Riscaldamento: nell’autunno-inverno 2022-2023 le famiglie pagheranno caro il risaldamento. Dal gas al pellet, gli aumenti variano dal +49% al +99%.

Sarà un autunno difficile, pieno di rincari e rinunce per le famiglie: uno dei fronti “più caldi” sarà proprio il riscaldamento. Gas, gasolio riscaldamento, pellet: qualunque sia la tipologia di alimentazione della caldaia utilizzata, gli aumenti saranno salatissimi.

Federconsumatori ha effettuato uno studio sui costi che le famiglie dovranno sostenere per il riscaldamento nell’autunno-inverno 2022-2023.

Gli aumenti variano dal +49% per il gasolio riscaldamento, al +62% per il gas in regime di maggior tutela, al +99% per il pellet.

Nel dettaglio, per scaldare un appartamento di 100 metri quadri:

  • Gas metano

Stando all’ultimo aggiornamento delle tariffe del gas da parte di Arera, ad oggi (III trimestre 2022 su III trimestre 2021) l’incremento del costo del gas è pari al +46%. Prevediamo, visto l’andamento dei mercati, che sulla bolletta relativa al riscaldamento, vi sarà un incremento complessivo del +62%, con una spesa di 1.479 Euro nel 2022-2023, rispetto ai 912 Euro del 2021-2022.

  • Gasolio riscaldamento

Nel caso il proprio impianto sia alimentato a gasolio (questa è la tipologia più diffusa di caldaie condominiali) la spesa ammonterà, quest’anno, a 2.309 Euro, il +49% rispetto al 2021-2022 (1.545 Euro annui).

  • Pellet

Nel caso, invece, il proprio impianto sia alimentato da una caldaia a pellet, il rincaro sarà ancora più rilevante: il costo di un sacco da 15 kg di pellet è infatti raddoppiato rispetto allo scorso anno, passando da 5 Euro a 10 Euro. Per riscaldare la tipologia di appartamento preso in esame una famiglia spenderà, quindi, 1.333 Euro nel 2022-2023, il 99% in più rispetto ai 670 Euro del 2021-2022.

Aumenti che si riverberano sui beni di largo consumo e che solo in parte sono giustificati dall’andamento inflattivo e dal conflitto in Ucraina: ecco perché chiediamo interventi immediati del Governo per sostenere famiglie e imprese e un piano capace di ridurre strutturalmente l’impatto delle attività finanziarie sui mercati all’ingrosso dell’energia, insieme con il rafforzamento dei poteri e del raggio di azione di Mr. Prezzi, anche attraverso appositi comitati territoriali di vigilanza, per contrastare ogni fenomeno speculativo.

Energia: non solo rincari, a peggiorare la situazione delle famiglie contribuiscono i comportamenti scorretti e illegittimi dei venditori.

Nel Paese e soprattutto nelle tribune elettorali il tema dell’energia è al centro del dibattito. Tra differenziazione degli approvvigionamenti, tetti al prezzo e agli aumenti, disgiunzione del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas, le proposte oggetto di campagna elettorale sono molte, più o meno condivisibili.

In particolare, l’ipotesi di scollegare il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas fa parte, da tempo, delle proposte che abbiamo avanzato al Governo e della piattaforma unitaria delle Associazioni dei consumatori. Questa propone l’adozione della media ponderata  dei costi di approvvigionamento delle diverse fonti per la determinazione del prezzo medio nazionale sul mercato tutelato dell’energia, il quale va ulteriormente prorogato rispetto alle prossime scadenze. Ben venga, anche, l’applicazione di un tetto agli aumenti dei prezzi dell’energia, che stanno diventando proibitivi per le famiglie e per le imprese, e il rafforzamento delle misure di sostegno ai soggetti deboli, insieme all’ estensione della platea dei beneficiari.

In quest’ottica auspichiamo un intervento rapido da parte del Governo: ci troviamo in una fase in cui, piuttosto che fare a gara per rivendicare la paternità delle diverse proposte, è opportuno agire per il bene del Paese, attraverso misure che non si limitino più ad avere carattere emergenziale ma che siano strutturali, in grado di fronteggiare una crisi che non si prevede di breve periodo.

Oltre a ciò, è indispensabile che l’ARERA e AGCM intervengano per regolare un mercato interno ancora troppo caratterizzato da scorrettezze e comportamenti illegittimi dei venditori di energia, che si stanno approfittando della situazione di difficoltà ed incertezza delle famiglie: a questo risponde l’adozione di un vero e proprio albo dei fornitori, che sappia accreditare i soggetti in possesso di validi requisiti tecnici, finanziari, industriali e commerciali e inibire l’attività di chi, invece, non li possiede.

L’art. 3 del Decreto Aiuti bis prevede, infatti, che fino alla prossima primavera le aziende fornitrici di gas e luce non potranno aumentare i costi delle nostre bollette, nemmeno utilizzando la scappatoia del diritto di recesso.

Nonostante ciò, alcune società, ignorando il divieto imposto, stanno continuando a proporre modifiche contrattuali in modo del tutto arbitrario ed illegittimo: sono numerosi i consumatori che ci stando segnalando i tentativi di contatto, sia telefonico che online, da parte di alcune aziende fornitrici. Ma vi è di più: a coloro che hanno un contratto in scadenza entro settembre 2022, le modifiche unilaterali vengono “camuffate” come proposta di rinnovo dell’offerta in scadenza, di fatto mettendo in atto un goffo tentativo di eludere la normativa in vigore.

Monitoreremo attentamente questi fenomeni e siamo pronti a raccogliere tutte le segnalazioni che gli utenti ci invieranno, al fine di intraprendere ogni azione necessaria a tutelare i diritti degli utenti.

Invitiamo tutti i cittadini a rivolgersi ai nostri sportelli, presenti su tutto il territorio nazionale, per ricevere informazioni e/o assistenza in merito.

BONUS TRASPORTI! Dal 1 settembre è possibile presentare le richieste.

Con Decreto-legge n. 50 del 17 maggio 2022 (il cosiddetto Decreto Aiuti, art. 35), convertito con modificazioni in Legge n. 91 del 15 luglio 2022 è stato istituito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con i Ministeri dell’Economia e delle Finanze e delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili, il “Bonus trasporti”. Lo scopo della “misura sociale” è sostenere il reddito e contrastare l’impoverimento delle famiglie conseguente alla crisi energetica in corso.

Il buono previsto dal Decreto è utilizzabile per l’acquisto di abbonamenti annuali o mensili relativi ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale ovvero per i servizi di trasporto ferroviario nazionale.

Il buono può essere pari fino al 100% della spesa da sostenere ed è riconosciuto, in ogni caso, nel limite massimo di valore pari a 60 euro. Il Bonus è nominativo e sarà utilizzabile per l’acquisto di un solo abbonamento (annuale, mensile o relativo a più mensilità) da acquistare nel mese in cui si è richiesto e ottenuto: il periodo di validità del buono è infatti limitato al mese solare di emissione, anche se si effettua l’acquisto di un abbonamento annuale o mensile che parte dal mese successivo. Ciascun beneficiario potrà chiedere un “Bonus trasporti” al mese, entro il 31 dicembre 2022 o fino a esaurimento risorse.

La dotazione finanziaria prevista è pari a 79 milioni di euro (Fondo istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali).

Restano esclusi i servizi di prima classe, executive, business, club executive, salotto, premium, working area e business salottino.

Potranno ottenere il Bonus trasporti accedendo al portale bonustrasporti.lavoro.gov.it del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (tramite SPID o CIE, fornendo le necessarie dichiarazioni sostitutive di autocertificazione e indicando l’importo del buono richiesto a fronte della spesa prevista, nonché il gestore del servizio di trasporto pubblico), le persone fisiche che nell’anno 2021 hanno conseguito un reddito complessivo non superiore a 35mila euro.

fonte: sito Ministero del Lavoro e delle Poliche Sociali

Servizio Civile Digitale. È stato approvato il programma presentato dall’Azienda Usl Toscana centro dal titolo DIGITALIZZIAMOCI: VERSO UNA COMUNITÀ COMPETENTE per la selezione di 28 volontari

L’Azienda Usl Toscana centro ha pubblicato il bando per la selezione di 28 giovani volontari per il Servizio Civile digitale.

I giovani volontari, dopo un percorso formativo, saranno chiamati a svolgere il ruolo di facilitatori digitali contribuendo a diffondere la cultura digitale quale strumento di partecipazione. Saranno creati punti di facilitazione presso le sedi individuate per venire incontro alle categorie di cittadini più fragili.

Nello specifico, i progetti approvati sono:

• DIGITALIZZAZIONE? CHE BELLO, DA CASA POSSO FARE ANCH’IO! (13 volontari)

• IL DIGITALE DI AIUTO AL CITTADINO (15 volontari di cui 5 Giovani con Minori Opportunità)

E’ possibili presentare domanda entro il 30 settembre 2022.

Tutte le INFO sui progetti, su come candidarti e sulle selezioni sono reperibili al seguente link: SERVIZIO CIVILE DIGITALE_info

 

Protezione dei dati personali. Tutelati conoscendo i tuoi diritti!

Il tema della privacy e del diritto alla riservatezza ha assunto negli ultimi anni una importanza centrale nella vita di tutti noi. Lo sviluppo delle tecnologie informatiche e l’uso del web hanno facilitato la nostra vita quotidiana ma, contemporaneamente, ci espongono a pericoli per la tutela dei nostri dati personali.

Ma perché si parla tanto di dati personali e di diritto alla privacy?

E’ importante essere consapevoli che i nostri dati personali possono essere utilizzati per finalità lecite (ad esempio per strategie di marketing) oppure per finalità illecite (si pensi ad esempio il furto dei dati personali per utilizzarli al fine di ottenere un arricchimento a scapito della persona a cui i dati sono stati sottratti).

Mentre nell’ipotesi di furto dei dati è sempre necessario presentare una denuncia alle autorità di Polizia, affrontiamo i casi in cui vogliamo esercitare i nostri diritti nei confronti di società che potrebbero utilizzare i nostri dati per finalità commerciali.

Intanto, chiunque utilizzi nostri dati personali deve essere autorizzato dall’interessato attraverso l’accettazione di un documento chiamato “informativa al trattamento dei dati personali”.

Ripercorriamo i diritti che l’interessato può far valere in tema di privacy:

  • Diritto di accedere ai propri dati personali. L’interessato può richiedere al titolare del trattamento (soggetto pubblico, impresa, associazione, partito, persona fisica, ecc.) se è in corso o meno un trattamento di dati personali che lo riguardano;
  • Diritto alla rettifica dei propri dati. 
  • Diritto alla cancellazione dei dati. L’interessato può chiedere la cancellazione dei dati non sono più necessari ai fini del perseguimento delle finalità per le quali sono stati raccolti o trattati; oppure l’interessato revoca il consenso o si oppone al trattamento.
  • Diritto alla portabilità. L’interessato può richiedere che i dati siano trasferiti ad un altro titolare.
  • Diritto di opposizione. L’interessato può opporsi per motivi connessi alla situazione particolare dell’interessato, da specificare nella richiesta, oppure (senza necessità di motivare l’opposizione) quando i dati sono trattati per finalità di marketing diretto.

Far valere i tuoi diritti è semplice! Basta inviare una comunicazione al titolare del trattamento avanzando la richiesta di esercizio dei relativi diritti.

Il titolare deve rispondere entro 1 mese dalla richiesta. tale termine può essere prorogato di 2 mesi, qualora si renda necessario tenuto conto della complessità e del numero di richieste. In tal caso, il titolare deve comunque darne comunicazione all’interessato entro 1 mese dal ricevimento della richiesta.

Per approfondire il tema puoi consultare il sito del Garante per la protezione dei dati personali al link https://www.garanteprivacy.it/i-miei-diritti

Per avere informazioni ed assistenza rivolgiti a Federconsumatori Toscana attraverso la rete di sportelli territoriali.

 

 

Elezioni. Appello delle Associazioni ai partiti: la tutela dei consumatori sia una priorità. I cittadini sono preoccupati dai temi relativi al consumo oltre che al lavoro e alle tasse.

Le associazioni dei consumatori Adiconsum, Adoc, Adusbef, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Ctcu, Federconsumatori, Lega Consumatori, Mdc, Movimento Consumatori, Utenti TV rivolgono un appello ai leader e ai gruppi dirigenti dei partiti politici affinché il tema della tutela dei consumatori sia una priorità nei loro programmi e nella campagna elettorale già, di fatto, in corso.

È importante che le diverse forze politiche si confrontino su quanto già realizzato e su quel che intendono fare in futuro su questi diritti fondamentali dei cittadini.

Il prossimo Governo avrà davanti a sé emergenze legate ai consumi: bollette, carburanti, prezzi, pratiche commerciali scorrette e illecite, truffe continueranno a dettare buona parte dell’agenda politica.

I cittadini interpellati dai vari istituti di ricerca risultano preoccupati prevalentemente dai temi relativi al consumo oltre che al lavoro e alle tasse.

Pandemia, crisi economica e sociale, crisi climatica, insieme alle attuali difficilissime relazioni politiche internazionali, hanno portato i prezzi di beni e servizi a livelli insostenibili, ampliando enormemente il numero di cittadini in stato di grave disagio economico e in povertà assoluta.

Perciò è fondamentale che sin d’ora i partiti si confrontino e che dedichino spazio in campagna elettorale a quel che è stato fatto in questi anni e a che cosa intendano fare per la miglior tutela dei consumatori e degli utenti.

Le associazioni chiedono a tutti i leader politici e ai candidati dei partiti e delle coalizioni che la tutela dei consumatori sia una vera priorità nei programmi di governo.

Le associazioni, per parte loro, terranno sotto attenta osservazione i programmi e le attività elettorali di partiti e candidati rivolte ai cittadini, consumatori e utenti.

Gas: l’Arera modifica le modalità di aggiornamento del costo del gas accogliendo le nostre proposte per contrastare le speculazioni. L’aggiornamento sarà mensile e non più trimestrale.

 

Apprendiamo con favore le modifiche introdotte da Arera in merito all’aggiornamento dei prezzi del gas a partire da ottobre. Si tratta di un importante passo avanti, che accoglie le nostre proposte per mettere al riparo da speculazioni il prezzo della materia prima.

Infatti, l’aggiornamento sarà mensile e non più trimestrale, ma soprattutto sarà calcolato prendendo come riferimento la media dei prezzi effettivi del mercato all’ingrosso italiano.

Meglio tardi che mai, ma questo intervento non è ancora sufficiente a tutelare le famiglie dai rincari previsti per l’autunno.

L’azione coordinata a livello europeo per l’acquisto della materia prima è fondamentale, così come la disposizione di un albo di fornitori che non si limiti ad essere un elenco, ma sia piuttosto la certificazione della sussistenza di requisiti e garanzie da parte delle aziende venditrici in termini di solidità, affidabilità, qualità del servizio e sostenibilità ambientale e sociale, know how industriale e serietà commerciale.

Condividiamo, inoltre, l’appello di Arera ad armonizzare la fine del mercato tutelato del gas (prevista per gennaio 2023) con quella del mercato dell’energia elettrica (a gennaio 2024): anzi, sollecitiamo il Parlamento ad un intervento per prorogare entrambe le scadenze, viste le forti criticità di un mercato libero ancora pieno di ombre.

Si tratta di un’operazione quanto mai urgente e necessaria, soprattutto alla luce della delicata fase che le famiglie stanno vivendo: in tal senso è fondamentale anche un maggiore controllo e la disposizione di sanzioni più severe per quanto riguarda il telemarketing aggressivo e fuorviante messo in atto da molte compagnie che minacciano letteralmente gli utenti, spingendoli a scegliere il loro servizio sul mercato libero.

Riteniamo un segnale importante, infine, l’apertura di un tavolo permanente per gestire l’emergenza sul fronte energetico che vedrà a confronto l’Autorità e le Associazioni dei Consumatori: deve essere uno strumento utile per la tutela dei consumatori e non soltanto un’occasione di scambio di notizie e informazioni.

Inflazione: a luglio il tasso si attesta al +7,9%, il carrello della spesa aumenta del +9,1%. Dati allarmanti, che comportano aggravi di 2.354 Euro annui a famiglia.

L’Istat rileva in termini tendenziali un lievissimo, quasi impercettibile, accenno di riduzione del tasso di inflazione a luglio, che si attesta al +7,9% dal +8% di giugno.

Un dato che rimane estremamente preoccupante, soprattutto se si considera che il tasso relativo al carrello della spesa cresce del +9,1%: il dato più elevato da settembre 1984.

Questo significa che le famiglie dovranno fare i conti con un aggravio di 2.354 Euro annui, di cui 509,60 Euro solo nel settore alimentare.

Aumenti rilevanti che colpiscono soprattutto le famiglie meno abbienti, aumentando ulteriormente disparità e disuguaglianze nel Paese.

I cittadini, infatti, stanno già operando tagli e rinunce, oltre che adottando importanti modifiche nelle proprie scelte di consumo.

Secondo le rilevazioni aggiornate dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, il termometro dei consumi segna forti squilibri:

  • diminuisce di oltre il 16% il consumo di carne e pesce (visti i forti rincari in parte motivati dai maggiori costi sostenuti per l’allevamento e per la pesca), quando si acquistano tali prodotti si opta per tagli e specie meno pregiate;
  • si scelgono verdure e ortaggi più convenienti, si ricorre alle offerte e ai banchi “last minute” con i prodotti più vicini alla scadenza;
  • si evita sempre più spesso di mangiare fuori casa;
  • per quanto riguarda i trasporti, visti i costi esorbitanti dei carburanti, i cittadini (nonostante l’impennata di contagi da Covid-19), utilizzano molto di più i mezzi pubblici, andando ad incidere negativamente sulla qualità del servizio già in molti casi estremamente carente;
  • in tema di vacanze, le famiglie che possono concedersi il lusso di partire optano per soluzioni low cost (cercando ospitalità presso amici e parenti o prenotando fuori stagione) o riducono la durata del proprio soggiorno;
  • diminuiscono le spese per la cura della persona (i cui prodotti segnano marcati rincari): si cercano sempre di più soluzioni fai da te o si ricorre a prodotti più economici;
  • sono in forte riduzione anche le spese per la salute: si tagliano le visite specialistiche non urgenti, le cure odontoiatriche, ma soprattutto si taglia sulla prevenzione.

“Il Governo è chiamato a intervenire con urgenza per far fronte a questa situazione, che mette in difficoltà, ogni giorno di più, le famiglie e l’intero sistema economico. È indispensabile adottare misure di sostegno dei redditi operando, da un lato, una riforma delle aliquote IVA e delle accise e oneri generali di sistema in bolletta, dall’altro, una riduzione del cuneo fiscale sulle retribuzioni, insieme ad un potenziamento degli interventi sociali, dall’ampliamento delle soglie Isee di accesso alle prestazioni fino all’incremento del loro valore economico.” – afferma Michele Carrus, Presidente di Federconsumatori.

FIR: verso la proroga dell’operatività della commissione tecnica fino al 31 dicembre 2022. Si utilizzi il tempo rimasto per correggere le criticità esistenti.

Apprendiamo con soddisfazione la notizia della probabile proroga della commissione tecnica per il completamento delle attività del Fondo Indennizzo Risparmiatori fino al 31 dicembre 2022. Una misura che chiediamo da tempo e che oggi è stata inserita in un emendamento al DL Semplificazioni approvato alla Camera dei Deputati.

Una buona notizia per i risparmiatori in possesso di azioni e obbligazioni subordinate che ancora attendono il dovuto ristoro. Sono molti, infatti, i cittadini che a distanza di oltre tre anni, sono tuttora alle prese con le criticità e le incongruità della procedura di accesso al fondo.

Criticità che riguardano principalmente il rigetto delle domande per errori nella valutazione/dichiarazione dei requisiti reddituali e patrimoniali, per liquidazioni inesatte, nonché per la carenza di documentazione allegata alle istanze, spesso imputabile all’indisponibilità delle banche a fornire le integrazioni necessarie.

Ci auguriamo che la decisione di prorogare l’operatività della commissione sia confermata, ma soprattutto che tale proroga sia utile al Ministero dell’economia e delle finanze e a Consap per studiare ed attuare i dovuti correttivi alle gravi lacune che evidenziamo da anni.

Ricordiamo, infatti, che sono ancora molti i risparmiatori che attendono il dovuto indennizzo. Federconsumatori continuerà ad assisterli fino a quando non saranno giustamente riconosciuti i loro diritti.

Salari e prezzi: peggiora il potere d’acquisto dei consumatori italiani. Aumentano i prezzi dei generi alimentari mentre i salari sono tra i più bassi dei paesi dell’Unione Europea.

Il rincaro dei generi alimentari, dell’energia e delle materie prime ha colpito quasi tutti i settori nei paesi dell’Unione Europea e non solo in questi.

Le conseguenze sul potere d’acquisto nonché sul tenore di vita dei cittadini e delle famiglie sono evidentemente pesanti, se pensiamo che anche la condizione retributiva per i lavoratori peggiora di pari passo, come mette in luce una ricerca della Fondazione Di Vittorio.

In particolare, da questa si evince che il salario medio annuo lordo dei lavoratori italiani a tempo pieno, nel 2021, con 29.400 euro, non solo è inferiore dello 0,6% rispetto al periodo pre-pandemia, ma risulta uno tra i più bassi in Europa, secondo solo a quello dei dipendenti spagnoli, che ammonta a 27.400 euro medi lordi. Francia e Germania mostrano un quadro migliore, rispettivamente con 40.100 e con 44.500 euro. La discrepanza è notevole se si confrontano le condizioni dei lavoratori italiani con quelle dei paesi sopra elencati, in confronto ai quali essi ricevono paghe annuali più basse del 27% rispetto ai francesi e del -34 % rispetto ai tedeschi. Questo è dovuto soprattutto alla minore qualificazione professionale e, soprattutto, alla molto più forte precarietà della forza lavoro occupata nel nostro Paese.

La congiuntura attuale si ripercuote sulle scelte di consumo dei cittadini (specialmente di coloro che hanno dei figli a carico), i quali stanno adottando atteggiamenti sempre più improntati al risparmio e alla prudenza, ma non per virtù previdenziali, bensì a causa delle aspettative negative che nutrono sul prossimo futuro. Infatti, è tendenza diffusa il ridimensionamento degli acquisti di beni e servizi non di prima necessità: il 60% della spesa è attualmente destinato a soddisfare bisogni essenziali.

Alla luce di tali tendenze l’O.N.F – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha condotto un monitoraggio dei prezzi di un paniere standard di prodotti primari nei supermercati italiani, spagnoli, francesi e tedeschi, per analizzare l’impatto delle dinamiche inflazionistiche sui redditi netti nei diversi paesi. La Germania, in base alla ricerca effettuata, risulta la nazione in cui fare la spesa è più dispendioso (con una media di 131,43 euro), seguita da Francia (104,65 euro), Italia (93,72 euro) e Spagna (88,85 euro).

Sebbene queste cifre sembrino seguire un andamento proporzionato a quello dei salari, in realtà è differente l’incidenza percentuale che la spesa-base alimentare, ipoteticamente sostenuta una volta alla settimana per dodici mesi, ha sul totale del salario medio annuo netto dei quattro paesi indicati: secondo gli studi dell’O.N.F., l’impatto più significativo si registra proprio nel nostro Paese. In Italia, infatti, la spesa alimentare incide sul reddito netto annuo per il 20,19%; segue la Spagna, con un impatto del 19,88%, quindi la Germania, con un impatto del 19,51%, e infine la Francia, con un’incidenza del 16,03%. Sono dati che evidenziano come gli incrementi su tali consumi indispensabili abbiano un impatto più marcato sui redditi meno elevati. Questo rende quanto mai necessaria e urgente l’adozione di misure di sostegno dei redditi delle famiglie, specialmente quelle meno abbienti, quali, da un lato, una riforma delle aliquote IVA e delle accise e oneri generali di sistema in bolletta, dall’altro, una riduzione del cuneo fiscale sulle retribuzioni, allo studio del Governo, insieme con il potenziamento degli interventi sociali, dall’ampliamento delle soglie Isee di accesso alle prestazioni fino all’incremento del loro valore economico.

“Si tratta di misure indispensabili per contrastare il progressivo aumento dei numeri già preoccupanti della povertà nel nostro Paese, ma anche per scongiurare il rischio, oggi dietro l’angolo, che la crisi delle famiglie e la contrazione dei consumi inneschino una spirale negativa di riduzione delle produzioni e delle attività che porterebbe a conseguenze drammatiche sul fronte dell’occupazione. E per disinnescare tale concreta minaccia è necessario intervenire ora”, afferma Michele Carrus, Presidente di Federconsumatori.

 

       
PREZZI PRODOTTI ALIMENTARI ITALIA FRANCIA SPAGNA GERMANIA
       
FARINA 1 KG  € 1,29  € 1,39  € 1,31  € 1,49
PANE AL KG  € 4,20  € 4,60  € 3,32  € 6,32
UOVA CONF. DA 6  € 2,49  € 2,57  € 2,29  € 2,79
LATTE FRESCO L.1  € 1,89  € 1,96  € 1,49  € 2,34
OLIO EXTRAVERGINE L.1  € 7,90  € 8,49  € 6,99  € 14,98
FETTINE DI VITELLO KG.1  € 19,50  € 25,90  € 18,75  € 33,27
PASSATA DI POMODORO IN BOTTIGLIA  € 1,69  € 3,32  € 2,88  € 5,85
PATATE KG.1  € 1,68  € 1,65  € 1,65  € 2,53
BANANE KG.1  € 2,49  € 1,79  € 1,49  € 1,79
MELE KG.1  € 2,29  € 2,36  € 2,24  € 3,99
LIMONI KG.1  € 2,78  € 2,24  € 2,04  € 3,69
BURRO G.250  € 3,20  € 3,52  € 3,40  € 3,39
OLIO DI SEMI DI GIRASOLE  € 3,07  € 3,75  € 3,29  € 3,99
TONNO IN SCATOLA KG.1  € 17,65  € 18,11  € 20,76  € 18,69
NASELLO KG.1  € 21,60  € 23,00  € 16,95  € 26,32
TOTALE € 93,72 € 104,65 € 88,85 € 131,43

 

 
VARIAZIONE % SPESA MEDIA TOT
 
ITALIA/FRANCIA -10%
ITALIA/SPAGNA 5%
ITALIA/GERMANIA -29%

 

SALARIO MEDIO LORDO ANNUO ITALIA FRANCIA SPAGNA GERMANIA
DIPENDENTE A TEMPO PIENO        
2021  € 29.440,00 € 40.170,00  € 27.404,00  € 44.468,00

 

 

VARIAZIONE % SALARIO MEDIO LORDO ANNUO
DIPENDENTE A TEMPO PIENO
ITALIA/FRANCIA -27%
ITALIA/SPAGNA 7%
ITALIA/GERMANIA -34%