Dl Aiuti quater: misure ancora troppo deboli e inadeguate, soprattutto sul fronte dell’energia. Il Governo ascolti le Associazioni dei Consumatori per conoscere quali sono i problemi e le esigenze dei cittadini.

Gli annunci dei giorni scorsi, a partire da quelli del Presidente del Consiglio, che promettevano risposte forti sul caro bollette suscitando una certa curiosità e qualche attesa, sono stati smentiti dai contenuti del Decreto Aiuti quater.

Il Decreto, che contiene misure che poco c’entrano con il termine “aiuti”, relega il contrasto del caro bollette al margine del provvedimento.

Le risorse stanziate, che coprono i mesi di novembre e dicembre 2022, non prevedono novità positive rilevanti rispetto a quanto già visto nei mesi scorsi: in realtà, su gas ed elettricità, si limitano a una semplice proroga del taglio degli oneri di sistema e dell’Iva. Misura del tutto insufficiente a fronteggiare la crescente difficoltà delle famiglie, soprattutto con l’inverno alle porte.

Incomprensibile e inaccettabile l’esclusione degli utenti domestici dall’accesso alla rateizzazione delle bollette, riservata esclusivamente alle aziende. Sarebbe necessario disporre, almeno, delle garanzie affinché la rateizzazione possa essere effettuata per i cittadini da parte di istituti bancari.

Nella bozza del Decreto non ci è sembrato di scorgere alcun riferimento alla sospensione dei distacchi per morosità: ci auguriamo sia una svista nostra e non del Governo! Se così fosse sarebbe davvero preoccupante.

Confermati, inoltre i tagli delle accise sui carburanti, almeno fino al 31 dicembre.

Una nota positiva si rileva nella proroga del mercato tutelato per i clienti domestici per il gas, che terminerà unitamente a quello dell’elettricità il 10 gennaio 2024. Una misura da noi fortemente richiesta, soprattutto in una fase in cui le aziende sul mercato libero stanno adottando, in molti casi, comportamenti scorretti ed ingannevoli.

Improponibile, inoltre, l’innalzamento al tetto del contante fino a 5.000 euro: come dimostrano innumerevoli studi, analisi, rapporti e ricerche una così elevata circolazione del contante rappresenta un forte rischio di aumento dell’economia sommersa e dell’evasione, che non solo non apportare alcun beneficio alle famiglie, ma anzi le danneggia poiché concorre ad un aumento dell’inflazione.

Anche in tema di superbonus, al netto delle considerazioni sulle criticità esistenti, ci pare del tutto ingannevole far passare la norma che riapre la possibilità di accedere al nuovo bonus per le proprietà unifamiliari per una misura a favore delle famiglie meno abbienti: di certo un nucleo con un reddito reale di 15.000 euro annui difficilmente potrebbe permettersi un’abitazione della tipologia prevista dalla norma.

Complessivamente, il Decreto Aiuti quater risulta, quindi, una sbiadita fotocopia delle misure già adottate, ancora inadeguate. Dei 9 miliardi stanziati solo 1 è destinato ai cittadini. Ad aggravare le preoccupazioni è anche la NADEF 2023 approvata dal Governo nei giorni scorsi che, per il caro bollette stanzia solo 22 miliardi di euro che basteranno, forse, solo fino ad aprile.

Ci auguriamo che il Governo accolga queste osservazioni e si decida, come non avviene da tempo, a convocare un tavolo con i rappresentanti delle Associazioni dei Consumatori, per ascoltare, dalla voce di chi ne ha esperienza diretta, le esigenze, i problemi e le possibili soluzioni più idonee per tutelare i cittadini.

Vinted: l’AGCM, su segnalazione di Federconsumatori, sanziona l’azienda per pratiche commerciali scorrette. Carente l’informativa sui costi aggiuntivi.

L’Antitrust, su segnalazione della Federconsumatori, dopo un articolato procedimento istruttorio, ha multato Vinted per 1,5 milioni di euro. La piattaforma, utilizzata da molti cittadini per vendere oggetti tra privati, è stata infatti giudicata dall’Autorità colpevole di aver diffuso informazioni ingannevoli e fuorvianti in merito ai costi delle operazioni di compravendita.

Nel dettaglio, attraverso numerosi spot pubblicitari, Vinted ha veicolato “messaggi enfaticamente incentrati sulla gratuità delle operazioni di compravendita e sull’assenza di commissioni”. Peccato che non sia affatto così! Infatti, l’azienda ha omesso di indicare, in modo chiaro e trasparente, l’esistenza di costi aggiuntivi a carico del consumatore, relativi alla commissione per “Protezione Acquisti” e alle spese di spedizione.

Da dicembre 2020 la piattaforma opera con tali modalità, a cui, finalmente, oggi dovrà mettere fine, entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento.

La consideriamo una vittoria importante, che rappresenta un passo avanti nella tutela dei consumatori sempre più propensi all’utilizzo di tali piattaforme di e-commerce, ma anche sempre più attenti al rispetto dei propri diritti e della trasparenza dell’operato delle società di vendita.

Registro Pubblico delle Opposizioni: l’indagine Federconsumatori dimostra che il nuovo strumento è ancora inefficiente. Il 98,5% degli iscritti riceve ancora telefonate indesiderate.

Dopo un lungo, complesso e sofferto iter burocratico, l’estate scorsa è finalmente entrato in vigore il nuovo Registro Pubblico delle Opposizioni. Il servizio ora consente di iscrivere anche le numerazioni di telefonia mobile e annulla tutti i consensi al trattamento dei dati personali rilasciati in precedenza. In questi mesi le sedi Federconsumatori hanno tuttavia ricevuto una pioggia di richieste di informazioni e assistenza da parte di utenti che, nonostante il regolare completamento della procedura di registrazione, hanno continuato a ricevere moleste telefonate a scopo promozionale.

Alla luce di tale premessa, abbiamo pertanto realizzato un’indagine per chiedere direttamente ai cittadini un feedback sul nuovo strumento, verificandone così l’effettiva operatività dalle esperienze concrete degli iscritti. Dalle risposte è emerso che, purtroppo, in coerenza con quanto già segnalato dagli utenti alle nostre sedi, il raggiungimento della piena efficienza del Registro delle Opposizioni è ancora un miraggio.

In primis abbiamo chiesto un riscontro in merito alla tipologia di utenza registrata: il 58,9% dei rispondenti dichiara di aver iscritto al Registro il proprio numero di cellulare, quasi il 40% (39,9%) di aver registrato sia la linea fissa che quella mobile e appena il 2,2% riferisce di aver registrato solo il numero fisso. Tali percentuali appaiono coerenti con l’importante diminuzione dell’impiego del telefono fisso verificatasi in questi anni in favore della crescente diffusione dei dispositivi mobili.

Il dato più rilevante e anche allarmante che emerge dalle nostre rilevazioni consiste nel fatto che il 98,5% degli intervistati, quindi la quasi totalità, dichiari di continuare a ricevere telefonate indesiderate sulla numerazione registrata anche dopo il regolare completamento della procedura di iscrizione. Per quanto riguarda l’ambito di riferimento dei contatti ricevuti successivamente alla registrazione, gli utenti identificano nelle società di energia, gas e telefonia i mittenti della maggior parte delle chiamate, anche se non mancano le telefonate da parte di finanziarie e società di trading online. All’atto pratico, dunque, nella maggior parte dei casi l’iscrizione al Registro si rivela inutile.

Le evidenze emerse dall’indagine ci lasciano a dir poco allibiti, soprattutto considerando la travagliata e sofferta gestazione che è stata necessaria per dare alla luce la nuova versione del Registro. I cittadini devono poter usufruire di uno strumento che assicuri il diritto alla privacy ed è assolutamente inaccettabile che anche in seguito all’iscrizione proseguano telefonate promozionali, spesso anche aggressive ed insistenti, se non addirittura tese a veicolare informazioni scorrette e ingannevoli. Chiediamo pertanto che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy metta in atto con la massima urgenza tutti gli interventi necessari a garantire la piena, reale e concreta operatività del Registro, in modo tale da tutelare efficacemente i diritti dei cittadini. In tal senso è ora di ripensare radicalmente tale questione, adottando, come da noi sempre auspicato, un sistema di opt-in (con un registro dei cittadini che vogliono essere contattati) piuttosto che l’evidentemente inefficace sistema di opt-out.

Gas: bolletta in calo del 12,9% per i consumi effettuati a ottobre, in base al nuovo metodo di aggiornamento mensile. Un dato positivo, ma è ancora presto per tirare un sospiro di sollievo.

ARERA ha aggiornato oggi le tariffe del gas per i clienti sul mercato tutelato, per la prima volta su base mensile come spesso sollecitato da Federconsumatori,.

La famiglia tipo, per i consumi effettuati nel mese di ottobre, riceverà, stando ai dati di ARERA, una bolletta con una riduzione del -12,9% rispetto al costo del III trimestre 2022. La spesa gas per una famiglia nell’anno scorrevole (compreso tra il 1° novembre 2021 e il 31 ottobre 2022) sarà di circa 1.702 euro, +67% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente.

Seppure in diminuzione le famiglie ancora non possono tirare un sospiro di sollievo: il costo del gas rimane su livelli elevatissimi, si tratta di un dato particolarmente allarmante, soprattutto in vista dell’inverno.

Guardando ai dati relativi all’andamento del costo del gas sui mercati si rileva una progressiva, anche se ancora lenta, discesa dei prezzi del gas nel mese di ottobre, quello preso in considerazione per l’attuale determinazione del prezzo.

Era prevedibile, dunque, coerentemente con tali tendenze, una diminuzione delle tariffe, che però ancora non è sufficiente a far fronte alle difficoltà delle famiglie. È fondamentale agire, ora, mettendo a disposizione dei cittadini tutte le misure necessarie per affrontare la difficile situazione che il Paese sta attraversando. Ecco perché non basta intervenire sulle tariffe, ma è indispensabile:

  • Disporre la sospensione dei distacchi per morosità, oggi in larghissima parte legata a situazioni di profondo disagio e povertà, prevedendo anche la possibilità di una lunga rateizzazione delle bollette garantita dallo Stato e, insieme, un divieto più stringente alle modifiche contrattuali decise unilateralmente dalle aziende fornitrici di energia;
  • Incrementare l’importo dei bonus per energia, gas e acqua e allargando la platea dei beneficiari, attraverso l’innalzamento delle soglie Isee, insieme con la costituzione di un Fondo di contrasto alla dilagante povertà energetica;
  • Riformare la bolletta, riducendone stabilmente gli oneri fiscali e parafiscali;
  • Prolungare, con un provvedimento di urgenza, il regime di maggior tutela per luce e gas (quest’ultimo dovrebbe terminare già il 31 dicembre 2022);
  • Prevedere un reale albo dei venditori, accreditati in base a requisiti e garanzie in termini di solidità, affidabilità, qualità del servizio e sostenibilità ambientale e sociale;
  • Ridefinire il sistema di formazione dei prezzi dell’energia, considerando la media ponderata dei costi delle diverse fonti e disaccoppiando elettricità e gas, per contrastare più efficacemente le speculazioni (considerando le forti spinte al rialzo del costo dell’elettricità), anche senza aspettare l’Europa, come fatto da Grecia, Spagna e Portogallo;
  • Pianificare una politica industriale ed energetica di rilancio degli investimenti sulle fonti rinnovabili e sulle tecnologie di accumulo, adottando misure di sostegno allo sviluppo delle comunità energetiche;

Le risorse per mettere in atto tali misure possono e devono essere ricavate anche dal rafforzamento degli strumenti di supertassazione degli extraprofitti realizzati dalle grandi imprese energetiche e da altre aziende in settori quali quello farmaceutico, finanziario, creditizio e dell’e-commerce. Sono queste le misure che ci aspettiamo dal Governo, affinché dia seguito a quanto promesso ai cittadini.

Mutui: con il nuovo rialzo dei tassi crescono ancora i costi di prestiti e mutui. Per chi ha stipulato un mutuo a tasso variabile la rata, rispetto a settembre, potrebbe crescere anche di 188,72 euro.

È di ieri la notizia della decisione, da parte della BCE, di alzare ulteriormente il tasso di riferimento, di 75 punti base. Si tratta del secondo aumento consecutivo dopo quello di settembre.

Un duro colpo per le famiglie che hanno sottoscritto mutui a tassi variabili, a maggior ragione dal momento che la presidente BCE Christine Lagarde non ha escluso, per i prossimi mesi, nuove strette per frenare l’inflazione, nonostante i rischi di recessione.

A settembre l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori aveva già calcolato, per i mutui a tasso variabile, un aumento della rata di +59,45 euro al mese, ovvero +713,38 euro annui (prendendo in considerazione un mutuo a tasso variabile dell’importo di 115.000 euro per la durata di 25 anni). Oggi tale situazione peggiora ulteriormente: considerando la stessa tipologia di mutuo, la rata, da settembre a novembre 2022, aumenta di ben +188,72 euro.

Un aggravio insostenibile per molte famiglie, che si somma ai rincari a cui devono far fronte sul piano dell’energia e dei prezzi dei beni e dei servizi.

È urgente che il Governo prenda provvedimenti tempestivi per fronteggiare una situazione che rischia di diventare “esplosiva”. Prima di tutto è necessario che, insieme a Banca d’Italia, vigili attentamente sull’andamento dei tassi applicati sui mutui, affinché, oltre ai “normali” aumenti, non si aggiungano fenomeni speculativi da parte degli istituti di credito.

Inoltre, è indispensabile, in una fase delicata e complessa come quella attuale, prevedere un ampliamento della platea del fondo di solidarietà per i mutui sulla prima casa c.d. Gasparrini e disporre la proroga della possibilità di sospendere le rate del mutuo per l’acquisto della prima casa (fondo Consap) che, salvo proroghe, scadrà a fine anno, congiuntamente al rinnovo degli accordi Assofin e ABI, che avevano aiutato i cittadini in difficoltà con il pagamento delle rate nel periodo Covid. In un momento così difficile per le famiglie, tutti i cittadini, anche coloro che non dovessero rientrare nella platea di beneficiari dei fondi in essere, potrebbero riscontrare serie difficoltà nel pagamento delle rate: ecco perché il Governo dovrebbe pensare anche a loro, estendendo in tal senso le agevolazioni. Inoltre, sarebbe utile che tutti gli istituti di credito adottassero, come già alcuni hanno fatto, delle iniziative per venire incontro alle famiglie che hanno difficoltà a pagare mutui e prestiti.

È opportuno, poi, apportare alcuni correttivi alle agevolazioni disponibili: per quanto riguarda il fondo Consap per gli under 36, molti ci segnalano che gli istituti di credito, oltre a non concedere mutui a tasso fisso, chiedono ulteriori garanzie rispetto a quanto previsto dalla norma, a nostro avviso del tutto illegittime e vessatorie. Ancor più preoccupante ciò che avviene in merito al ricalcolo degli interessi sulle quote di mutuo differite per la sospensione delle rate (ad esempio per il fondo Gasparrini, per le agevolazioni del periodo Covid o per i terremoti) che anziché essere limitato alla quota di capitale sospeso, viene ricalcolato sull’intero valore del mutuo residuo. Questo rischia di tradursi in una vera e propria trappola per i cittadini, che si trovano a pagare a caro prezzo tali sospensioni.

Clicca qui per scaricare il vademecum su come usufruire delle agevolazioni sui mutui.

 

08 Novembre 2022, la contraffazione nel settore alimentare. Partecipa all’evento!

Il Comitato lotta alla contraffazione della Camera di commercio di Firenze, in collaborazione con Federconsumatori Toscana e Confcommercio, organizza un evento sul tema della contraffazione dei prodotti alimentari rivolto a tutti i consumatori.
IL FALSO DANNEGGIA TUTTI
Iniziativa di educazione al consumo consapevole
Martedì 8 novembre 2022 orario 17.00 – 18.00
Sala Corsi – Camera di commercio di Firenze
Piazza dei Giudici 3, Firenze
diretta facebook su @FederconsumatoriToscana
Si parla dei danni economici, sociali e alla salute che la contraffazione comporta e come riuscire a comprare in modo più consapevole.
Per partecipare in presenza, visti i posti limitati, occorre prenotarsi al seguente link: https://forms.gle/tYADAzuDht24JWdf9

Energia: le associazioni dei consumatori e le principali forze sociali del Paese chiedono di inserire nell’agenda di Governo 5 punti fondamentali e urgenti.

Si è tenuta ieri 18 ottobre l’Assemblea nazionale delle Associazioni dei Consumatori, a cui hanno partecipato oltre 4000 attivisti, per sollecitare il Governo all’adozione misure urgenti per fronteggiare i rincari sul fronte dell’energia e dei beni di largo consumo.

Un incontro senza precedenti, che ha visto, al fianco dei Consumatori, la partecipazione delle principali forze sociali del Paese: le più importanti sigle sindacali CGIL, CISL e UIL, ma anche rilevanti sigle del mondo produttivo, CNA, Confcommercio, Confesercenti, Confcooperative, i Panificatori artigiani, e poi i sindacati degli inquilini SUNIA e SICIET, le organizzazioni del volontariato Auser e Anteas, Federcasalinghe, USB, le Associazioni ambientaliste e pro-rinnovabili come WWF Legambiente, Coordinamento Free e rappresentanze dei produttori di fotovoltaico e dei rivenditori di energia come Italia Solare e Arte.

La vastissima partecipazione ha spinto le associazioni promotrici a predisporre una piattaforma condivisa a partire da cinque rivendicazioni principali in materia di energia:

  • la sospensione dei distacchi per morosità, oggi in larghissima parte legata a situazioni di profondo disagio e povertà, con la lunga rateizzazione delle bollette garantita dallo Stato e, insieme, un divieto più stringente alle modifiche contrattuali decise unilateralmente dalle aziende fornitrici di energia;
  • l’aumento dei bonus per energia, gas e acqua e l’allargamento della platea dei beneficiari, attraverso l’innalzamento delle soglie Isee, anche differenziate per intensità di aiuto, insieme con la costituzione di un Fondo di contrasto alla dilagante povertà energetica;
  • la riforma della bolletta, riducendone gli oneri fiscali e parafiscali, e del sistema di formazione dei prezzi dell’energia, considerando la media ponderata dei costi delle diverse fonti e disaccoppiando elettricità e gas, per contrastare più efficacemente le speculazioni;
  • una politica industriale ed energetica di rilancio degli investimenti sulle fonti rinnovabili e sulle tecnologie di accumulo, adottando misure di sostegno allo sviluppo delle comunità energetiche;
  • un piano nazionale straordinario di sostegno alle famiglie e alle imprese, insieme con la precisazione e il rafforzamento degli strumenti di supertassazione degli extraprofitti superiori ad una certa soglia realizzati dalle grandi imprese energetiche e da altre aziende in settori quali quello farmaceutico, finanziario, creditizio e dell’e-commerce.

“Ci aspettiamo ora che il Governo sia pronto ad ascoltare le proposte e rivendicazioni delle associazioni dei consumatori, che chiedono di aprire stabilmente un tavolo di dialogo che le coinvolga, insieme a quelli delle altre parti sociali ed economiche. I consumatori, rappresentati dalle principali associazioni riconosciute, restano pronti a mobilitarsi, in tutte le forme e modalità possibili, finché non saranno assunte efficaci misure per fronteggiare l’emergenza sociale e sia avviato un percorso riformatore di carattere strutturale in materia di politiche energetiche e di sostenibilità del mercato dei consumi”.

Inflazione: con il tasso all’8,9% le ricadute per ogni famiglia saranno di 2.634,40 euro annui. Nel corso dell’Assemblea nazionale del 18 ottobre presenteremo proposte al Governo

L’Istat conferma le stime preliminari del mese di settembre: il tasso si attesta al +8,9% su base annua e al +0,3% su base mensile.

Sono state lievemente riviste al ribasso le stime del tasso relativo al carrello della spesa, che si ferma al +10,9% rispetto al +11,1% delle stime preliminari. Si tratta, comunque, del dato più elevato da agosto 1983.

Alla luce di tassi così elevati le ricadute per le famiglie saranno pesantissime: secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori gli aggravi ammonteranno a +2.634,40 euro annui a famiglia, di cui +638,40 euro annui solo nel settore alimentare.

Proprio il settore dei beni alimentari desta particolare preoccupazione: il rincaro dei prezzi, in un comparto così vitale, ha raggiunto quota +11,4%.

Crescono, oltre ai costi dei beni alimentari e di quelli energetici, anche i costi relativi ai prodotti per la cura della persona, che passano da +4,6% di agosto al +5,7% di settembre.

L’insieme di tali rincari pesa in maniera insostenibile sulle spalle dei cittadini, che, sempre più numerosi, lamentano presso i nostri sportelli disagi e difficoltà.

I rincari, infatti, colpiscono in maniera disuguale le famiglie e le aree del Paese, aumentando le disparità e le disuguaglianze a svantaggio delle famiglie meno abbienti e delle zone più fragili.

Ecco perché si rende sempre più urgente che il Governo adotti tutte le misure necessarie a fronteggiare efficacemente questa grave situazione, definendo politiche di sostegno alle famiglie, nonché serie azioni di contrasto ad ogni fenomeno speculativo, sul piano nazionale e internazionale. In tal senso, nella piattaforma che condivideremo con le principali forze sociali del Paese e con la stampa domani, nel corso dell’Assemblea nazionale delle Associazioni dei Consumatori che avverrà online a partire dalle 10:00, sarà proposto il rafforzamento dei poteri dell’autorità di vigilanza sui prezzi e l’istituzione degli Osservatori territoriali, partecipati dalle Associazioni dei consumatori.

Per calmierare i prezzi, inoltre, è indispensabile l’avvio di una profonda revisione e riforma delle aliquote IVA, attuando una sterilizzazione ed un contenimento su tutti i beni primari: a tal proposito l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha elaborato una proposta di revisione delle aliquote su una serie di prodotti essenziali, che genererebbe un risparmio annuo di 531,57 euro a famiglia (quella media di 2,5 componenti).

Si tratta solo dei primi passi, che andrebbero affiancate da dall’ampliamento della platea dei beneficiari del bonus luce, gas e idrico, dalla sospensione dei distacchi per morosità, dalla previsione di una rateizzazione lunga per le bollette: tutte queste misure, che proporremo al Governo, concederebbero alle famiglie un po’ di ossigeno e contribuirebbero a contenere in maniera significativa l’elevato tasso di inflazione, che sta comprimendo i consumi e costringendo i cittadini a rinunce e ridimensionamenti, con pesanti conseguenze sull’intero sistema produttivo.

Il Falso danneggia tutti, ti diciamo perché. Il 25 ottobre partecipa all’evento!

Il Comitato lotta alla contraffazione della Camera di commercio di Firenze, in collaborazione con Federconsumatori Toscana e Confcommercio, organizza un evento sul tema della contraffazione dei prodotti non alimentari rivolto a tutti i consumatori.
IL FALSO DANNEGGIA TUTTI
Iniziativa di educazione al consumo consapevole
Martedì 25 ottobre 2022 orario 17.00 – 18.00
Sala Corsi – Camera di commercio di Firenze
Piazza dei Giudici 3, Firenze
diretta facebook su @FederconsumatoriToscana
Si parla dei danni economici, sociali e alla salute che la contraffazione comporta e come riuscire a comprare in modo più consapevole.
Intervengono alla tavola rotonda:
Franco Baccani – presidente Comitato lotta alla contraffazione Camera di commercio di Firenze
Dario Giattini –  medico oculista
Maria Tamma – avvocato Federconsumatori Toscana
Lorenzo Pampaloni – ispettore metrico Camera di commercio di Firenze
Aurelio Cianfrone  – funzionario Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
Modera: Francesco Selvi – giornalista
Per partecipare in presenza, visti i posti limitati, occorre prenotarsi al seguente link: https://forms.gle/rivtPF658dRf2nTR9

Indagine sul funzionamento del Registro Pubblico delle Opposizioni. Compila il questionario!

Federconsumatori, a seguito delle segnalazioni ricevute, sta conducendo un’indagine sul funzionamento del nuovo Registro delle Opposizioni, nato allo scopo di inibire le chiamate di telemarketing indesiderate ricevute sia sui numeri telefonici fissi che mobili.

Clicca sul link che trovi di seguito per rispondere a poche brevi domande e condividere la tua esperienza!