Sanità: ma quale riforma! il Governo prosegue la logica dei tagli

 

Le buone intenzioni del Ministro Balduzzi non si sono tradotto in risposte efficaci.

Ancora una volta, prevale la logica dei tagli e delle compatibilità finanziarie, mentre non si ravvisano tracce di riforma e innovazione del   Sistema Sanitario Nazionale.

Tagli che si sono avviati con il Governo Berlusconi e sono proseguiti con il Governo Monti, che inevitabilmente comportano scelte drastiche fra qualità dei servizi e costi per i cittadini.

Si doveva fare di più e meglio. E’ evidente che sono troppo grandi gli interessi che si intrecciano sulla sanità che si finisce per ignorare la salute dei cittadini.

Non c’è traccia di una vera riforma e innovazione del Sistema Saniitario.

 

  • il decreto  conferma  la volontà  di garantire l’assistenza territoriale per l’intero arco della giornata e della settimana - presidi medici 24 ore su 24 - , ma non  dice come e con quali risorse realizzare questa attività: si elimina l’obbligo di aggregazione di medici ed operatori e si rinvia ai limiti delle disponibilità finanziarie assegnate alle Regioni. Per i lea (livelli essenziali di assistenza) si rinvia l’aggiornamento a fine anno e si condizionano agli equilibri di finanza pubblica
  • Non c’è nulla per la non autosufficienza, ma c’è la sanatoria per la libera professione intramoenia
  • Si prevede di incrementare  gli spazi  privati dell’edilizia sanitaria.
  • Le disposizioni in materia di farmaci (a partire dai farmaci equivalenti), che pure abbiamo apprezzato,  non compensano le norme  ambigue e soprattutto le decisioni non prese.

 

Non basta affermare l’impegno al diritto alla salute e l’universalità del sistema sanitario nazionale se poi si introducono tagli e costi a carico dei cittadini.


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