Lettera del Presidente ai Sindaci dei comuni dell’Ato3

Di seguito pubblichiamo la lettera inviata dal Presidente della Federconsumatori ed Utenti Toscana ai Sindaci dei comuni che fanno parte dell'ATO3.


Ai Signori Sindaci


ATO 3


Oggetto: deposito cauzionale


Vorremmo intrattenerVi sulla questione del deposito cauzionale poichè ci siamo stancati di ascoltare molti autorevoli esponenti della politica e delle Istituzioni, compresa l’Autorità di Ambito, che ci danno ragione, a parole, ma poi si lasciano inalterate le cose, mentre si rivolgono a noi molti cittadini per protestare e per capire le motivazioni di tale inopportuna decisione.


Del resto risulta anche a noi che la stessa Assemblea dell’Ato avesse suggerito cautela ed un’attenta riflessione sulle modalità applicative che ci pare non siano state rispettate.


Vorremmo con Voi fare un ragionamento di verità.


Formalmente è l’Ato3 che delibera la modifica dei criteri di calcolo del deposito cauzionale.


C’era la consapevolezza degli effetti che poteva produrre, degli aumenti che si andavano a determinare, in una situazione di elevato costo delle tariffe che già le rendeva le più care in Italia?


Voi avete troppa esperienza e conoscenza delle cose pubbliche per non lasciarVi condizionare dalla facile chimera per la quale il deposito non era un maggior costo, anzi questa era un’opportunità per i cittadini che si sarebbero recati - di tutta fretta - in banca per domiciliare la bolletta. Così facendo non solo non si era obbligati al nuovo “balzello”, ma verrebbero restituite le somme a suo tempo versate - il famoso “tesoretto” che il Presidente di Publiacqua pubblicizza come la vera ragione di questa novità.


Voi sapete molto meglio di noi che in realtà dietro questa iniziativa c’è il tentativo di aumentare la liquidità finanziaria a disposizione del gestore attraverso il deposito.


E’ ragionevole infatti pensare che sarebbe già un successo raggiungere il 30/40% delle domiciliazioni, e, se vorrete siamo disponibili a spiegare tutte le ragioni che sottintendono tale analisi.


Quindi una ragione di cassa, poichè le maggiori somme riscosse dal deposito, da una parte, e la maggiore liquidità dalla domiciliazione, dall’altra, avrebbero consentito di effettuare quegli investimenti che vengono annunciati con un minor costo del danaro(?).


Ribadiamo che la misura ci sembra, comunque, inopportuna anche in considerazione delle difficoltà economiche che stanno attraversando molte famiglie. Non dimentichiamo che tra le altre storture il criterio di calcolo non tiene conto della composizione del nucleo familiare, aggravando il costo per le famiglie numerose.


Ma almeno si spieghi quale vantaggio concreto avrebbero i cittadini da questa manovra.


Forse è giunto il momento di capire come sia possibile avere una tariffa così elevata e che annualmente viene incrementate percentualmente, aumentando il divario con gli altri gestori, e ciò nonostante si chiedono ai cittadini altre somme per fare investimenti.


Noi Vi invitiamo ad un gesto di responsabilità: fermate l’iniqua scelta di incrementare il deposito ed avviamo una seria discussione sulle tariffe e sui criteri per venire incontro alle fasce più deboli ed alle famiglie numerose, tenendo conto dell’equilibrio gestionale e della necessità di effettuare, davvero, investimenti utili per i cittadini.


Distinti saluti.


Il Presidente Federconsumatori Toscana


Giuseppe Minigrilli


 

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