ed internet. Alla signora viene assegnato dapprima un numero provvisorio e per la sola fonia; dopo ben due mesi la signora si vede assegnare un nuovo numero ma la precedente numerazione non viene disattivata bensì trasferita ad un nuovo utente. L'ADSL viene attivata solo a gennaio 2015. Federconsumatori avvia una pratica conciliativa che nel marzo 2015 porta alla signora Nadia un indennizzo di 800€!!


Infine c'è la questione delle fatture cd. incongrue, in cui le compagnie telefoniche  cercano di far pagare servizi mai concordati. Questo abuso trova terreno fertile nella difficoltà di lettura delle fatture da parte del comune cittadino-consumatore e sulla non trasparenza delle informazioni rilasciate in sede di stipula di contratto.

L'esempio concreto ce lo fornisce il caso del signor Paolo di Pistoia: contattato telefonicamente nell'ottobre 2014, accetta una nuova offerta più vantaggiosa; tuttavia si vede consegnare un decoder on demand MAI RICHIESTO e che dunque riconsegna immediatamente. In ogni caso il signor Paolo continua a ricevere addebiti per l'apparato. Grazie a Federconsumatori Toscana, Paolo, riesce ad ottenere: un recesso contrattuale senza alcuna penale, lo storno della morosità pendente, oltre ad un indennizzo di ben 300€ per il disagio subito.


In presenza di bollette telefoniche su cui si nutrono dei dubbi, il consiglio è di rivolgersi il prima possibile ad un’associazione di tutela dei consumatori.

 

 

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