Rc Auto e Catricalà

Secondo l'Autorità, che ha avviato un'indagine nel settore Rc Auto, tra il 2006 e il 2010 i premi hanno subito aumenti anche del 50%, ad esempio per assicurare un motorino al Centro-Italia. La concorrenza nel settore continua ad essere scarsa e i prezzi italiani sono molto elevati rispetto agli altri paesi europei. Consumatori denunciano situazione insostenibile.


La procedura di risarcimento diretto nel campo dell'Rc Autonon ha avuto gli effetti sperati. C'è stata sicuramente una riduzione dei tempi di liquidazione dei sinistri, che ha visto il numero complessivo di sinistri definitivamente liquidati nell'anno di accadimento passare dal 66% del 2007 al 70% del 2010. Ma gli effetti positivi che si speravano sui prezzi, non sono arrivati. Tra il 2006 e il 2010 i premi sono cresciuti, sia per le donne che per gli uomini, a tassi a due cifre in quasi tutte le Regioni italiane.


 


E' quanto risulta dall'indagine conoscitiva nel settore dell'Rc Auto avviata l'anno scorso dall'Antitrust e presentata oggi  indagine-conoscitiva-sul-settore-dellassicurazione-di-autoveicoli.html" dal Presidente Antonio Catricalà in audizione alla Commissione Industria del Senato. L'Autorità ha selezionato 20 compagnie (15 tradizionali e 5 telefoniche), che rappresentano quasi l'82% dei premi raccolti nel settore RC Auto nel 2010; sono stati individuati 7 profili di assicurati/veicoli rappresentativi.


 


Tra il 2006 e il 2010 i premi sono aumentati, per ciascun profilodi assicurato di sesso femminile, e in tutte le provincie, anche di oltre il 45% all'anno. E per gli uomini anche fino al 50%, per assicurare, ad esempio, un motociclo al Centro-Italia. Il boom degli aumenti sembra esserci stati tra il 2009 e il 2010, quando i premi sono aumentati a tassi anche superiori al 30% per i 18enni che hanno assicurato un ciclomotore nelle isole e per i 45enni che hanno assicurato un motociclo 250 al Centro. Aumenti tra il 20 e il 30% per i 40enni che hanno assicurato un'auto nelle Isole o al Nord; tra il 10 e il 20% per i 20enni che hanno assicurato per la prima volta un'auto sia al Nord che al Sud, e per i 65enni che hanno assicurato un'auto in tutte le zone d'Italia.


 


Tra Napoli e Milano, a parità di frequenza sinistri (elevata)e di numero di compagnie, il premio pagato dai napoletani è risultato quasi il doppio di quello pagato dai milanesi. Ciò testimonia che la dinamica dei premi è influenzata anche dall'andamento dei costi dei risarcimenti, che sono più elevati a Napoli. Interessante anche la comparazione tra Palermo e Roma: a parità di frequenza sinistri, il minor numero di compagnie nella provincia di Palermo rispetto a quella di Roma comporta una tasso di crescita dei premi quasi triplo. Tra Reggio Calabria e Bari c'è una differenza del 30%: a Reggio Calabria il tasso di crescita dei premi è superiore anche per il numero ridotto di compagnie presenti sul territorio.


 


Le donne che hanno assicurato un veicolo con una compagnia telefonicahanno ottenuto risparmi del 20-30%, ma queste compagnie sono presenti prevalentemente nelle regioni del Centro-Nord. Questo dimostra che tendono ad operare con determinate categorie di rischio.


 


Catricalà ha anche parlato del fenomeno del grado di dispersionedella spesa per l'assicurazione Rc Auto. I risultati mostrano che la spesa sostenuta da ciascun consumatore può variare anche del 20-30% all'interno della provincia di residenza. Ci sono quindi i consumatori che riescono a selezionare la compagnia più conveniente.


 


Il Presidente dell'Antitrust ha parlato del confronto con i prezzidegli altri paesi, sottolineando che "il confronto internazionale mette in luce una specificità negativa del nostro paese. I dati disponibili indicano che in Italia i premi per l'assicurazione auto sono cresciuti a tassi superiori alla media Ue". In particolare, l'incremento medio degli ultimi 5 anni da noi è stato "quasi il doppio di quello registrato nella zona euro".


 


"Come denunciamo da tempo immemorabile il rincaro delle tariffeRc Auto, di anno in anno, ha raggiunto livelli incredibili - dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef - L'Antitrust dichiara un aumento del 25% tra il 2009 e il 2010, ma le percentuali si fanno impressionanti se consideriamo i rincari a partire dal 2001. Per assicurare la propria vettura i costi sono cresciuti di ben il 98% dal 2001 al 2011, di cui il 30% solo negli ultimi 2 anni. Addirittura, confrontando i rincari con le tariffe applicate nel 1994 si raggiunge un incremento di oltre il +186%. Una crescita continua ed irrefrenabile, confermata anche dai dati ti quest'anno che registreranno una nuova crescita media di oltre il +12%".


 


"Tale crescita è inaccettabile, per di più non ha alcuna giustificazione - continuano i due Presidenti - Questo appare evidente e lampante guardando ai dati relativi all'incidentalità. Quest'ultima, infatti, dal 2001 ad oggi è diminuita del 22%. È ora di porre un freno a questo andamento. Dopo la denuncia anche da parte dell'Antitrust ora ci aspettiamo risposte ed interventi immediati per incrementare la trasparenza e soprattutto la competitività in questo settore, nel quale, purtroppo, è ancora estremamente limitata. Questo attraverso il potenziamento del ruolo degli agenti plurimandatari, indispensabile per un abbattimento dei costi e con la modifica del meccanismo del bonus malus".

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