IVA sulla TIA: nella manovra una nuova beffa per i consumatori

Nella manovra appena approvata alla camera si preannuncia una nuova beffa per i consumatori.

Nell’Art. 14 comma 33, difatti, si stabilisce che la “nuova TIA” non è di natura tributaria e che le relative controversie rientrano nella giurisdizione dell’Autorità Giudiziaria Ordinaria (Giudice di Pace o Tribunale). Si tratta, di fatto, di un tentativo di aggirare la sentenza della Corte Costituzionale di un anno fa ed il pronunciamento dell’Agenzia delle Entrate di metà aprile 2010, che invece avevano stabilito che la TIA è di natura tributaria e quindi non soggetta all’applicazione dell’IVA.

Il comma sopra descritto si preannuncia come una vera e propria chiusura nei confronti di tutte le 6 milioni di famiglie che attendono, non solo il rimborso dell’Iva indebitamente versata negli anni precedenti, ma anche l’eliminazione dell’IVA dalle fatture di futura emissione.

Si tratta dell’ennesimo colpo di spugna del Governo nei confronti delle giuste richieste di quei cittadini che si sono visti addebitare per anni (e purtroppo continueranno a vedersi addebitata) una imposta che di fatto risulta non dovuta. Dopo aver respinto ogni tentativo per veder riconosciuto il rimborso, difatti, il Governo sembra aver scelto una strada di decisa opposizione nei confronti di tutti coloro che rivendicano un giusto diritto.

Non convince nemmeno la soluzione prospettata dall’ANCI che ha invitato i comuni a far rientrare la “Tia – tributo” nei bilanci comunali e a definire il regolamento di riscossione e le eventuali sanzioni a livello comunale. Si tratterebbe, difatti, dell’ennesima beffa nei confronti dei consumatori (ma anche delle imprese), i quali continuerebbero a pagare un’IVA mascherata su un tributo.

La Federconsumatori chiede che venga fermato il tentativo di aggirare la sentenza emessa della Corte Costituzionale e il pronunciamento dell’Agenzia delle Entrate e chiede che venga finalmente riconosciuto il diritto al rimborso per tutti i cittadini che hanno ingiustamente pagato l’IVA sulla TIA. Invita, inoltre, i comuni a non prestarsi ad una farsa e a non rendersi complici di questa beffa a carico di milioni di cittadini.

La Federconsumatori, in collaborazione con altre associazioni di consumatori, continuerà in tutte le sedi opportune la propria azione affinché il Governo predisponga la restituzione dell’IVA indebitamente pagata e la elimini dalle fatture di futura emissione, riconoscendo così ai cittadini un diritto sancito anche dalla Corte Costituzionale.

 

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