Acqua: Ripubblicizzazione del servizio idrico integrato

Questo è il vero tema su cui confrontarsi da ora in poi , le delibere di indirizzo assunte dalla Autorità Idrica Toscana , prima a livello provinciale e poi a livello regionale confermano la volontà dei Comuni a procedere alla riacquisizione delle quote private di Publiacqua. E’ una scelta importante che come Associazione condividiamo e che va nella direzione indicata dal referendum del 2011.

E’ necessario perciò agire con con serietà e con tempi certi alla realizzazione di questo obiettivo , dovranno essere definite procedure , criteri , strutture societarie , ambiti territoriali , ruolo e partecipazione attiva dei cittadini e non ultimo il costo della operazione .

Da questo punto di vista la proroga a Publiacqua per due anni , dopo le proroghe concesse ad Asa, Acque , Nuove Acque, pur mantenendo le nostre perplessità , oltre a consentire il mantenimento delle tariffe inalterate per i prossimi anni , ovvero una loro possibile diminuzione alla scadenza degli oneri di concessione , può avere un senso se utile a ridurre i costi di accesso al pubblico e mantenere inalterati gli investimenti per i prossimi cinque anni .

Per questo chiediamo ai Comuni , alla Autorità Idrica Toscana , ai Gestori , di procedere ai progetti di fattibilità ,di aprire un confronto con le istanze dei cittadini e delle loro rappresentanze perché questo processo che risponde ad obiettivi fortemente condivisi , sia il più possibile partecipato .

Banca Etruria, respinto il ricorso contro chi certificò i bilanci. La rabbia di Federconsumatori Toscana

Banca Etruria: nei mesi scorsi Federconsumatori Toscana ha intrapreso una azione giudiziaria contro la società che ha certificato i bilanci (la Pricewaterhouse Coopers, uno dei quattro colossi mondiali del settore) per “gravi responsabilità, negligenze ed omissioni”, con l’obiettivo di ottenere altri rimborsi per i risparmiatori (l’azione è stata sottoscritta da circa 1.800 persone, in maggioranza aretine, poi fiorentine/empolesi, senesi e grossetane). Federconsumatori si era rivolta al Tribunale delle Imprese di Milano utilizzando lo strumento dell’Accertamento Tecnico Preventivo (Atp) con tentativo di conciliazione della lite, estendendo il procedimento anche alla Ubi, che ha continuato l’attività della vecchia Banca Popolare Etruria Lazio (al ricorso per Atp è stata allegata una relazione peritale del professor Luca Bagnoli, docente all’Università di Firenze, nella quale sono state evidenziate le rilevanti responsabilità imputabili alla società di revisione). Nel frattempo, è stata emessa dalla Consob una sanzione pecuniaria a carico della suddetta società di revisione proprio sulla base delle responsabilità evidenziate da Federconsumatori e dal proprio consulente.
Ciò nonostante il Giudice di Milano, nei giorni scorsi, ha sentenziato che “l’Atp male si attaglia alla complessità e all’ampiezza delle questioni giuridiche sottese alle domande di merito prospettate nel ricorso” e di conseguenza l’Atp stesso viene giudicato inammissibile da quel Tribunale, rimandando sostanzialmente la questione alla giustizia ordinaria. In sostanza il Giudice ha ritenuto di non decidere. Così facendo non si rende merito alla giustizia ed al nostro Paese. Come era stato già comunicato, il ricorso per accertamento preventivo è stato proposto al fine di evitare lungaggini processuali e di sovraccaricare la già ingolfata macchina della Giustizia, oltre che al fine di favorire una conciliazione fra le parti. Oggi – nostro malgrado – dovremmo inondare i Tribunali di migliaia di cause individuali.
Sia chiaro a tutti, a partire dalla Pricewaterhouse e all’Ubi: noi non ci fermeremo, continueremo a chiedere giustizia – perché di questo si tratta – per tutti quei cittadini risparmiatori che sono stati aggirati e danneggiati nei loro risparmi. Federconsumatori resta in campo con la forza delle proprie ragioni e della difesa dei cittadini/risparmiatori, nei prossimi giorni assieme anche ai nostri Associati decideremo le iniziative da intraprendere a difesa di una disattesa richiesta.

Fondo di ristoro per i risparmiatori: grande soddisfazione per l’accoglimento delle proposte di modifica al testo di legge presentate al MEF. Ora attendiamo che si concretizzino al più presto.

Federconsumatori esprime soddisfazione per l’accoglimento delle proposte di modifica al testo della Legge di Bilancio per l’anno 2019, presentate nella mattinata odierna dal Presidente Emilio Viafora all’On. Villarosa, Sottosegretario al Ministero dell’Economia.

Facendosi portavoce delle numerose perplessità manifestate dai risparmiatori, Federconsumatori ha presentato alcune proposte di sostanziale modifica all’assetto del Fondo, così come previsto dal DDL, che sono state accolte dal Sottosegretario. Nel dettaglio si è deciso per:

– lo spostamento al 30 settembre 2019 del termine ultimo per avviare le procedure (avanti all’ACF o al Giudice ordinario),

– la possibilità di presentazione di ricorsi collettivi da parte delle Associazioni dei Consumatori,

– la possibilità di presentazione di domande all’ACF semplificate,

– la natura di mero acconto del ristoro del 30%,

– la cumulabilità del ristoro del Fondo con altre forme di risarcimento e/o indennizzo,

– l’ammissione a fronte di un giudizio di primo grado anche non passato in giudicato.

Decade inoltre, sempre dietro proposta di Federconsumatori, l’automatica rinuncia alle azioni giudiziarie in caso di accettazione del pagamento, norma questa che aveva suscitato vive perplessità per il rischio che così si riducesse l’interesse per l’esito dei procedimenti penali attualmente pendenti.

Anche per le operazioni di misselling prolungate, e per gli acquisti di titoli in epoca risalente e che non era stato possibile liquidare, generando il fenomeno degli “scavalcati”, l’impegno del Governo è per una loro inclusione esplicita fra i soggetti legittimati ad accedere al Fondo.

Buone notizie anche per gli obbligazionisti subordinati che avevano già aderito al FITD, ottenendo un ristoro forfettario pari all’80% del capitale e che vedranno ora un concreto impegno governativo per il riconoscimento di un ristoro pari ad un ulteriore 15%.

Da ultimo è stata affrontata anche la delicata situazione delle “baciate” ovvero gli acquisti di azioni a fronte di un finanziamento da parte della banca emittente stessa, che nel caso delle banche venete, vedrà il necessario coinvolgimento della L.C.A. e di Banca Intesa nell’individuazione di uno specifico percorso che limiti i danni per i risparmiatori coinvolti.

Federconsumatori attende ora che il sostanziale accordo raggiunto si concretizzi in una revisione del testo legislativo prima delle votazioni alle Camere.

Fatturazione a 28 giorni: bene la pronuncia del Tar Lazio che obbliga gli operatori di Tlc a rimborsare gli utenti. Confermati e garantiti i diritti dei consumatori.

Il Tar del Lazio ha confermato che entro il 31 dicembre 2018, Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb dovranno rimborsare in bolletta i giorni illegittimamente erosi agli utenti a seguito della fatturazione a 28 giorni. Annullate, invece, le sanzioni comminate dall’AGCOM agli operatori di Tlc (1,1 milione di Euro a testa, per un totale di 4,4 milioni di Euro).

Esprimiamo grande soddisfazione per il provvedimento emesso dal tribunale amministrativo, in attesa di poter leggere le motivazioni che saranno depositate entro 30 giorni, che conferma finalmente i diritti dei consumatori-utenti e restituisce loro quanto illegittimamente sottratto dalle compagnie telefoniche.

Lascia, invece, un po’ perplessi la decisione di cancellare le sanzioni amministrative pecuniarie a carico degli operatori di Tlc, che avrebbero rappresentato ancor di più un monito nei confronti delle condotte scorrette adottate dalle compagnie telefoniche.

Ora gli operatori telefonici adempiano prontamente a quanto stabilito dal Tar Lazio, in ottemperanza alle delibere dell’AGCOM, ristorando i diritti di tutti i consumatori coinvolti.

Borgo San Lorenzo: dal 29 novembre il sistema di appuntamenti sarà esteso anche al giovedì

Dal prossimo giovedì 29 novembre viene introdotta una importante novità per lo sportello
Federconsumatori del Mugello che ormai, da diversi anni, è aperto a Borgo San Lorenzo presso il centro
d’incontro di Piazza Dante n. 33.
Dopo la positiva sperimentazione effettuata nell’orario di apertura pomeridiana del martedì (ore 15-19) con
l’introduzione del ricevimento tramite appuntamento anche telefonico, si è deciso di estendere la stessa
modalità anche per l’apertura del giovedì mattina, per la quale rimane confermato l’orario delle 9,30-13,30.
Abbiamo infatti riscontrato il successo e il gradimento da parte dei cittadini di questa soluzione. Essa
indubbiamente evita lunghe attese e consente di poter dedicare una maggiore e più diretta attenzione alle
problematiche che ci vengono sottoposte. In questi anni , infatti, è molto cresciuta l’attività dello sportello
che sempre più si è qualificato come un punto di riferimento importante e prezioso per l’assistenza e tutela
dei cittadini nelle varie e vaste problematiche consumeristiche, come utenti di importanti servizi (telefonia,
gas, acqua, rifiuti…..) , nei rapporti con le banche o istituti assicurativi, per pareri e controversie riguardanti i
contratti stipulati dai consumatori , nei rapporti con la pubblica amministrazione (cartelle esattoriali, multe,
…), sulla sanità. Le modifiche effettuate alla nostra organizzazione ci aiuteranno a qualificare la nostra
risposta e il nostro impegno per la vostra tutela e per darvi la migliore assistenza.
Per effettuare la prenotazione è disponibile il numero telefonico 3294423596 a cui è possibile rivolgersi
tutti i giorni feriali per concordare l’appuntamento .

DIRITTO ALLA SALUTE ED EQUITÀ DI ACCESSO ALLE CURE: IL RUOLO DEI FONDI INTEGRATIVI E DELLE MUTUE

FEDERCONSUMATORI Arezzo E FEDERCONSUMATORI Nazionale, hanno collaborato alla realizzazione di un evento che si svolgerà GIOVEDÌ 29 NOVEMBRE A FIRENZE – FORTEZZA DA BASSO, nell’ambito delle più generali iniziative che si terranno dal 27 al 30 Novembre 2018 nel 13° Forum Risk Management in Sanità organizzato dalla Fondazione GUTEMBERG.
A questo evento parteciperanno vari rappresentanti del Mondo Scientifico, delle Istituzioni, dei Fondi, Ricercatori, Docenti Universitari, Sindacati e Associazioni con l’intento di fare chiarezza su una materia complessa, sulla quale è aperto un dibattito sia in CGIL che in Federconsumatori tanto da far diventare questo tema uno degli argomenti Congressuali.

Programma completo

Crisi e cambiamenti degli stili di vita

Crisi e cambiamenti degli stili di vita e un indagine svolta in collaborazione con Unicoop Firenze in due momenti diversi; il primo nell’autunno 2013 ed il secondo fra dicembre 2017 e febbraio 2018.

L’indagine è stata svolta in entrambi i periodi attraverso un questionario riempito in maniera volontaria ed anonima dai cittadini interessati. Le modalità di somministrazione del questionario sono state diverse: da quella cartacea a quella online.

La partecipazione è risultato davvero sorprendente. Sono stati molti i cittadini che ci hanno dedicato un po’ di tempo durante la nostra permanenza nei centri commerciali, così come quelli che lo hanno compilato attraverso internet.

Le risposte pervenute sono state n. 14991.

Un numero più che ragguardevole e sufficientemente significativo che ci ha permesso di tracciare un quadro indicativo di come la crisi abbia inciso sui nostri stili di vita.

I risultati sono stati elaborati e riportati nei grafici che trovate cliccando qui.

 

Banche: inaccettabile la mancata convocazione delle Associazioni dei Consumatori alla riunione dell’8 novembre. Presto una grande manifestazione per tutelare le vittime del risparmio tradito.

Abbiamo appreso da fonti di stampa che il Governo incontrerà i comitati delle vittime del risparmio tradito, senza convocare le Associazioni dei Consumatori che, in questi anni, hanno difeso, tutelato e assistito decine di migliaia di risparmiatori vittime di fallimenti ed investimenti a rischio.
Una condotta, quella del Governo, inaccettabile ed irresponsabile, che manifesta la volontà di eliminare ogni intermediazione con le Associazioni dei Consumatori iscritte al CNCU (Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti). Una operazione che mina alle basi il principio democratico della rappresentanza e che sembra ispirato alla volontà di assecondare ed inseguire il consenso elettorale e non affrontare in modo serio i problemi dei risparmiatori truffati.
Il Governo non può scegliere gli interlocutori con cui confrontarsi, ma deve essere rispettoso del ruolo e delle prerogative che la legge riserva alla Associazioni dei Consumatori. Questo nulla toglie al fatto che il Governo possa incontrare e ascoltare altri soggetti, ma non si possono sovvertire i ruoli.
Il 12 Novembre Federconsumatori ha indetto una riunione con tutti i rappresentanti che in questi anni si sono impegnati per la tutela dei risparmiatori, per esaminare le risorse messe a disposizione ed i criteri di accesso al fondo di ristoro per i risparmiatori. In quella data proclameremo, con le altre Associazioni dei Consumatori che vorranno aderire, una manifestazione davanti al Parlamento per rivendicare misure adeguate a tutelare e risarcire i risparmiatori che hanno visto andare in fumo i propri risparmi, nonché per rivendicare davanti al Governo una maggiore attenzione al ruolo ed all’impegno delle Associazioni dei Consumatori alle quali i cittadini si rivolgono con fiducia per far valere i propri diritti.

Banche: Delusione per il decreto del governo

Indennizzi ai risparmiatori raggirati dalle banche, arriva il Decreto del Governo: fondo da 1,5 miliardi in tre anni ma procedure di accesso farraginose, sono esclusi gli obbligazionisti subordinati. Federconsumatori Toscana: “Esprimiamo delusione, le promesse della campagna elettorale sono rimaste parole, resta fuori una larga platea di persone su Banca Etruria e Popolare di Vicenza”. Il 22 novembre manifestazione di protesta ad Arezzo

La campagna elettorale è finita e le promesse fatte da Matteo Salvini e Luigi di Maio nel corso dei loro ripetuti viaggi ad Arezzo durante i quali, arringando le folle avevano promesso il rimborso di tutto il maltolto a tutti, sono rimaste parole. E’ stato infatti diffuso il testo del Decreto denominato “Capo III Misure a tutela dei risparmiatori Art, Fondo Ristoro Risparmiatori” con il quale si stabiliscono soggetti, criteri, procedure e modalità di accesso al Fondo da parte dei risparmiatori delle banche in risoluzione come ad esempio Banca Popolare di Vicenza e Banca Etruria.
Il Fondo ha una dotazione di 500 milioni per ciascun anno 2019, 2020 e 2021 ed è completamente finanziato dallo Stato; hanno accesso al Fondo coloro che, Titolari di Azioni o Successori Mortis Causa o Coniugi o Conviventi More Uxorio o parenti entro il II° grado, abbiano acquistato LE AZIONI direttamente dalla Banca emittente o da Società controllate, avvalendosi però dei servizi di investimento prestati dalla Banca emittente. Chi avesse acquistato sul mercato secondario ovvero da altre banche oppure direttamente sul mercato telematico è escluso dal rimborso. Esattamente come prevedeva il Decreto del precedente Governo per i rimborsi erogati agli Obbligazionisti dal Fondo Interbancario.Per accedere al Fondo occorre avere una sentenza passata in giudicato emessa da un Tribunale oppure un Lodo Arbitrale favorevole pronunciato dall’ Arbitro per le Controversie Finanziarie (A.C.F.) in ragione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza in materia di intermediazione finanziaria.La misura del rimborso sarà pari al 30% dell’importo riconosciuto o liquidato con sentenze del Giudice o dell’Arbitro Consob ed entro un limite massimo di 100mila euro.Possono accedere anche gli azionisti che abbiano aderito ad azioni transattive delle Banche ma, se l’importo del 30% è superiore, assorbirà quanto già liquidato con l’azione transattiva. Questi risparmiatori saranno postergati nel pagamento rispetto agli altri salvo coloro che hanno un reddito ISEE 2018 inferiore a 35.000,00 euro.Saranno rimborsati nel 2019 solo coloro che avranno presentato la domanda all’Autorità Giudiziaria o all’ACF entro il 30 Giugno 2019.SONO ESCLUSI TUTTI GLI OBBLIGAZIONISTI SUBORDINATI.
Federconsumatori Toscana, anche a nome di moltissimi risparmiatori associati, esprime profonda delusione per il provvedimento adottato che esclude una considerevole platea di persone che avevano riposto la speranza di rientrare in possesso di tutto il valore azzerato, considerando le promesse fatte in campagna elettorale. Le procedure poi indicate per il ristoro del 30% agli azionisti sono farraginose, e sono la fotocopia di quelle tanto criticate adottate per gli obbligazionisti, con le uniche differenze che cambia in peggio l’importo del rimborso (30%), e che la Camera Arbitrale non sarà quella ANAC ma l’ACF. Federconsumatori Toscana comunica che tutti gli sportelli dell’Associazione ed il pool degli avvocati convenzionati, a partire dal prossimo mese di Gennaio saranno a disposizione degli Azionisti azzerati per prestare assistenza e consulenza alla presentazione dei ricorsi presso l’A.C.F. Il 22 novembre Federconsumatori annuncia una manifestazione, ad Arezzo, dei risparmiatori raggirati sotto i Palazzi del Governo per ricordare gli impegni presi in campagna elettorale e le promesse tradite.

Contratti non richiesti: la Federconsumatori a tutela degli utenti coinvolti

La Federconsumatori sta ricevendo molte segnalazioni da cittadini residenti nella provincia di Firenze ed Arezzo, in particolar modo nel Valdarno, che si sono visti cambiare gestore per le utenze, passando ad Eni senza esserne a conoscenza.

Le modalità sono sempre le stesse: gli utenti ricevono una fattura di chiusura dal loro gestore senza aver richiesto alcun passaggio o cambio di gestore, salvo poi scoprire, con molta difficoltà, che le loro utenze sono passate al gestore Eni.
Nella maggior parte dei casi i contratti, oltre a riportare firme false, riportano anche indirizzi e recapiti fasulli e pertanto gli utenti rischiano di vedersi distaccare il servizio per non aver pagato fatture che non riceveranno mai.

Interpellata dalla nostra associazione, Eni si è dichiarata del tutto estranea alla vicenda, indicando tuttavia di essere a conoscenza di irregolarità da parte di alcune agenzie incaricate. La società si è detta disponibile a riconoscere agli utenti coinvolti quanto previsto dal Codice del Consumo e dall’Autorità di settore in caso di contratti non richiesti, oltre a valutare ulteriori forme indennitarie.

La nostra associazione ha già segnalato la vicenda all’Autorità dell’Energia, All’autorità della concorrenza e del Mercato e a quella della privacy.

I nostri Sportelli rimangono a disposizione per aiutare tutti gli utenti coinvolti e dare avvio ai percorsi di tutela previsti.