Salvaguardia del paziente nel decalogo tra Andi e Federconsumatori.

Nel corso del Forum Risk Management, svoltosi a Firenze il 26 novembre 2019, è stato ratificato un accordo di collaborazione tra ANDI e Federconsumatori. Nell’accordo, basato su un decalogo rivolto ai cittadini, sono fornite le principali raccomandazioni per affrontare nel migliore dei modi il proprio percorso di prevenzione, cura e mantenimento della salute orale.

Vi invitiamo a leggere il protocollo e la locandina.

Protocollo Federconsumatori Andi

Locandina

In Toscana la sessione del CNCU nazionale

La Regione Toscana insieme alle Associazioni che compongono il CRCU hanno organizzato una sessione programmatica del CNCU nazionale, che raggruppa tutte le associazioni dei consumatori ed utenti riconosciute nel nostro Paese.

La sessione si è occupata in particolare di discutere e proporre modifiche all’attuale Codice del Consumo per renderlo più adeguato e moderno rispetto alle nuove tematiche e sfide.

Di seguito pubblichiamo alcune foto dell’evento che riguardano la nostra associazione.

 

Fatturazione a 28 giorni: prime indicazioni per i rimborsi

La ormai celeberrima vicenda della fatturazione a 28 giorni è iniziata nel 2017, quando le compagnie telefoniche hanno modificato le tempistiche di invio delle bollette, effettuando gli addebiti non più su base mensile ma ogni 4 settimane, con conseguenti aumenti per gli utenti. L’illegittimità di tale condotta è stata riconosciuta dall’Autorità Garante delle Comunicazioni e dal TAR del Lazio e, nonostante le compagnie telefoniche abbiano tentato di opporsi a colpi di ricorsi e sospensive, il Consiglio di Stato ha messo fine a questa odissea con il pronunciamento pubblicato il 12 luglio scorso, in cui, oltre a ribadire il diritto degli utenti ad essere rimborsati, si stabilisce il criterio automatico delle compensazioni: ciò significa che i consumatori non dovranno inoltrare al gestore nessuna richiesta e/o un modulo ad hoc per la restituzione dei giorni illegittimamente sottratti, che avverrà pertanto automaticamente in bolletta.

Considerando la complessità della vicenda, riteniamo opportuno fornire alcune prime indicazioni ai cittadini coinvolti, per definire eventuali aspetti che possano risultare poco chiari:

• Le utenze che hanno diritto al rimborso sono quelle di telefonia fissa o fisso-mobile (le cosiddette utenze convergenti);

• Il periodo soggetto a ricalcolo e rimborso dei giorni erosi a causa della fatturazione a 28 giorni va dal 23 giugno 2017 fino alla ripresa della fatturazione mensile che deve essere avvenuta non oltre il 5 aprile 2018

• Per gli utenti che nel frattempo hanno cambiato gestore i rimborsi saranno subordinati a disposizioni AGCom che ci auguriamo siano emesse rapidamente;

• Il pronunciamento del Consiglio di Stato riguarda Vodafone, Wind-Tre e Fastweb. Per TIM, che ha presentato ricorso con tempistiche differenti, non è stata ancora pubblicata una sentenza. Ci si attende, tuttavia, un provvedimento analogo rispetto a quello già emesso per gli altri gestori;

• Di recente la nostra Associazione ha ricevuto numerose segnalazioni in merito alle informazioni ricevute da parte dei gestori: alcune compagnie già prima del pronunciamento del Consiglio di Stato hanno invitato i clienti a presentare richiesta di rimborso per la fatturazione a 28 giorni attraverso un’apposita modulistica. Si tratta di indicazioni assolutamente inappropriate, che non solo si rivelano inesatte per 3 gestori su 4 alla luce della sentenza appena emessa (in cui è stata appunto ribadita l’automaticità delle compensazioni) ma che risultano fuorvianti anche nel caso in cui riguardino la compagnia per la quale si attende ancora una sentenza, proprio perché spettava al Consiglio di Stato stabilire l’iter corretto da seguire;

• Nelle scorse settimane le compagnie telefoniche hanno offerto ai clienti soluzioni alternative al rimborso vero e proprio, come giga per la navigazione su Internet, minuti di chiamate extra, voucher e altri servizi promozionali. Naturalmente spetta all’utente il diritto di scegliere, in base alle proprie esigenze, l’opzione preferita, tenendo presente che l’accettazione dell’offerta presentata dalla compagnia comporta la rinuncia a qualsiasi altra forma di rimborso, compensazione o restituzione dei giorni erosi.

Invitiamo in ogni caso gli utenti a segnalarci eventuali condotte scorrette o comportamenti ambigui da parte delle compagnie.

Mercatone Uno: nell’incontro di oggi pomeriggio si dispongano misure a tutela dei consumatori che hanno pagato o attivato finanziamenti, senza ricevere la merce.

È previsto per oggi l’incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico per decidere le misure di tutela da mettere in atto per i lavoratori a seguito della dichiarazione di fallimento di Mercatone Uno, avvenuta giovedì 23.

Una soluzione senza dubbio necessaria, che deve tener conto non solo dei lavoratori, ma anche dei cittadini che hanno acquistato mobili presso l’azienda fallita e che ora si trovano senza i soldi spesi e senza i beni acquistati. Molti di loro hanno attivato finanziamenti per far fronte agli acquisti effettuati e ora stanno pagando le rate per merci che non sono mai state loro consegnate. Sono moltissimi i cittadini in queste condizioni che si stanno rivolgendo ai nostri sportelli, in queste ore.

È doveroso che il Ministero si occupi anche di loro e trovi una soluzione equa che consenta ai cittadini di entrare in possesso dei beni acquistati o di ottenere la restituzione di quanto speso.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.

In attesa che il MISE raggiunga un accordo in tal senso, consigliamo a tutti gli utenti coinvolti di effettuare l’insinuazione al passivo entro e non oltre il 20 Settembre 2019. Per informazioni e assistenza i cittadini si possono rivolgere agli sportelli della Federconsumatori, presenti su tutto il territorio nazionale, lì potranno anche aderire alle eventuali azioni future che Federconsumatori avvierà in relazione a questo caso.

emanato venerdì il primo decreto attuativo per i ristori ai risparmiatori. Rimangono ancora tante incognite che il Governo deve chiarire, per dimostrare che non si tratta solo di propaganda.

Venerdì sera il Ministro dell’Economia Tria ha firmato il primo decreto attuativo del FIR relativo alle banche venete liquidate e alle 4 risolte. Dopo tanta attesa sembra essersi aperto uno spiraglio per i risparmiatori, che ora devono solo attendere la definizione delle modalità di presentazione delle istanze.

Modalità che saranno espresse da una commissione tecnica di nove membri, nominata nei prossimi giorni dal MEF.

Ci auguriamo che questo non causi nuovi ritardi, ma soprattutto auspichiamo che i pagamenti siano celeri: i risparmiatori hanno atteso già troppo.

Appare evidente, purtroppo, che l’iter previsto per i rimborsi presenti già alcuni scogli. In tal senso sarebbe opportuno che il Governo chiarisse alcuni aspetti delle dichiarazioni del Sottosegretario Villarosa subito dopo il Consiglio dei Ministri di venerdì:

  • Anzitutto perché si ponga la responsabilità della decisione sulla compatibilità dell’innalzamento del tetto patrimoniale a € 200.000 sulle spalle dell’Europa, quando la Commissione si è già espressa chiaramente sulla necessità unicamente di un filtro alle domande e non ha in alcun modo fatto riferimento allo stato patrimoniale dei richiedenti.

  • Come possa CONSAP implementare la piattaforma online con le modalità di presentazione delle domande, quando il medesimo sottosegretario Villarosa ha dichiarato ad alcune testate venete, che il modello di presentazione delle domande verrà individuato dalla Commissione che al momento non è operativa;

  • Come possa il Sottosegretario dichiarare che già a novembre potranno esserci i primi risarcimenti quando, ad oggi, non è stato ancora emanato il decreto attuativo relativo alla Commissione che le domande dovrà valutare e che come detto dovrà anche individuare le formalità di presentazione delle domande;

  • Perché si continui a parlare di automatismi nei ristori quando in tutti i provvedimenti legislativi a far data dal Decreto Milleproroghe del settembre 2018 ad oggi, compreso l’art. 36 del Decreto -Crescita, viene fatto riferimento alla necessità di provare il nesso causale fra condotte e danno subito dal singolo risparmiatore che è logicamente incongruente con eventuali automatismi.

A ciò si aggiunge un interrogativo relativo alla curiosa procedura adottata. La scelta di emanare il Decreto attuativo prima della conversione del Decreto Legge per la crescita del 23 aprile configura un possibile escamotage burocratico: così facendo infatti l’art. 36 del Decreto Crescita non potrà essere modificato senza vanificare il Decreto Ministeriale. Inoltre, in caso di mancata inclusione dell’art. 36 nella legge di conversione si assisterebbe ad un nuovo stop ai ristori.

Queste domande devono trovare immediata risposta: non vorremmo, infatti, che l’emanazione del solo primo decreto attuativo, per di più con queste modalità, rischi di essere un mero provvedimento di propaganda politica, privo di reale impatto per le aspettative dei risparmiatori.

Lettera aperta della Federconsumatori Arezzo al Presidente del Consiglio ed al Ministro dell’Economia

 

Arezzo 04.04.2019

 

Al Sig. Presidente del Consiglio – Avv. Antonio Conte
Al Sig. Ministro dell’Economia/Finanze – Dott. Giovanni Tria
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E, p.c. Alla Stampa

 

Egregio Sig. Presidente del Consiglio, Egregio Sig. Ministro dell’Economia,

Scriviamo la presente anche in nome e per conto degli oltre 2.000 risparmiatori della ex Banca Etruria tutti nostri Associati azzerati con il decreto Salvabanche, per significare quanto segue.
Con legge n. 145 del 30.12.2018 sono state approvate le norme con le quali si definiscono i criteri per il Bilancio 2019 dello Stato Italiano. Dal comma 493 al comma 507 dell’art. 1, viene affrontata la questione del rimborso per i truffati dalle banche azzerati con decreto 183 del 22.11.2015 e per quelli di altre banche successivamente poste in risoluzione o in liquidazione coatta amministrativa.
Con i Comma approvati e con la parte operativa demandata a due successivi decreti da emanarsi entro il 31 Gennaio 2019, pareva conclusa la lunga fase di sofferenza.
Il 31 Gennaio i Decreti non sono usciti, però in data 14.02.2019, è stata consegnata durante un incontro al MEF, la “bozza” del primo dei due Decreti con il quale si indicavano i criteri e le modalità per le domande di accesso al FIR. Sembrava fatta.
Questa fase è stata costellata, però, da alcuni eventi: abbiamo appreso, in itinere, dell’esistenza di una lettera attribuita a “Dirigenti del Tesoro”, con la quale si evidenziano le contraddizioni tra quanto legiferato e quanto stabiliscono le norme Comunitarie che considererebbero quelle modalità un “aiuto di Stato”; notizie di stampa dei giorni scorsi mettevano poi al corrente di lettere inviate al Governo dalla Commissione Europea con le quali si esprimono forti dubbi sulle norme approvate e si indicano i capisaldi sui quali incardinare la questione dei rimborsi.
Siamo costretti a parlare di “notizie di stampa” perché il contenuto di queste lettere non è conosciuto. Avremmo auspicato che il Governo del cambiamento e della trasparenza si comportasse come tale mettendo a disposizione dei risparmiatori, delle loro Associazioni e della collettività le osservazioni dell’Europa, rendendo pubbliche al tempo stesso, le sue decisioni.
Egregio Sig. Presidente, il Suo primo atto, al momento del Suo insediamento, è stato quello di ricevere i risparmiatori azzerati. Con quel gesto ha dimostrato vicinanza e attenzione verso persone deboli, truffate, coinvolte loro malgrado in giochi ed intrighi perpetrati da gente, ora alla sbarra per reati di bancarotta, bancarotta fraudolenta, falso in prospetto e truffa. Capirà quindi i disagi, le mortificazioni, le sofferenze e perfino la rabbia che pervade decine di migliaia di persone che, di fronte a simili misfatti vedono prolungarsi il loro calvario perché il Governo non riesce a decidere.
Mettere fine ad una vicenda che dura ormai da troppi anni è questione improcrastinabile. Siamo giunti ad Aprile ma i Decreti promessi non sono stati approvati. Non bastano più le rassicurazioni o l’annuncio di incontri; i richiami al Ministro dell’Economia ed i continui rinvii rasentano la farsa
L’ultimo Consiglio dei Ministri del 4 Aprile non ha deciso alcunché; pare essere tornati a prima del 30.12.2018 quando ancora nulla era scritto e tutto era in alto mare. I rimpalli di responsabilità e le ostentazioni muscolari sono stucchevoli. Questo continuo braccio di ferro non porterà da nessuna parte: in quest’ottica lo pseudo-confronto indetto per lunedì rischia di tramutarsi nell’ennesimo tentativo di calmare le acque, di proseguire la campagna elettorale e costruirsi un alibi per scaricare sull’UE le difficoltà a decidere del Governo.
E’ necessario quindi che venga decisa una data entro la quale sia possibile avviare la procedura per l’accesso al Fondo di indennizzo; c’è pure il rischio che la dotazione di 500 Milioni prevista per il 2019 non sia più utilizzabile. Se il Governo non supera a breve le contraddizioni interne dovrà fare chiarezza su quali siano gli ostacoli, come intende superarli, come intende definire le nuove modalità per i ristori. Il tutto, stando attento a disporre misure che non siano in contrasto con le disposizioni dell’Europa e a garantire l’esigibilità dei diritti e le giuste tutele ai risparmiatori truffati che altrimenti verrebbero coinvolti da una procedura di infrazione e forse dai provvedimenti della stessa Corte dei Conti.
Un’ultima considerazione: da dichiarazioni rese alla stampa apprendiamo che all’incontro annunciato per lunedì il Presidente del Consiglio non convocherà le Associazioni dei Consumatori regolarmente iscritte e riconosciute dal CNCU, bensì le “associazioni dei risparmiatori” che ha finora usato come pubblico plaudente. Sarebbe un fatto grave; un vero e proprio schiaffo alle migliaia di risparmiatori che si sono affidati a Federconsumatori per ottenere assistenza e tutela e che ancora attendono giustizia. Anche di questa irresponsabile decisione il Governo dovrà assumersene le responsabilità.
Venerdì 12 Aprile alle ore 16.30 nella sala ex-Borsa Merci ad Arezzo ci sarà una grande assemblea di tutti i risparmiatori della ex Banca Etruria per parlare di queste cose. A questa assemblea gradiremmo partecipasse un rappresentante del Governo. Per questo rinnoviamo l’invito; sarebbe l’occasione per un utile confronto.

CARO GOVERNO: A QUANDO I DECRETI PER I RIMBORSI?

ERA IL 31 DICEMBRE 2018. La Legge di Bilancio appena approvata stabiliva che entro il 31 Gennaio
2019 sarebbero stati emanati i decreti attuativi sui rimborsi.
IL 29 GENNAIO 2019 in un incontro al MEF, il Sottosegretario Villarosa comunicava che il Governo
aveva effettuato tutte le verifiche con BCE, Banca d’Italia e UE e che, non avendo ricevuto alcuna
obbiezione, a giorni sarebbe stato diramato il testo del Decreto attuativo.
IL GIORNO 11 FEBBRAIO 2019 Luigi Di Maio e Matteo Salvini, cioè i due Vice Premier e Leader dei
due partiti di Governo, incontravano, in una partecipata assemblea tenuta a Vicenza, i risparmiatori truffati
per ribadire che di lì a poco i decreti attuativi sarebbero stati pubblicati.
IL 14 FEBBRAIO 2019 al MEF, è stata consegnata una raffazzonata bozza di Decreto sulle procedure per i
rimborsi, e chiesto alle Associazioni di far pervenire entro due giorni le loro osservazioni al testo poiché
c’era urgenza di pubblicarlo e dare avvio alle procedure.
IL 18 FEBBRAIO 2019 le Associazioni dei risparmiatori hanno diligentemente fatto pervenire al MEF le
osservazioni ed i loro emendamenti alla Bozza del Decreto.
Nel frattempo, il 31 GENNAIO 2019 cioè due giorni dopo l’incontro del 29 al MEF, con un lancio
dell’agenzia Reuters si è appreso che la Commissione Europea aveva inviato una comunicazione ufficiale al
Governo Italiano esprimendo seri dubbi circa le procedure sui rimborsi ai risparmiatori così come individuati
dalla Legge di Bilancio.
SIAMO GIUNTI AL 18 MARZO 2019 e non solo non è stato approvato alcun Decreto ma è addirittura
sparita la bozza sulla quale le Associazioni avevano fatto pervenire le loro osservazioni.
FEDERCONSUMATORI TOSCANA A QUESTO PUNTO, CHIEDE CHE IL GOVERNO DELLA
TRASPARENZA SIA DAVVERO TALE, e pone anche a nome dei risparmiatori truffati alcune domande
alle quali dovranno essere date adeguate risposte:
– Perché questi Decreti non sono stati ancora approvati?
– Che soggiace dietro al fatto che dopo la lettera della Commissione Europea tutto si è fermato e non
si parla più dei Decreti Attuativi?
– Se i problemi sollevati dall’Europa sono superati, questi Decreti quando vedranno la luce del sole
visto che la data del 31 Gennaio è abbondantemente scaduta?
– Se, come parrebbe, i problemi non sono superati come intende muoversi il Governo per bypassare gli
ostacoli posti dall’Europa? Cosa viene proposto per sbloccare la situazione?
Federconsumatori Toscana ha da sempre sostenuto che le promesse elettorali fatte da chi governa, venissero
tradotte in approvazione di norme semplificate con le quali indennizzare i risparmiatori e mettere fine ad una
dolorosa vicenda che si protrae ormai da cinque anni.
I risparmiatori sono già stati umiliati, hanno sofferto a lungo e non vanno delusi. E’ quindi giunto il
momento di far conoscere i tempi veri entro i quali verranno approvati i Decreti e si potranno avviare le
domande d’indennizzo al FIR. Ovvero se ci sono ostacoli, come si intende superarli.
Ormai il tempo dei comizi è scaduto; ora è il momento di agire e di far seguire alle promesse i fatti.
Federconsumatori Toscana nel sostenere la necessità di riprendere le iniziative a sostegno delle richieste,
rivolge un appello a tutte le altre Associazioni dei risparmiatori, a partire da quelle del CRCU, per una
riunione/incontro che proponiamo debba tenersi ad Arezzo nei prossimi giorni, per valutare la situazione e
decidere come proseguire nelle iniziative verso il Governo. A tale fine Federconsumatori Toscana prenderà
contatto con i rappresentanti delle altre Associazioni per organizzare l’incontro.