Pasqua: il calo del potere di acquisto delle famiglie e gli aumenti dei costi in occasione di Pasqua incidono sulla scelta di come festeggiare. Solo 1 famiglia su 7 partirà, 1 su 4 mangerà fuori casa.

Alle porte di Pasqua gli italiani si preparano a festeggiare al meglio, ciascuno secondo le possibilità che le proprie tasche gli concedono. Nonostante il meteo non proprio favorevole c’è molta voglia di trascorrere del tempo all’aria aperta, immersi nella natura, magari degustando prodotti tipici o praticando attività sportive. Molto gettonate anche le città d’arte… ma attenzione agli aumenti!

L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha rilevato forti rialzi dei costi degli alberghi e dei ristoranti nelle principali città d’arte in occasione del weekend di Pasqua. Per quanto riguarda gli alberghi, un pernottamento in camera doppia nel weekend di Pasqua, per 2 persone, con colazione compresa, costa mediamente il +78% rispetto al weekend precedente. Anche i menu dei ristoranti segnano aumenti rispetto ad altri periodi: un pasto completo, per 2 persone, costa mediamente tra il 5% e il 6% in più.

Viste le forti tensioni registrate anche sui prezzi dei trasporti (il nostro Osservatorio Nazionale, nell’indagine dedicata, ha rilevato aumenti medi del +4% sui treni, del +90% sui voli e del +97% sui pullman) non tutti potranno permettersi di partire: solo 1 famiglia su 7 (pari a circa 3,7 milioni di famiglie) sceglierà di trascorrere Pasqua lontano da casa.

Chi potrà, approfitterà dell’ospitalità di amici e parenti, gli altri sceglieranno soprattutto sistemazioni in b&b, agriturismi o appartamenti in affitto.

Un andamento su cui incidono diversi fattori, primo tra tutti la grave crisi dei bilanci familiari dovuta ai rincari dell’energia, che ha portato a un forte calo del potere di acquisto delle famiglie, oggi quantificato dall’Istat nel -3,7%, dato a nostro avviso ancora sottostimato.

In tale situazione si riduce fortemente anche il numero di famiglie che mangerà fuori casa: farà tale scelta per Pasqua o Pasquetta solo 1 famiglia su 4, optando in molti casi per pic nic o agriturismi, all’insegna della tradizione, della natura e del risparmio.

Di seguito, nel dettaglio, i costi rilevati nelle principali città d’arte.

PREZZI WEEKEND 1-2/04/2023 PREZZI WEEKEND  8-9/04/2023 PASQUA VAR %
ROMA
Albergo 197,00 € 341,00 € 73%
Ristorante 86,00 € 90,00 € 5%
FIRENZE
Albergo 241,00 € 418,00 € 73%
Ristorante 96,00 € 101,00 € 5%
NAPOLI
Albergo 128,00 € 229,00 € 79%
Ristorante 73,50 € 78,00 € 6%
VENEZIA
Albergo 232,00 € 434,00 € 87%
Ristorante 114,60 € 120,90 € 5%

Consumatore informato. Prosegue il ciclo di incontri presso le sezioni soci Unicoop Firenze con due iniziative dedicate ai temi energetici (11/04) e servizi sanitari e socio sanitari (14/04/)

Prosegue il ciclo di incontri organizzati da Federconsumatori Toscana e sezioni soci di Unicoop Firenze.

Il prossimo 11 aprile a partire dalle ore 17:00 presso la sala soci coop.fi di Lastra a Signa (FI) si affronterà il tema delle bollette di energia (luce e gas), mentre il 14 aprile presso la sala soci coop.fi di piazza Leopoldo (FI) si parlerà di riorganizzazione dei servizi sanitari e socio sanitari nella città di Firenze (iniziativa organizzata in collaborazione con SPI CGIL Q5 Firenze.

scarica la locandina iniziativa 11/04

scarica la locandina iniziativa 14/04

 

Energia: l’estensione del bonus alle famiglie numerose con reddito fino a 30mila euro è pura propaganda. Necessario piuttosto prorogare la sterilizzazione degli oneri di sistema per la luce.

Sono tante le novità di questi giorni in tema di energia, a partire dalla riduzione delle tariffe dell’elettricità per i clienti sul mercato tutelato del 55,3% per il prossimo trimestre.

Si parla molto, in queste ore, anche dell’intervento che amplia la platea dei bonus sociali elettricità e gas per le famiglie numerose, con almeno 4 figli a carico, innalzando il livello Isee a 30mila euro.

Una misura più propagandistica che altro, dal momento che riguarda una platea strettissima: molto meno dell’1% delle famiglie italiane.

È evidente che si tratta di un provvedimento con cui si tenta di “coprire” e distogliere l’attenzione dalla mancata sterilizzazione degli oneri di sistema sull’energia elettrica, che riguarda una platea molto più vasta e che ha ricadute importanti: tali oneri pesano in bolletta, nel prossimo trimestre, per il 12,7%. Ecco perché continuiamo a chiedere al Governo di fare dietrofront su tale versante, per aiutare le famiglie in una fase ancora delicata, in cui è prematuro ogni tipo di smobilitazione dei sostegni. Inoltre, è indispensabile operare una profonda revisione e riforma di tali oneri, su cui ancora gravano voci obsolete, ingiustificate, oppure componenti che, per maggiore equità, dovrebbero essere spostate sulla fiscalità generale (come, ad esempio, il finanziamento alle fonti rinnovabili).

Inflazione: il tasso frena al 7,7%. Le ricadute per le famiglie sono comunque pesanti, pari a 2.294,60 euro annui a famiglia.

Nuovi segnali di miglioramento sul fronte dei prezzi: il tasso di inflazione a febbraio si attesta al +7,7% su base annua, -0,3% su base mensile.

Il tasso relativo al carrello della spesa si attesta, invece, al 12,7%.

Il rallentamento della crescita dei prezzi è determinato principalmente dalla frenata dei costi energetici, ma comunque continua a determinare ricadute estremamente onerose per le famiglie: secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori pari a 2.294,60 euro annui a famiglia.

Non bisogna dimenticare, però, che tali aumenti pesano in misura maggiore per le famiglie meno abbienti: questo non fa altro che aumentare le disuguaglianze, le ingiustizie e le difficoltà nel nostro Paese. Per questo il Governo dovrebbe intervenire con urgenza, avviando serie politiche di contrasto alle disuguaglianze e di sostegno alle famiglie e non smantellando aiuti come sta facendo sul fronte dell’energia. Su tale versante chiediamo di non abbassare la guardia prematuramente: seppure i prezzi nel settore dell’energia siano in calo rispetto ai picchi registrati negli scorsi mesi, è necessario tenere presente che si trovano ancora molto al di sopra di quelli dello scorso anno e, pertanto, le famiglie hanno ancora bisogno di sostegno.

Secondo le rilevazioni dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori le famiglie continuano a mettere in atto rinunce e sacrifici:

  • Riducono i consumi di carne e pesce pari al -16,9% (settori in cui si nota anche uno spostamento verso il consumo di tagli e qualità meno costosi e meno pregiati);
  • ricercano sempre più assiduamente offerte, sconti, acquisti di prodotti prossimi alla scadenza (abitudine adottata dal 47% dei cittadini);
  • effettuano maggiori acquisti presso i discount (+11%);
  • rinunciano all’utilizzo dei mezzi propri, per ricorrere ai mezzi pubblici +8,9% (fattore che determina ricadute su negative un servizio, in molte realtà, ancora estremamente carente).

A queste difficoltà e a queste rinunce è giunto il momento di dare risposta, con interventi mirati al sostegno dei redditi e del potere di acquisto delle famiglie, soprattutto quelle con minore capacità di spesa.

Le risorse necessarie possono essere reperite attraverso il potenziamento della lotta ai fenomeni speculativi, all’evasione e all’elusione fiscale, prevedendo al contempo un aumento della tassazione su extraprofitti (non solo in campo energetico) e rendite finanziarie.

Pasqua 2023: aumenti esorbitanti dei costi dei trasporti nel week end di Pasqua. Crescono soprattutto i costi dei biglietti dei pullman.

Come ogni anno, in occasione delle festività pasquali, sono molti gli italiani “fuori sede” (studenti, insegnanti, lavoratori) che si preparano a tornare a casa, per festeggiare insieme ai propri cari. Ma, a rovinare la festa, vi sono i costi salati dei trasporti, che risultano spesso più che raddoppiati rispetto ad altri periodi dell’anno.

L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha effettuato, in tal senso, uno studio sul costo dei trasporti durante il periodo delle festività pasquali. Nell’indagine sono state monitorate le principali tratte e analizzati i costi dei biglietti di treni, aerei e pullman per un viaggio nel week end di Pasqua (7-11.04.2023), mettendoli a confronto con i costi per un viaggio in un week end di marzo (17-20.03.2023).

Nel dettaglio, dallo studio è emerso che i costi di un viaggio in treno alta velocità per un adulto, in seconda classe e con la tariffa economica (che permette il cambio, ma non il rimborso), aumentano mediamente del 4%. Risultano notevolmente più elevati i rincari sulle tratte con partenza da Milano verso Bologna, Firenze e Napoli, con aumenti medi di circa il 25%.

Anche nel caso dei biglietti aerei si registrano dei rincari elevati per quasi tutte le tratte analizzate, con aumenti medi del 90%. In particolare, le tratte Roma – Bari e Milano – Bari segnano rincari rispettivamente del +240% e del +89%.

La tipologia di viaggio in cui si registra la maggiore differenza di prezzo è il pullman, forse perché più economica e, quindi, maggiormente gettonata. L’aumento medio è pari al 97%, con picchi sulla tratta Roma – Lecce e Roma – Cosenza.

I rincari rilevati risultano estremamente elevati e, per molte realtà familiari, possono risultare proibitivi, anche alla luce del clima di aumenti generalizzati in molti settori. Sicuramente i costi energetici influiscono su tale andamento, ma non tanto da giustificare picchi di oltre il 120%.

Per una significativa riduzione del costo dei biglietti i consumatori dovrebbero prenotare il viaggio con largo anticipo, approfittando di offerte e tariffe promozionali, ma non tutti ne hanno la possibilità e, di conseguenza, si trovano costretti ad affrontare costi improponibili. Molti cittadini potrebbero trovarsi obbligati a dover rinunciare a passare le festività pasquali in famiglia, oppure ad optare per soluzioni alternative, come viaggi in condivisione o partenze in orari disagevoli.

Al di là delle soluzioni e delle iniziative creative che i cittadini possono mettere in atto, è fondamentale che le autorità competenti intervengano per calmierare costi così proibitivi, che ledono fortemente il diritto alla mobilità dei cittadini e per sanzionare eventuali pratiche scorrette. Per questo, come già fatto in occasione delle festività natalizie, segnaleremo tali pratiche all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

 

Di seguito le tabelle con i costi in dettaglio.

TRENI
TRATTA TRENO MARZO 17-20.3.2023 APRILE  7-11.4.2023 Var.% 

 

TIPO VIAGGIO
ANDATA RITORNO TOT. ANDATA RITORNO TOT.
RM-NA FR € 42,90 € 35,90 € 78,80 € 42,90 € 48,00 €90,90 15% 1 ADULTO, 

2 CLASSE, TARIFFA ECONOMICA

RM-MI FR € 95,00 € 78,90 € 173,90 € 72,90 € 72,90 €145,80 -16%
RM-BO FR € 62,00 € 50,90 € 112,90 € 46,90 € 39,90 € 86,80 -23%
RM-TO FR € 100,00 € 81,90 € 181,90 € 75,90 € 68,90 € 144,80 -20%
MI-NA FR € 103,00 € 83,90 € 186,90 € 103,00 € 117,00 € 220,00 18%
MI-BO FR € 48,00 € 39,90 € 87,90 € 56,00 € 48,00 € 104,00 18%
MI-FI FR € 56,00 € 45,90 € 101,90 € 76,00 € 65,00 € 141,00 38%

 

VOLI
TRATTA MARZO 17-20.3.2023 APRILE  7-11.4.2023 Var.%
ANDATA E RITORNO ANDATA E RITORNO
RM-BA € 26,00 € 88,50 240%
RM-CA € 120,00 € 194,00 62%
RM-PA € 200,00 € 145,00 -28%
MI-BA 115,00 217,00 89%
MI-CA 124,00 194,00 56%
MI-PA 108,00 236,00 119%

 

PULLMAN
TRATTA MARZO 17-20.3.2023 APRILE  7-11.4.2023 Var. %
ANDATA RITORNO TOT. ANDATA RITORNO TOT.
RM-LE € 25,99 € 16,99 € 42,98 € 45,99 € 65,99 € 111,98 161%
RM-NA € 19,99 € 9,99 € 29,98 € 24,99 € 24,99 € 49,98 67%
RM-CS € 24,99 € 24,99 € 49,98 € 44,99 € 77,59 € 122,58 145%
RM-MT € 35,99 € 28,89 € 64,88 € 45,99 € 49,99 € 95,98 48%
BO-NA € 33,98 € 30,99 € 64,97 € 47,99 € 58,98 € 106,97 65%

Energia: l’energia elettrica diminuisce del -55,3% per i clienti sul mercato tutelato, grazie al calo delle quotazioni. Necessario un dietrofront sulla mancata sterilizzazione degli oneri di sistema.

L’Autorità per l’Energia ha aggiornato le tariffe dell’energia elettrica per il secondo trimestre 2023: la bolletta dell’elettricità per gli utenti sul mercato tutelato, diminuirà del -55,3%, grazie al forte calo delle quotazioni all’ingrosso. Questo vuol dire che, per l’elettricità, la spesa per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il 1° luglio 2022 e il 30 giugno 2023), sarà di circa 1.267 euro, +33% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente.
Una spesa che, seppure in diminuzione rispetto al trimestre precedente, risulta comunque più elevata rispetto allo scorso anno, complice anche la reintroduzione in bolletta degli oneri di sistema a partire dal 1° aprile, senza la quale la bolletta sarebbe stata decisamente più leggera.
La riduzione, ricordiamo, è per i clienti sul mercato tutelato, per chi è sul mercato libero la penalizzazione sarà ancora più forte: dovrà far fronte alla reintroduzione degli oneri di sistema e, magari, se ha sottoscritto offerte a prezzo bloccato, continuare a pagare tariffe ben più elevate. Ecco perché riteniamo necessaria una proroga del mercato tutelato.
La mancata sterilizzazione degli oneri, inoltre, è a nostro avviso inspiegabile, per questo abbiamo chiesto al Governo di fare un passo indietro, invitandolo a prolungare anche per l’energia elettrica lo sconto sugli oneri e a non eliminare prematuramente, come fatto per i carburanti, le tutele introdotte soprattutto a favore delle famiglie in maggiore difficoltà. Così come continuano a pesare sulla bolletta elettrica oneri impropri quali il canone tv e i contributi per le rinnovabili che andrebbero, quest’ultimi, messi in capo alla fiscalità generale.
Ribadiamo, in tal senso, che non si deve ancora abbassare la guardia sul fronte energetico, anzi, è necessario aprire con urgenza un tavolo di confronto con le Associazioni dei Consumatori per avviare una profonda revisione degli oneri di sistema su cui ancora gravano voci obsolete e ingiustificate, nonché per predisporre misure adeguate a sostenere le famiglie in maggiore difficoltà, prevedendo una garanzia per la rateizzazione lunga delle bollette, nonché un Fondo contro la povertà energetica.
Tali interventi possono essere finanziati attraverso una adeguata tassazione degli extraprofitti realizzati dalle società energetiche e dalle multiutilities, da quelle che operano nei settori creditizio, finanziario, farmaceutico e nell’e-commerce.
Per ora di riforme non se ne vedono, si sceglie la strada più facile, riducendo il sostegno alle famiglie.

Salute: cliniche dentistiche, prevenire è meglio che curare. Necessario un intervento normativo urgente per potenziare le cure odontoiatriche pubbliche e per regolamentare meglio il settore.

La crescita in Italia del numero delle catene dentistiche e delle loro filiali preoccupa Federconsumatori, che tra il 2019 ed il 2021 è stata attiva attorno ai fallimenti di due soggetti, Idea Sorriso e Dentix.  Migliaia di pazienti abbandonati, spesso coi “lavori in corso”, sedi sbarrate, false informazioni sulla ripresa e, nel frattempo, ingiunzioni di pagamento ai malcapitati pazienti che avevano sottoscritto gli obbligatori finanziamenti imposti dalle due catene dentistiche.

Nessuno ha voluto affrontare in questi anni il problema, e oggi le carenze legislative e le diffuse sottovalutazioni consentono l’ulteriore proliferare di Società dai capitali minimi, di nessuna solidità, spesso collegate a finanziarie i cui prestiti sono una parte determinante di questo sistema.

Nel settembre 2021 il Senato ha respinto un emendamento che avrebbe introdotto maggiori tutele per i cittadini nell’ambito delle cure odontoiatriche, affrontando la condizione di ripetuti fallimenti di cliniche che all’improvviso chiudono i battenti lasciando i cittadini senza cure, ma con ingenti debiti con le finanziarie. È sempre più urgente un intervento da parte del legislatore, sul tema dell’accreditamento delle aziende autorizzate ad operare nel settore sanitario, ma anche, per far crescere le cure odontoiatriche pubbliche e l’odontoiatria sociale per assolvere ai bisogni sanitari di quanti non riescono ad accedere a cure a pagamento e costretti a rinunce.

Urgono, inoltre, norme chiare sul tema del rimborso ai cittadini e del sistema sanzionatorio a carico delle società che non operano correttamente.

Federconsumatori lancia un grido d’allarme sul possibile ripetersi di fallimenti e chiusure, e invita i pazienti a rivolgersi ai nostri sportelli anche in caso di disservizi, che frequentemente sono il segnale di una prossima chiusura.

Nel frattempo, secondo quanto emerge dai dati del nostro osservatorio, i problemi crescono. Si aprono sedi con grande facilità, e con altrettanta facilità si chiudono, lasciando lavori non terminati o con proposte di terminarli in altre regioni. Per alcune catene la sottoscrizione di un contratto di finanziamento è diventata una condizione essenziale per svolgere i lavori, anche per importi modesti.

Il pagamento integrale immediato è una condizione estremamente pericolosa per il paziente, specialmente se la clinica è di recente apertura. Spesso i preventivi che vengono presentati sono molto distanti da quelli “low cost”, attesi dal possibile paziente, ma che a fronte di trattative si riducono anche del 20-25%, sempre con la condizione della sottoscrizione di un contratto di finanziamento. Infine, frequentemente, si segnala il peggioramento dei tempi di esecuzione dei lavori e la frequente modifica del medico curante.

Il grido d’allarme di Federconsumatori non è soltanto un richiamo alle responsabilità della politica, i cittadini debbono essere consapevoli dei rischi che si corrono nel rivolgersi a strutture di recente apertura, la cui forma societaria rende difficile ottenere garanzie e risarcimenti qualora si verifichino problemi. Obbiettivo di Federconsumatori è che vengano posti argini normativi agli eccessi commerciali, a inaccettabili tecniche di vendita delle prestazioni sanitarie, al marketing della salute. Le catene dentistiche vanno riportate al più presto nell’alveo delle attività sanitarie, mettendo al centro la tutela dei pazienti e prevenendo nuovi disastri.

Energia: prematuro lo stop agli aiuti in bolletta per le famiglie. Necessario un confronto con le Associazioni dei Consumatori, per adottare misure adeguate e avviare una riforma degli oneri.

È stata messa ieri sera la parola “fine” al percorso di aiuti ed agevolazioni in bolletta di cui hanno beneficiato molte famiglie: il Governo volta pagina, reintroducendo gli oneri di sistema sull’energia elettrica e presto anche sul gas.

Per quanto riguarda gli oneri di sistema sull’elettricità, la norma non proroga, come invece noi chiedevamo, la sterilizzazione che scadrà il prossimo 31 marzo 2023: a partire dal mese di aprile, quindi, la voce sarà nuovamente presente in bolletta, con un peso sul totale di oltre il 20%.

Il ripristino degli oneri di sistema per l’elettricità azzera i benefici ottenuti finora, rischiando persino di determinare ulteriori aumenti, che a regime potrebbero attestarsi ad oltre 282 euro annui a famiglia.

Il Decreto si concentra soprattutto sulle forniture di gas domestiche, per le quali sono state disposte diverse misure. Per quanto riguarda gli oneri di sistema nella bolletta del gas rimane la sterilizzazione fino a fine giugno, mentre si riduce il contributo introdotto a favore dei consumatori fino a 5000 metri cubi. Confermata, invece, l’aliquota IVA al 5% per tutto il secondo trimestre del 2023, anche sul teleriscaldamento.

Per elettricità e gas, almeno, è prorogato fino al 30 giugno anche il bonus sociale per le famiglie con Isee fino a 15mila euro.

Il Governo ha previsto, inoltre, un tetto del prezzo all’ingrosso del gas oltre il quale scatterà un contributo a favore di tutte le famiglie che non rientrano nel bonus sociale. L’entità dell’agevolazione e le modalità di erogazione saranno stabilite da Arera con una delibera ad hoc che sarà emanate nelle prossime settimane, ci auguriamo a seguito di un confronto con le Associazioni dei Consumatori.

L’orientamento dell’esecutivo è chiaro: nonostante il livello dei costi energetici sia ancora notevolmente elevato e permanga tutt’ora un clima di profonda incertezza per i consumatori, il caro bollette, tema al centro della campagna elettorale, non sembrerebbe essere più una priorità.

Noi siamo convinti, invece, che lo sia ancora. Per questo invitiamo il Governo a modificare questa norma, reintroducendo la sterilizzazione degli oneri di sistema per l’energia elettrica, quanto mai necessaria ora, in presenza di costi ancora troppo elevati rispetto ai livelli dello scorso anno. È necessario fare molto di più per le famiglie, non solo, come al solito, a favore delle imprese.

Inoltre, chiediamo di aprire con urgenza un confronto con le Associazioni dei Consumatori per avviare una profonda revisione degli oneri di sistema su cui ancora gravano voci obsolete e ingiustificate, nonché per predisporre un fondo per la povertà energetica, teso a sostenere le famiglie maggiormente in difficoltà su questo fronte.

Nuovo appuntamento del ciclo “Informati e tutelati” sui pagamenti digitali! Lunedì 27 marzo (ore 17.30) appuntamento online promosso da Federconsumatori Toscana e Fp Cgil Firenze.

Continua il ciclo di seminari tematici online “Informati e tutelati”, organizzato da Federconsumatori Toscana e Fp Cgil Firenze, per aiutare gli iscritti a tutelare i propri diritti anche nella vita di tutti i giorni.
Dopo aver affrontato il tema energia e quello del trasporto aereo, nell’ottica della tutela del consumatore, il prossimo lunedì 27 marzo (ore 17:30) si analizzerà il tema dei pagamenti digitali.
La tecnologia, infatti, se da un lato consente di semplificare alcune operazioni (anche bancarie), dall’altro può nascondere pericoli e rischi. Alla continua evoluzione tecnologica si affianca anche l’evoluzione delle tecniche attraverso le quali si sottraggono ai consumatori dati personali e soldi dal conto corrente. Phishing, pharming, vishing, smishing sono alcune delle comuni tecniche truffaldine nelle quali può inciampare ognuno di noi nella gestione dei propri soldi.
Durante il webinar verrà anche analizzata la normativa sui servizi di pagamento e le tutele per i consumatori con l’obiettivo di diffondere preziose informazioni sapendo che il “fattore umano” (la consapevolezza delle opportunità e dei rischi) costituisce un’efficace difesa contro le truffe”.
Il seminario è riservato agli iscritti Cgil, per partecipare e richiedere le credenziali di accesso basta compilare il form al seguente link: https://bit.ly/3iTUWQ9.
IL CICLO
Ogni incontro è pensato per fornirti gli strumenti utili per non essere impreparato sui temi fondamentali del consumo e sui diritti ad essi connessi. Una bussola sempre più indispensabile in questo periodo di inflazione e crisi energetica che mette a rischio l’equilibrio economico di moltissime famiglie.
Allegati:

Casa: Adoc e Federconsumatori aderiscono alle manifestazioni del 1 aprile promosse da Fillea CGIL e Feneal UIL per rivendicare una riforma che renda il bonus accessibile e più equo.

Adoc e Federconsumatori nazionali condividono le motivazioni e gli obiettivi della mobilitazione del settore delle costruzioni, che sollecita il Governo a correggere l’improvvisa decisione assunta di modificare, per l’ennesima volta, il sistema degli incentivi alla riqualificazione energetica e antisismica del patrimonio edilizio del nostro Paese, peggiorandone e complicandone le condizioni di accesso.

L’eliminazione della possibilità di cedere il relativo credito fiscale dei contribuenti, ai quali resta la sola possibilità di compensarlo direttamente nella dichiarazione dei redditi, crea infatti un discrimine nei confronti dei soggetti più deboli e di quanti non abbiano sufficiente capienza reddituale per fruirne appieno, con la conseguenza di ridurre per molti la possibilità di riqualificare le proprie abitazioni e partecipare per questa via agli obiettivi della transizione ecologica. Questa modifica penalizza, di fatto, proprio quelli che avrebbero maggior bisogno di modernizzare e rendere più efficiente la propria abitazione, mentre continueranno ad usufruirne i nuclei più benestanti, i quali, invece, possono permettersi e avere interesse a realizzare gli interventi anche a prescindere dagli incentivi statali.

Per questo noi chiediamo che l’intervento di riforma non solo assicuri, come indicato tra le rivendicazioni della mobilitazione, stabilità di lungo periodo al sistema, ma conservi la possibilità di godere dello sconto in fattura o della cessione del credito fiscale per gli incapienti. Rivendichiamo, inoltre, l’istituzione di un vero e proprio Fondo contro la Povertà Energetica, che dia la possibilità di realizzare gli interventi necessari nelle proprie abitazioni a quanti diversamente non possano permetterselo.

Se il provvedimento del Governo resta invariato, ci preoccupa oltremodo il grave danno sul fronte dell’occupazione e della crescita complessiva; così come ci allarma la mancata programmazione di interventi a favore di quanti abbiano subito truffe, raggiri o difficoltà finanziarie imputabili a terzi, o le cui domande siano rimaste incagliate nelle banche, con potenziali rischi di fallimenti aziendali, perdite occupazionali, nonché notevoli conseguenze finanziarie sulle famiglie dei beneficiari rimasti bloccati.

Sarebbe stato giusto da parte del Governo, prima di assumere provvedimenti lacunosi, avviare un serio confronto con tutte le parti interessate, a iniziare dai sindacati dei lavoratori e dai rappresentanti dei cittadini consumatori, oltre che dalle imprese e dalle banche, per assumere le decisioni più appropriate, anziché costringere tutti a rincorrerle successivamente e a rimediare agli errori.

Per queste ragioni aderiamo alle cinque manifestazioni indette il prossimo 1° aprile da Fillea – Cgil e Feneal – Uil e saremo in piazza per portare la voce dei cittadini e rivendicare misure a loro tutela.