Lavori Ponte al Pino: mantenere lo stesso livello di attenzione anche per i prossimi giorni

Nel primo giorno dell’interruzione ferroviaria fra le stazioni di campo Marte Santa Maria Novella per i lavori di rimozione di Ponte al Pino i disagi sembrano essere stati limitati.

Quello che ci viene indicato dai viaggiatori e dai nostri collaboratori è che questa mattina i pendolari arrivati alla stazione di Campo di Marte hanno trovato assistenza ed indicazioni sufficienti per recarsi alle navette sostitutive.
Fondamentale dal punto di vista del trasporto ferroviario è stata la reintroduzione del treno diretto dal Valdarno n. 94712, in un primo momento non previsto, che ha permesso di alleviare almeno in parte i possibili disagi di chi deve essere a Firenze entro le 09:00 e che ha risposto in parte all’esiguità dei treni del periodo mattutino da noi denunciata.
Qualche perplessità in più sulla frequenza delle navette e sul numero dei bus sostitutivi, perché a volte si registrano diversi minuti di attesa fra una corsa e l’altra.
Il dubbio è che i cittadini che si dovevano recare nella parte nord di Firenze abbiano scelto mezzi alternativi, in particolare l’auto privata”.
“Anche se questa mattina i disagi sembrano essere stati contenuti, è necessario mantenere alto il livello di attenzione e soprattutto continuare a migliorare l’organizzazione dei mezzi alternativi”.
“Vogliamo infine ringraziare tutti gli operatori che si stanno prodigando per l’assistenza ai viaggiatori”

LAVORI PONTE AL PINO: DAL 6 AL 9 LUGLIO E DAL 27 AL 30 LUGLIO I TRENI SI FERMERANNO A CAMPO DI MARTE

Nei giorni 6-9 luglio e 27-30 luglio si terranno i lavori di sostituzione obbligata del cavalcaferrovia di Ponte al Pino a Firenze, per Rfi non più procrastinabili, che comporteranno la chiusura totale al traffico anche della rete ferroviaria, con inevitabili disagi per viaggiatori e pendolari. Durante i giorni dell’interruzione, tutti i treni in arrivo a Firenze da sud, compresi quelli del servizio regionale abitualmente usati dai lavoratori, si attesteranno a Firenze Campo di Marte.

qui sotto la locandina preparata dalla Regione Toscana per l’emergenza.

 

15 marzo – Giornata dei Diritti dei Consumatori. Federconsumatori inaugura la settimana del consumatore dal 15 al 24 marzo: iscrivetevi, come nuovi iscritti, potrete effettuare l’iscrizione online a soli 10,00 euro.

🔴 Il 15 marzo si celebra la giornata dei Diritti dei Consumatori. 🔴
📣 Una data importante per riflettere sull’importanza del ruolo che noi consumatori abbiamo all’interno della società.
🚀 Uniti, grazie alla rappresentanza di organizzazioni come la Federconsumatori, possiamo ottenere grandi risultati e conquistare nuovi diritti!
💪 Siate consapevoli dei vostri diritti, esercitate il vostro potere!
Pere fare questo, iscrivetevi alla Federconsumatori: come nuovi iscritti, nella settimana del consumatore dal 15 al 24 marzo, potrete effettuare l’iscrizione online a soli 10,00 euro 👉 https://www.federconsumatori.it/iscrizione/
🎁 Tra chi aderirà con questa modalità, saranno sorteggiati 10 cittadini che riceveranno un gadget esclusivo.

Educazione finanziaria – seminari formativi online il 12 e 19 marzo 2024

Federconsumatori Toscana e le federazioni provinciali di Grosseto, Livorno, Pisa, Lucca e Massa Carrara hanno organizzato due webinar formativi in tema di educazione finanziaria con la collaborazione della Banca d’Italia (filiale di Livorno).
I due eventi online hanno l’obiettivo di contribuire ad accrescere la cultura finanziaria e conoscere i servizi che la Banca d’Italia svolge in favore dei territori e a tutela degli utenti dei servizi bancari.
Di seguito il programma dei due appuntamenti:
  • martedì 12 marzo 2024 dalle ore 15 alle ore 17, i temi proposti saranno i seguenti: l’accesso agli archivi della Centrale dei Rischi (CR), l’utilizzo degli strumenti di pagamento e le segnalazioni alla Centrale di allarme interbancaria (CAI);
  • martedì 19 marzo 2024 dalle ore 15 alle ore 17, i temi proposti saranno i seguenti: tutela e autotutela dell’utente, la pianificazione finanziaria, i reclami proposti dal consumatore/utente di servizi bancari.

Per partecipare è necessario registrarsi cliccando al seguente link:

I seminari proposti rientrano nel progetto “sportello sovraindebitamento” approvato con D.D.R. 13511/23 con il contributo di Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Regione Toscana.

Scarica le locandine:

Il percorso della salute: Più integrazione fra ospedale e territorio

Venerdì 26 gennaio 2024 alle ore 17.00,  presso la sala Soci Coop.fi Firenze in Piazza Leopoldo 6H  si terrà un nuovo appuntamento dell’iniziativa “Il percorso della salute” .

Il tema dell’incontro sarà “Più integrazione fra ospedale e territorio”, l’introduzione sarà a cura di Daniela Matarrese, Direttrice AOU (Azienda Ospedaliera Universitaria) Careggi, interverranno, inoltre, i professionisti dell’AOU Careggi e i responsabili di MMG (Medici di Medicina Generale)  del territorio.

 

 

Terziario: Federconsumatori e Adoc esprimono sostegno allo sciopero indetto da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs per il 22 dicembre.

Saremo in piazza per rivendicare condizioni più eque.

Federconsumatori e Adoc condividono le motivazioni dello sciopero indetto da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e per questo scenderanno in piazza assieme a loro il 22 dicembre prossimo, per sollecitare condizioni di lavoro più eque e sostenibili per i lavoratori del terziario.

Sono oltre 5 milioni le lavoratrici e i lavoratori in attesa, da troppo tempo, dei rinnovi dei contratti nazionali: mentre i costi dell’energia hanno toccato picchi elevatissimi e, in generale, il costo della vita è divenuto insostenibile per molte famiglie, non è più possibile assistere in silenzio a questo progressivo impoverimento e all’avanzare del fenomeno del lavoro povero.

Un continuo procrastinare dei negoziati e delle trattative per il rinnovo che risulta del tutto inspiegabile e intollerabile, soprattutto ora che i settori del terziario e del turismo registrano una ripresa e un aumento dei fatturati. Sostenere e incrementare il potere d’acquisto delle famiglie consumatrici attraverso adeguate politiche salariali è perciò diventato doveroso. Combattere il caro vita attraverso un aumento salariale e pensionistico è imprescindibile per far recuperare il potere di acquisto ai consumatori e per una ripresa dei consumi interni. Inoltre, non solo questo ci avvicinerebbe al resto d’Europa, dove nessun Paese ha conosciuto l’impoverimento che ha caratterizzato il mondo del lavoro italiano negli ultimi anni, ma sosterrebbe anche il rilancio dell’economia e del mercato interno e porterebbe un migliore equilibrio tra domanda e offerta, con effetti positivi sulla dinamica dei prezzi al consumo.

Anche il Governo, che dichiara di voler fare del sostegno agli italiani una delle sue bandiere, dovrebbe prestare attenzione a questo vero e proprio allarme sociale. Basta guardare ai dati, uno su tutti quello relativo alla ripresa del settore turistico, che vede sì una crescita delle presenze tra gennaio e agosto, ma soprattutto di quelle straniere, che segnano un +10% rispetto al 2022, mentre i flussi domestici segnano un -2%. Segnale evidente che sempre più italiani non possono permettersi le vacanze, nemmeno senza varcare la frontiera.

Per invertire questa tendenza, per far sì che non aumentino ulteriormente le disparità nel nostro Paese e tra il nostro Paese e gli altri più avanzati, è necessario dare una risposta, ora, ai lavoratori, alle famiglie e ai consumatori.

Caro-trasporti: Rientro a casa, allo studente fuorisede il biglietto costa oltre 100 euro.

La denuncia di UDU e Federconsumatori.

occasione delle vacanze di Natale, moltissimi studenti fuorisede rientrano alla propria residenza. Per viaggiare, però, devono affrontare costi esorbitanti: l’Unione degli Universitari e Federconsumatori hanno fatto i conti, verificando i costi di una cinquantina di tratte ferroviarie e aeree.

 

“Secondo i dati raccolti” spiega Camilla Piredda, Coordinatrice dell’Unione degli Universitari “uno studente fuorisede che in questi giorni acquista il biglietto per una tratta di media-lunga percorrenza, spende indicativamente 108€ per tornare alla propria abitazione. Si tratta ovviamente di una cifra molto variabile, che cresce molto per i voli verso la Sicilia o la Sardegna. Ad esempio, è ormai impossibile trovare un volo tra Torino e Palermo a meno di 169€. I voli tra Milano e Palermo hanno addirittura sfondato quota 400€, mentre svariati voli tra Roma e Catania ormai costano 300€ a tratta”.

 

“Chi ha prenotato con anticipo” specifica Michele Carrus, Presidente di Federconsumatori “ha potuto usufruire di tariffe più vantaggiose, essendo possibile trovare un biglietto che costa dai 19€ ai 120€. Prenotando per tempo è possibile accedere più facilmente a biglietti in promozione, ma nel periodo natalizio questi finiscono velocemente, anche perché in queste occasioni la disponibilità di mezzi risulta spesso inadeguata al volume della domanda… ecco perché crescono così tanto i prezzi. L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha stimato dei rincari annuali notevoli e preoccupanti. Le differenze di costo ammontano, mediamente, sulle tratte considerate, al +33% per viaggiare in bus o aereo durante le festività, +20% per chi sceglie il treno, con picchi importanti di aumento specialmente per le tratte che si dirigono verso il Sud.

Abbiamo denunciato questi aumenti anomali all’Antitrust e all’ART, chiedendo di esaminare e sanzionare eventuali abusi che, ogni anno in questo periodo, siamo costretti a denunciare.”

 

“Questi importi” conclude Piredda “sono esorbitanti, alcuni studenti devono addirittura rinunciare di tornare a casa per via dei costi. Anche perché, ovviamente, bisogna considerare ugualmente il viaggio di ritorno, portando la spesa complessiva a circa 200€. Calcolando invece tutto l’anno, abbiamo stimato come un universitario fuorisede spenda in media 600€. Purtroppo, lo Stato non prevede alcun aiuto specifico se non la borsa di studio, che comunque resta insufficiente per coprire tutte le spese connesse allo studio fuorisede, incluso l’affitto che rappresenta la spesa maggiormente onerosa. Garantire il diritto allo studio, significa anche garantire la possibilità agli studenti di tornare a casa”.

Prezzi: con l’inflazione al +0,7% aggravi di +220,50 euro annui a famiglia.

Preoccupazione per i rincari sul fronte dell’energia dovuti al passaggio al mercato libero del gas.

Prosegue il rallentamento dell’inflazione che, a novembre, secondo i dati odierni diffusi dall’Istat si attesta allo 0,7% su base annua. Una frenata dovuta soprattutto al rallentamento dei prezzi dei beni energetici, nonché, anche se in misura minore, dei prodotti alimentari e per la cura della persona. Il tasso relativo al carrello della spesa, anch’esso in frenata, si attesta al +5,4%.

Come ripetiamo da tempo, si tratta di dati che vanno contestualizzati e trattati con cautela: bisogna considerare, infatti, che il confronto avviene rispetto a un periodo (nel 2022) in cui il tasso di inflazione si attestava su livelli record, con picchi di oltre il 12%.

La frenata dell’inflazione non si traduce affatto, purtroppo, in una diminuzione dei prezzi, ma solo in una crescita più lenta. L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato che con il tasso di inflazione a questi livelli gli aggravi per le famiglie ammontano a +220,50 euro annui.

Una situazione che sarà aggravata dai rincari sul fronte dell’energia: il nostro osservatorio ha infatti calcolato che, da gennaio, con il passaggio al mercato libero, molte famiglie dovranno fare i conti con ulteriori aumenti. Dai dati raccolti emerge, infatti, che pre il gas in nessun caso il mercato libero con offerte a prezzo fisso è più conveniente rispetto al mercato tutelato. Anzi, mediamente risulta più caro del +49%, con un picco del 128%. Non va meglio nel caso delle offerte a prezzo variabile sul mercato fisso, che mediamente costano l’11% in più rispetto al mercato tutelato. Dati che dimostrano quanto sia rischioso e controproducente, in questa fase, attuare tale passaggio.

Oltre a chiedere al Governo di riflettere sull’opportunità di procedere in questa direzione, creando malcontento e penalizzando i cittadini, lo invitiamo a non smantellare le tutele adottate a loro vantaggio per contrastare il caro-vita: sarebbe prematuro e poco lungimirante. Servono, invece, degli sforzi ulteriori, per dare respiro alle famiglie e nuova spinta alla domanda interna:

  • Disponendo una revisione generale delle aliquote IVA sui beni e sui servizi che potrebbe portare, secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori a un risparmio di 531,57 euro annui a famiglia. Contestualmente, per far sì che tali benefici non vengano vanificati dalle speculazioni è necessario disporre opportuni controlli e verifiche mirate;
  • Mettendo in atto l’attesa e improrogabile riforma delle accise e degli oneri di sistema sui beni energetici e carburanti;
  • Ampliando le misure di sostegno a favore delle famiglie che non riescono a sostenere le rate dei mutui a tasso variabile;
  • Attivando seri e tempestivi monitoraggi dei prezzi attraverso Comitati di sorveglianza costituiti territorialmente, con la partecipazione delle Associazioni dei consumatori e sotto il coordinamento di Mr. Prezzi, per contrastare i fenomeni speculativi ancora in atto.

Le risorse per avviare queste misure fondamentali vanno ricercate attraverso: una seria azione di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale; nell’introduzione di una tassazione strutturale progressiva sugli extraprofitti delle imprese (non solo energetiche); nell’incremento di forme di tassazione sulle transazioni finanziarie.

 

5g e cultura digitale, l’indagine al sud: solo il 21% utilizza la connessione 5G, 4 su 10 non sanno se disponibile nella propria città.

I dati di una indagine civica presentati oggi a Napoli da Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Cittadinanzattiva, Federconsumatori e U.Di.Con.

Il 5G è una tecnologia che apre a nuove prospettive e opportunità, soprattutto in termini di sviluppo e riduzione delle disuguaglianze; allo stesso tempo, genera ancora alcune diffidenze e perplessità da parte dei cittadini che chiedono, quindi, informazioni corrette e autorevoli. La maggior parte delle persone intervistate delle regioni del meridione non ha conoscenze specifiche sulla tecnologia e sui dispositivi 5G: il 50% circa ne ha una conoscenza minima o nulla, dato leggermente più positivo rispetto al livello nazionale (56%). Maggiore è la fascia d’età, minore è la conoscenza. Si tratta infatti di una tecnologia ancora poco diffusa, soprattutto tra gli anziani. Solo il 21,2% dei rispondenti delle regioni meridionali utilizza al momento una connessione mobile 5G. Si nota un maggior utilizzo nei più giovani, nei soggetti con un titolo di studio più elevato e nei nuclei familiari con minori. A proposito, invece, di sicurezza informatica, informazione e diritti dei consumatori, solo il 15% degli intervistati delle aree meridionali si dichiara preoccupato per i possibili effetti sulla salute, mentre il 34% – soprattutto tra quanti hanno una conoscenza minima o nulla del 5G la cui fonte di informazione principale è caratterizzata dai canali social e dalla tv – dichiara di condividere almeno una delle false informazioni che nel corso degli anni hanno trovato diffusione su alcuni canali di comunicazione, a proposito del 5g (“provoca tumori”, “facilita lo spionaggio dei dati”, “non favorisce lo sviluppo dell’economia e del lavoro”).
Sono questi alcuni dei dati che emergono da un’Indagine sul livello di conoscenza che i cittadini delle aree meridionali rispetto alla tecnologia 5G – realizzata dalle Associazioni dei consumatori (Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Cittadinanzattiva, Federconsumatori e U.Di.Con) con il sostegno non condizionante di WINDTRE – e presentata oggi presso la Città della Scienza di Napoli. Dal focus emerge anche che il 57,5% di chi non utilizza il 5G dichiara di non avere ancora un cellulare idoneo, mentre oltre il 28% non ne conosce i vantaggi o non è interessato. Il fattore economico ha un peso leggermente maggiore nelle aree del Sud Italia (14,4%) rispetto al dato nazionale (10,7%). Circa un quarto dei rispondenti delle Regioni meridionali che attualmente non usa ancora il 5G ha dichiarato la volontà di volervi passare a breve (24,3%), dato che supera quello nazionale che si attesta sul 18%. Il 50,6% afferma che lo farà nel lungo periodo, con l’obiettivo di acquisire maggiori informazioni e verificare gli sviluppi futuri della tecnologia, mentre il restante 25,1% non ha nessuna volontà in proposito. Si evidenzia, infine, che il 40,7% di chi non la utilizza, non sa se tale tecnologia sia disponibile o meno nella propria città e il 21,8% sostiene di no. Le risposte negative superano di 7 punti percentuali il dato nazionale (15,4%).
L’analisi dei dati rivela che il livello d’istruzione incide sul tasso di conoscenza del 5G: infatti il 59,4% dei rispondenti laureati indica una conoscenza medio/alta a fronte del 43,8% dei rispondenti in possesso di un diploma o licenza media. La principale fonte di informazione sulla tecnologia per i rispondenti del Sud Italia è rappresentata dai canali social (37,5%) e dagli articoli di approfondimento (36,9%), classifica che si inverte rispetto alle risposte a livello nazionale. Il dato però cambia se si tiene conto del livello di conoscenza che si ha dell’argomento: nei casi in cui è di livello medio/alto, le principali fonti di informazioni sono gli articoli di approfondimento (circa 54%). Diversamente, chi invece ha una conoscenza minima o nulla, indica come fonte principale il la TV (38,8%) e il passaparola di amici e conoscenti (35,5%). Ecco perché tra l’82,9% dei rispondenti delle aree meridionali si evidenzia la necessità di ricevere informazioni più concrete, affidabili e dettagliate sul 5G, soprattutto in relazione alla salute, alla tutela della privacy e alla cyber security. Inoltre, circa il 55% ritiene che tali informazioni dovrebbero provenire dalle associazioni dei consumatori.
Circa il 74% dei rispondenti delle aree del Sud ritiene la diffusione del 5G utile o importante, in misura maggiore per chi ha un titolo di studio più alto, dato lievemente superiore rispetto a quello nazionale (circa 70%). A proposito dei vantaggi che la diffusione della connessione 5G potrebbe portare, gli intervistati delle aree del Sud Italia indicano principalmente il miglioramento delle performance delle comunicazioni telefoniche e delle connessioni internet (78,6%), lo sviluppo di innovazioni tecnologiche (46%) in termini di robotica e di organizzazione delle città verso il modello Smart City. Inoltre, gli utenti credono che la tecnologia 5G possa determinare progressi in altri settori, come la formazione, la sanità, l’economia e i trasporti. Per il 65% dei rispondenti, 7 punti percentuali in più sul dato nazionale, lo sviluppo del 5G e dei servizi associati rappresenta anche un’opportunità in termini di riduzione delle disuguaglianze sociali.
Alla presentazione dei dati hanno preso parte le associazioni che hanno realizzato l’indagine (Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Cittadinanzattiva, Federconsumatori e Udicon) e ne hanno discusso con Nicola Pasquino, Professore di misure elettriche ed elettroniche dell’Università degli studi di Napoli Federico II, Livio Gigliuto, Presidente esecutivo Istituto Piepoli e Giovanni Santella, Vice Segretario generale, Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
L’indagine e maggiori informazioni sul progetto sono disponibili a questa pagina