Caro traghetti: per viaggiare verso Sardegna e Sicilia i costi aumentano a dismisura. Rispetto al 2021 le tariffe segnano +50%

Tra budget limitati e preoccupazioni determinate dalla pandemia, anche quest’anno la maggior parte dei vacanzieri italiani – circa l’87% – ha deciso di trascorrere le ferie estive del 2022 entro i confini nazionali, con una spiccata preferenza per le località di mare delle isole nostrane, Sardegna, Sicilia e isole minori.

Qualsiasi isola si scelga, i costi dei traghetti sono lievitati notevolmente rispetto al 2021: dal monitoraggio dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, emerge che la tariffa per due adulti ed un bambino, andata e ritorno, con auto berlina a seguito, aumenta del 49-50% rispetto allo scorso anno. Il periodo preso analizzato è tra fine luglio e metà agosto ed i costi prendono in considerazione sia la poltrona che la cabina.

Lo scorso anno i costi dei traghetti avevano già registrato un aumento del 13% rispetto al 2019, ma quest’anno assistiamo ad una vera e propria impennata straordinaria dei prezzi su molte tratte, complice anche il caro-carburanti. In particolare, i collegamenti più costosi risultano essere quelli di Civitavecchia-Olbia e Genova-Olbia.

È curioso notare come, a costare di più sono, in proporzione, le tratte più brevi, per di più con destinazione Olbia, un porto che conta oltre 3 milioni di passeggeri ogni anno e che, in base alle più elementari leggi di mercato, dovrebbe avere costi minori. È evidente, quindi, che la determinazione dei costi è soggetta a forti spinte speculative che denunceremo all’Antitrust.

Prendendo in esame il costo per miglia marine percorse la tratta più cara risulta, infatti, quella tra Civitavecchia e Olbia, con un costo di quasi 10,00 Euro per miglia percorsa. Se invece si decide di navigare da Civitavecchia ad Arbatax, con un percorso minore, il costo è di appena 3,50 Euro a miglia.

Le tratte Napoli-Palermo e Palermo-Cagliari, pure se presentano costi meno esosi, sono in costante incremento rispetto agli anni precedenti.

 

Di seguito le tabelle con i costi in dettaglio dei traghetti che collegano Sardegna e Sicilia.

 

Tariffe A/R per due adulti e un bambino con auto  
2021 2022 Var. % MIGLIA
poltrona cabina poltrona cabina poltrona cabina  
Civitavecchia-Arbatax 451,00 € 542,00 € 565,23 € 625,36 €   

25%

  

15%

  

170

Civitavecchia-Cagliari 752,00 € 887,00 € 1.172,00 € 1.301,00 €   

56%

  

47%

  

230

Civitavecchia-Olbia 630,00 € 685,00 € 1.093,38 € 1.298,00 €   

74%

  

89%

  

120

Genova-Olbia 598,00 € 710,00 € 984,62 € 1.230,06 €   

65%

  

73%

  

219

Livorno-Olbia   

674,00 €

  

786,00 €

  

775,85 €

  

964,40 €

  

15%

  

21%

  

165

Piombino-Olbia 487,00 € 524,00 € 759,36 € 850,36 €   

56%

  

62%

  

129

Napoli-Palermo   

470,00 €

  

640,00 €

721,40 € 941,40 €   

53%

  

47%

  

167

Palermo-Cagliari 445,00 € 530,00 € 672,40 € 765,36 €   

51%

  

44%

  

120

 

Si tratta di tariffe proibitive soprattutto a causa dei rifornimenti talmente alti da aver messo a rischio la stagione estiva dei collegamenti con le isole: questo ha reso l’aumento del costo del biglietto particolarmente pesante per i vacanzieri con auto al seguito.

Inoltre, stando alle segnalazioni che ci giungono dai turisti, tale aumento non corrisponde ad un aumento della qualità o all’implementazione dei servizi. Né tantomeno dal costo dei carburanti, che dovrebbe avere maggiore impatto sulle tratte più lunghe.

Ricordiamo ai passeggeri che dovessero riscontrare problemi durante il viaggio di documentare i disservizi e contattare i nostri sportelli, presenti su tutto il territorio nazionale o il nostro sportello SOS Turista al n. 059251108.

Per una completa informazione, riportiamo le misure di prevenzione che molte compagnie di navi e traghetti hanno adottato per contrastare la diffusione del Covid-19 e per mettere in sicurezza tutti i passeggeri:

  • Dal 1 maggio 2022 non è più necessario essere in possesso di una delle certificazioni verdi COVID-19 per accedere ai mezzi di trasporto marittimi.
  • Fino al 30 settembre 2022 è obbligatorio indossare la mascherina FFP2 per viaggiare su tutti i mezzi di trasporto sia regionali che interregionali.

Caro energia: tra le misure per arginare i rincari il Governo dimentica di prorogare la rateizzazione delle bollette senza interessi.

Le famiglie, come sappiamo, sono nella morsa del caro energia ed il Governo è alle prese con la disposizione di strategie e misure utili per arginare gli aumenti. Tra potenziamento dei bonus energia e gas e il prolungamento del taglio delle accise che, con discutibile successo, tenta di calmierare i prezzi dei carburanti, sembrerebbe che all’Esecutivo sia sfuggita una importante misura, scomparsa dal testo del decreto: la possibilità di rateizzazione senza interessi delle bollette.

Una misura fondamentale, che va assolutamente prorogata almeno fino alla fine dell’anno. Un appello rivolto al Governo e ad Arera, ma anche alle società che operano nel settore, che in una fase così difficile sono chiamate a fare la loro parte venendo incontro alle esigenze dei cittadini, specialmente di coloro che si trovano in situazioni di difficoltà economica.

“In una situazione in cui la povertà energetica avanza in maniera incontrollata è impensabile ripristinare il pagamento “ordinario” delle bollette, in unica soluzione o con inaccettabili interessi qualora il cittadino le volesse rateizzare.” Afferma Michele Carrus, Presidente di Federconsumatori. “Al contrario ci aspettiamo che Governo e aziende estendano le misure di protezione e aiuto alle famiglie, che sono le più colpite da questa crisi.”

Va in questo senso anche la richiesta, che avanziamo da tempo, di sospendere immediatamente i distacchi per morosità.

Turismo: stagione estiva nel caos. Tra voli cancellati e mancati rimborsi è sempre più difficile per i turisti godere delle vacanze in tranquillità. Necessario porre fine alle pratiche vessatorie finora messe in atto dalle compagnie e dalle strutture.

La stagione estiva ha preso da poco il via, ma sono già tantissimi i turisti che ci segnalano disagi, disservizi e criticità.

In particolare, stiamo ricevendo molte richieste di assistenza relative alla cancellazione di voli, da parte di numerose compagnie aeree, a causa della mancanza di personale. Inoltre, sui siti di alcune compagnie, è assente il form per avviare la procedura di richiesta di compensazione pecuniaria, oltre al rimborso per la mancata prestazione del servizio.

Altra grave criticità riguarda l’impossibilità, per i cittadini che risultino positivi al Covid-19, di richiedere un voucher o il rimborso del viaggio o dell’hotel prenotato, a meno che non abbiamo sottoscritto una apposita assicurazione in tal senso, che in ogni caso consigliamo. I rimborsi negati da parte di compagnie e strutture ricettive in caso di positività al Covid-19 rappresentano, a nostro avviso, un vero e proprio abuso, in violazione all’Art. 1463 del Codice Civile. Chi dovesse riscontrare la positività al virus, infatti, è sottoposto a un regime di quarantena obbligatorio, che chiaramente costituisce una oggettiva impossibilità a fruire del servizio.

Nonostante ciò, sono ancora molti i vettori e gli hotel che negano il rimborso: è ora di porre fine alle pratiche vessatorie finora messe in atto dalle compagnie e dalle strutture, che stanno penalizzando l’intero settore turistico.

Per far valere il diritto al rimborso è necessario inviare tempestiva comunicazione alla compagnia o alla struttura ricettiva, via raccomandata a/r o via per pec, della propria positività, allegando la documentazione che la accerti. Nel caso il rimborso, o l’emissione di un voucher, vengano negati invitiamo i cittadini a rivolgersi, per assistenza e informazioni, agli sportelli della Federconsumatori presenti in tutta Italia o allo sportello nazionale SOS Turista al n. 059 251108.

FIR: imminente la scadenza della operatività della Commissione, ma ancora troppi i problemi rimasti senza soluzione. Federconsumatori non lascerà che i diritti dei risparmiatori coinvolti rimangano inascoltati.

Ad un mese dalla scadenza della operatività della Commissione Tecnica del FIR permangono ancora molti dubbi e problemi ai quali, nonostante le nostre ripetute denunce, non si è voluto porre rimedio.

Molti risparmiatori ancora attendono l’indennizzo, o è stato loro negato il diritto al ristoro a causa delle errate comunicazioni dei requisiti reddituali/patrimoniali (pur effettuate in buona fede), o per una valutazione eccessivamente discrezionale dei singoli commissari. Per di più, a tali criticità, si aggiunge ora quello che temevamo da tempo: la mancata disponibilità, o presunta tale, da parte delle banche, della documentazione relativa alla posizione dei risparmiatori, che sta portando la Commissione a rigettare alcune istanze.

Un vero e proprio paradosso: non deve spettare al risparmiatore l’obbligo di produrre la suddetta documentazione finora non depositata. Secondo il principio dell’onere della prova, infatti, devono essere gli istituti di credito cessionari a dimostrare l’infondatezza della richiesta del risparmiatore, dovendo loro provare, con idonea documentazione, che i fatti e gli elementi posti a supporto delle richieste del singolo risultano infondati.

Ad oggi, purtroppo, le richieste inviate al MEF e a Consap per sollecitare interventi a tutela dei risparmiatori coinvolti non hanno sortito alcun effetto, così come quelle inviate alla Commissione d’inchiesta costituitasi.  Federconsumatori, che non ha mai cessato la propria attività di tutela e difesa dei risparmiatori “traditi” in ogni sede opportuna, torna a reiterare la richiesta di un incontro-tavolo di confronto urgente, al fine di poter porre rimedio alle molte posizioni immotivatamente rigettate.

La situazione dei risparmiatori traditi è tutt’altro che risolta, sono ancora molti i cittadini che, non per loro responsabilità, attendo il dovuto ristoro. Federconsumatori non lascerà che i diritti di questi cittadini rimangano inascoltati e che sopraggiunga la scadenza per l’integrazione senza che sia data la possibilità a tutti di accedere all’indennizzo.

Telefonia: inaccettabile la richiesta di WindTre ad AGCom di rimodulare le tariffe in base al tasso di inflazione. I diritti dei consumatori non ammettono eccezioni.

Sarebbe a dir poco sconcertante, se confermata, la notizia pubblicata in queste ore da numerosi organi di stampa in merito alla richiesta che WindTre avrebbe avanzato all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni in merito alla rimodulazione automatica delle tariffe in base all’attuale tasso di inflazione

L’azienda avrebbe chiesto formalmente all’Authority di poter applicare in modo automatico un aumento del tariffario per poter recuperare l’inflazione in aumento, senza peraltro consentire al cliente l’esercizio del diritto di recesso previsto dalla normativa vigente nei casi di modifica unilaterale del contratto. L’adozione di questa misura risponderebbe, secondo WindTre, alla medesima logica in base alla quale TIM lega all’inflazione le tariffe applicate alle società esterne che noleggiano la sua rete all’ingrosso e che appunto dovrebbe consentire agli operatori di includere l’inflazione stessa nel calcolo dei prezzi applicati al cliente finale.

Una posizione del tutto assurda e inaccettabile, che dimostra come WindTre punti all’esclusiva massimizzazione dei profitti, senza tenere in alcuna considerazione le esigenze e soprattutto i diritti – in primis quello di recesso – della clientela. In un momento in cui si assiste all’aumento esponenziale dei prezzi della maggior parte dei prodotti, con conseguenti rinunce e modifiche dei consumi, persino nell’ambito dei generi di prima necessità, come quelli alimentari ed energetici, WindTre pensa bene di aggiungere un ulteriore elemento di criticità, sentendosi per un non meglio precisato motivo al di sopra delle regole.

Da tempo come Federconsumatori denunciamo l’adozione di prassi commerciali tutt’altro che corrette da parte degli operatori di telecomunicazioni, che non a caso finiscono spesso nel mirino delle Autorità di vigilanza proprio a causa del mancato rispetto delle normative vigenti in materia di trasparenza tariffaria e informativa. L’episodio odierno appare, purtroppo, come l’ultimo di una lunga serie. Chiediamo quindi ad AGCom di bloccare qualsiasi iniziativa in tal senso da parte di WindTre così come di altri gestori nonché di assumere pubblicamente e formalmente posizione contro questo tipo di richieste, lesive ed irrispettose degli utenti: i diritti dei consumatori non ammettono eccezioni.

Estate 2022: per una famiglia composta da 4 persone, trascorrere una settimana di vacanza in una località balneare italiana costa ben il 16,8% in più rispetto allo scorso anno.

Secondo le prime stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori appena il 32% degli italiani si concederà una tradizionale vacanza di almeno una settimana.

L’alta stagione estiva è alle porte e per numerosi cittadini si avvicina il tanto atteso momento delle vacanze. Se negli anni appena trascorsi il principale freno alle partenze era la paura di contagio, oggi sono invece le ristrettezze economiche in cui si trovano molte famiglie.

Molti, infatti, partiranno almeno per 3-4 giorni, ma all’insegna delle vacanze low cost, scambiando ospitalità presso amici o parenti, oppure optando per soluzioni più economiche (ad esempio in camping) e riducendo la durata del soggiorno. Saranno sempre meno, invece, i cittadini che si concederanno la tradizionale vacanza di almeno una settimana nel periodo luglio-agosto: secondo le prime stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori saranno appena il 32% degli italiani. Gli altri vacanzieri opteranno, invece, per soluzioni con budget più contenuti.

Oltre l’87% dei vacanzieri prediligerà mete nazionali, anche se in gran parte al di fuori della regione di residenza. Circa il 13% dei turisti italiani si recherà invece all’estero: di questi più di due terzi resteranno comunque in Europa. In aumento le prenotazioni last minute e quelle effettuate online. Tra le mete prescelte prevale il mare, preferito da oltre il 57% dei viaggiatori.

Tra gli italiani che quest’estate partiranno per le vacanze in Italia, ben l’83% sceglierà il proprio mezzo di trasporto privato per raggiungere la destinazione, visti anche i rincari del noleggio auto.

Dal monitoraggio effettuato dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori emerge che, per un nucleo familiare composto da due adulti e due minori, il costo complessivo per una vacanza di sette giorni in una località balneare è di 4.849,52 € (con un aumento del +16,8% rispetto al 2021), mentre la spesa per un soggiorno della stessa durata in montagna è di 4.128,04 € (con un aumento più contenuto rispetto alla vacanza al mare, ma comunque notevole, pari al 7,8%). In crescita del 5,6% anche il costo per una vacanza in crociera, le cui preferenze risultano in ulteriore crescita rispetto allo scorso anno.

A conti fatti, quindi, chi trascorrerà una vacanza al mare spenderà il 17,5% in più rispetto a chi opterà per la montagna, mentre la crociera risulta più cara del 15,9% rispetto a un soggiorno di una settimana al mare.

Non vorremmo, poi, che a tali costi si aggiungano anche gli annunciati aumenti autostradali che farebbero lievitare ulteriormente il conto.

Le tabelle seguenti mostrano l’importo complessivo per una vacanza al mare di una settimana, un soggiorno in montagna e uno in crociera della stessa durata per una famiglia di 4 persone (due adulti e due minori). I costi delle singole voci sono relativi al periodo di alta stagione (fine luglio-inizio agosto):

 

SETTIMANA AL MARE 2021 2022 VAR.%
TRASPORTO ANDATA
Pieno benzina 2,043€ al litro (2022) 81,50 € 102,15 € 25,3%
Pedaggio autostrade 45,00 € 46,60 € 3,6%
Sosta autogrill (panini-bibite-caffè) 44,69 € 46,67 € 4,4%
Totale 171,19 € 195,42 € 14,2%
ALBERGO
2 camere doppie al giorno (a camera) 157,85 € 196,70 € 24,6%
Totale (per 7 notti) 2.209,90 € 2.753,80 € 24,6%
STABILIMENTO BALNEARE
2 lettino e 1 ombrellone per 7 giorni 255,00 € 269,00 € 5,5%
consumazioni al bar di bibite, snack, gelati, caffè 229,00 € 243,00 € 6,1%
Totale 484,00 € 512,00 € 5,8%
ESCURSIONI
1 di mezza giornata in località caratteristica, a persona (comprensiva di trasporto+guida autorizzata) 30,60 € 36,27 € 18,5%
1 della durata giornaliera in barca, a persona (comprensiva di trasporto, accompagnatori, pranzo a bordo, ingresso parco marino e aperitivo) 81,00 € 87,50 € 8,0%
Totale 446,40 € 495,08 € 10,9%
SPORT E DIVERTIMENTI
Sale giochi, noleggio pattino, ecc. (al giorno, a persona) 14,50 € 15,13 € 4,3%
Totale 406,00 € 423,64 € 4,3%
RISTORANTI
1 cena costo medio per 4 persone 231,00 € 239,90 € 3,9%
PUB
1 serata al pub con 2 consumazioni 32,00 € 34,26 € 7,1%
TRASPORTO RITORNO
Pieno benzina 2,043€ al litro (2022) 81,50 € 102,15 € 25,3%
Pedaggio autostrade 45,00 € 46,60 € 3,6%
Sosta autogrill (panini-bibite-caffè) 44,69 € 46,67 € 4,4%
Totale 171,19 € 195,42 € 14,2%
 
  

TOTALE COMPLESSIVO

4.151,68 € 4.849,52 € 16,8%

 

SETTIMANA IN MONTAGNA 2021 2022 VAR.%
TRASPORTO ANDATA
Pieno benzina 2,043€ al litro (2022) 81,50 € 102,15 € 25,3%
Pedaggio autostrade 45,00 € 46,60 € 3,6%
Sosta autogrill (panini-bibite-caffè) 44,69 € 46,67 € 4,4%
Totale 171,19 € 195,42 € 14,2%
ALBERGO
2 camere doppie al giorno (a camera) 179,50 € 194,29 € 8,2%
Totale (per 7 notti) 2.513,00 € 2.720,06 € 8,2%
ESCURSIONI
Escursione giornaliera in montagna (a persona) 31,90 € 33,00 € 3,4%
Passeggiata a cavallo (1h a persona) 27,50 € 32,00 € 16,4%
Totale                             237,60 €                        260,00 € 9,4%
SPORT E DIVERTIMENTI
Attrezzatura da trekking (scarpe e 2 bastoni Nordic Walking per 4 pax per 3gg 267,92 € 268,50 € 0,2%
consumazioni al bar di bibite, snack, gelati, caffè 211,62 € 217,10 € 2,6%
Totale 479,54 € 485,60 € 1,3%
RISTORANTE
1 cena costo medio per 4 persone 229,80 € 242,80 € 5,7%
PUB
1 serata con 2 consumazioni 27,40 € 28,74 € 4,9%
TRASPORTO RITORNO
Pieno benzina 2,043€ al litro (2022) 81,50 € 102,15 € 25,3%
Pedaggio autostrade 45,00 € 46,60 € 3,6%
Sosta autogrill (panini-bibite-caffè) 44,69 € 46,67 € 4,4%
Totale 171,19 € 195,42 € 14,2%
TOTALE COMPLESSIVO 3.829,72 € 4.128,04 € 7,8%

 

 

SETTIMANA IN CROCIERA 2021 2022 VAR.%
TRASPORTO ANDATA
Benzina 2,043 € al litro (2022) transfer per il porto 9,78 € 12,26 € 25,3%
Parcheggio porto per 7 giorni 50,00 € 80,00 € 60,0%
TOTALE 59,78 € 92,26 € 54,3%
BIGLIETTO CROCIERA (PENSIONE COMPLETA, A PERSONA) 534,50 € 569,00 € 6,5%
TOTALE 2.138,00 € 2.276,00 € 6,5%
ESCURSIONI
1 di mezza giornata in località caratteristica, a persona (comprensiva di dessert di benvenuto+guida autorizzata) 35,00 € 40,00 € 14,3%
1 della durata giornaliera al mare, a persona (comprensiva di accompagnatori, area privata attrezzata e pranzo a base di pesce) 155,50 € 160,00 € 2,9%
TOTALE 762,00 € 800,00 € 5,0%
SPORT E DIVERTIMENTI
Sale giochi, casinò, ecc. (al giorno, a persona) 40,00 € 43,25 € 8,1%
TOTALE 160,00 € 173,00 € 8,1%
SPA E BENESSERE
Ingresso giornaliero, a persona 30,00 € 30,00 € 0,0%
massaggio+trattamento bellezza, a persona 275,00 € 282,00 € 2,5%
TOTALE 1.220,00 € 1.248,00 € 2,3%
BEVANDE NON INCLUSE
Pacchetto bevande analcoliche disponibilità giornaliera (a persona, al giorno) 25,00 € 25,00 € 0,0%
TOTALE 700,00 € 700,00 € 0,0%
DOPOCENA
1 serata al lounge bar con 2 consumazioni 25,00 € 28,14 € 12,6%
CENA IN RISTORANTE NON INCLUSO
1 cena costo medio per 4 persone 200,00 € 213,00 € 6,5%
TRASPORTO RITORNO
Benzina 2,043 € al litro (2022) transfer per il porto 9,78 € 12,26 € 25,3%
Parcheggio porto per 7 giorni 50,00 € 80,00 € 60,0%
TOTALE 59,78 € 92,26 € 54,3%
TOTALE COMPLESSIVO 5.324,56 € 5.622,66 € 5,6%

Prezzi: con l’inflazione al +8% ricadute di +2.384 Euro annui a famiglia. Necessarie misure straordinarie di sostegno alle famiglie in difficoltà e di contrasto alle speculazioni.

Nuovo, drammatico, balzo in avanti per l’inflazione, il cui tasso a giugno tocca quota 8%. Un livello simile non si segnava da gennaio 1986.

“Le tensioni inflazionistiche continuano a propagarsi dai beni energetici”, spiega l’Istituto di Statistica: ecco perché è così importante mettere in atto ogni azione possibile per arginarne la corsa.

Complici della forte crescita dell’inflazione anche i rincari dei costi dei beni alimentari: passano da +6,6% di maggio a +8,2% quelli lavorati, da +7,9% a +9,6% quelli non lavorati.

La lista degli aumenti è ancora lunga, tutti concorrono a determinare un aggravio di +2.384 Euro annui a famiglia. Una cifra improponibile, che mette a dura prova i bilanci delle famiglie, specialmente di quelle che versano in condizioni più disagiate.

Questo andamento sta già determinando tagli, rinunce e modifiche dei consumi, persino quelli nel settore energetico ed in quello alimentare.

Secondo le rilevazioni dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, diminuisce di oltre il 16% il consumo di carne e pesce (visti i forti rincari dovuti, da un lato, ai maggiori costi sostenuti per l’allevamento, dall’altro ai rincari dei carburanti per i pescherecci). Le famiglie scelgono verdure e ortaggi più convenienti, evitano sempre più spesso di mangiare fuori casa. Anche le spese per la cura della persona e la salute sono fortemente intaccate dalla crisi. Non scapano nemmeno i saldi: solo il 37,4% delle famiglie ne approfitterà. Infine, il settore turistico risentirà fortemente di tale andamento: in molti rinunceranno del tutto alle vacanze estive, altri opteranno per vacanze brevi e soluzioni low cost presso amici e parenti.

“Uno scenario che denunciamo da mesi, chiedendo al Governo di intervenire in maniera più determinata e incisiva a favore delle famiglie, specialmente quelle che si trovano in maggiore difficoltà.” – afferma Michele Carrus Presidente di Federconsumatori. “Le disuguaglianze e la povertà, anche in campo alimentare ed energetico, aumentano sempre di più nel Paese: per arginarle sono necessarie misure straordinarie di sostegno alle famiglie e di contrasto alle speculazioni”.

Energia: invariata la bolletta del gas, aumenta del +0,4% quella elettrica. Bene gli interventi per contenere i rincari, ma è necessario fare di più per le famiglie e per il futuro del Paese.

È giunto ieri in serata l’atteso aggiornamento delle tariffe dell’energia elettrica e del gas da parte dell’Autorità per l’Energia.

“Nonostante prezzi all’ingrosso in brusco rialzo, influenzati dalla grande incertezza per il conflitto russo-ucraino, i provvedimenti adottati dal Governo e le misure regolatorie dell’Autorità hanno sterilizzato gli aumenti per l’energia elettrica e il gas naturale, per il mercato tutelato e in parte anche per il mercato libero.” – riporta la nota. Ecco così che, per il terzo trimestre 2022, la bolletta dell’elettricità vedrà un lieve aumento del +0,4%, rimarrà invece invariata la bolletta del gas.

Il confronto con le spese sostenute nello scorso anno rimane a dir poco impressionante. Per la bolletta elettrica la spesa per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il 1° ottobre 2021 e il 30 settembre 2022) sarà di circa 1.071 euro, +91% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente. Nello stesso periodo, la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.696 euro, con una variazione del +70,7% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente.

In assenza di interventi la variazione sarebbe stata decisamente peggiore, pari a circa il +45% per la bolletta gas e +15% per quella elettrica.

Bene, quindi, l’intervento di ARERA e del Governo, teso principalmente ad azzerare le componenti degli oneri di sistema, mettendo in atto in via emergenziale ciò che noi, da anni, chiediamo che diventi strutturale.

Confermati anche la riduzione dell’IVA sul gas al 5% e il potenziamento dei bonus sociali elettricità e gas, che anche per il terzo trimestre dell’anno calmiereranno le bollette per le famiglie in condizioni di difficoltà economiche (famiglie numerose o con un livello di ISEE fino a 12.000 euro).

“Rimangono, tuttavia, ancora molti interventi da mettere in atto per sostenere ancor di più le famiglie in questa fase difficile e, soprattutto, per rendere più equo il costo dell’energia. – afferma Michele Carrus, Presidente di Federconsumatori. – In particolare, è necessario modificare gli algoritmi di aggiornamento dei prezzi praticati dall’Autorità, mettendoli al riparo dalle forti speculazioni finanziare a cui sono esposti sul mercato di Amsterdam.

Inoltre, riteniamo doveroso e indispensabile, in questa delicata fase, disporre una sospensione dei distacchi per morosità e una lunga rateizzazione delle bollette.”

Questi sono gli obiettivi su cui dovrebbe concentrarsi ARERA ora, anziché convocare a posteriori le Associazioni dei Consumatori per comunicare decisioni già prese e, stavolta, anche già divulgate a tutti, senza permettere un vero confronto su temi che, da anni, vedono l’incessante impegno delle Associazioni.

Saldi: la crisi incide sull’andamento dei saldi. Solo il 37,4% delle famiglie si appresta ad approfittare delle promozioni.

Si avvicina il consueto appuntamento con i saldi estivi: il 1 luglio prenderanno il via in Sicilia e dal 2 nelle altre regioni.

Un appuntamento che quest’anno coglie le famiglie in una situazione di forte difficoltà: le prime stime effettuate dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori rivelano, infatti, che le famiglie che si potranno permettere di approfittare delle vendite a saldo sono sempre meno.

Il nostro Osservatorio ha effettuato la consueta indagine per misurare il termometro degli acquisti nelle città di Roma, Milano e Napoli: secondo le intenzioni il 37,4% delle famiglie è propenso ad acquistare a saldo, con una spesa media di 149 Euro a famiglia.

Ad influire su tale andamento incidono fortemente la crisi e l’incertezza determinate dall’attuale situazione, che ha compromesso il potere di acquisto di molti cittadini.

A ciò si aggiunge un ulteriore elemento: i saldi, ormai, non sono più attesi come una volta, dal momento che fioccano le promozioni online, sempre più numerose e dilazionate nel corso dell’anno.

Coloro che effettueranno acquisti a saldo lo faranno prestando, ora più che mai, molta attenzione all’effettivo risparmio: i cittadini monitoreranno i prezzi a saldo per capire la loro reale convenienza, magari rimandando gli acquisti più in là, nella speranza che gli sconti aumentino, fatta eccezione per i negozi di fascia medio-alta o per gli shop online, dove i cittadini cercheranno di accaparrarsi le occasioni più convenienti fin dalle prime ore di apertura della stagione.

Al di là di quale sia la modalità scelta per i propri acquisti, ricordiamo alcuni consigli utili per ridurre il rischio di essere truffati, raggirati o di incorrere in finte promozioni.

 

Prezzi

L’art. 15 del D.Lgs. n. 114/98 dispone che il cartellino debba indicare sia il prezzo “pieno” che quello ridotto nonché la percentuale di sconto. Per evitare che i potenziali clienti possano confondere la merce in saldo con gli altri articoli in vendita sarebbe inoltre utile separare negli espositori le due categorie di prodotto.

Lo sconto riportato sul cartellino è quello che l’esercente è tenuto ad applicare e perciò, se alla cassa venisse chiesto il pagamento di una cifra differente, è opportuno farlo subito presente al negoziante. Qualora si presentino difficoltà non esitare a rivolgersi alla Polizia Municipale o alla Guardia di Finanza.

La normativa vigente obbliga gli esercizi commerciali a garantire ai clienti il pagamento tramite POS, quindi con carta di credito o bancomat. Nel caso in cui l’esercente non consenta tale opzione di pagamento, è possibile segnalare l’episodio alla Guardia di Finanza.

In linea di massima è preferibile evitare di acquistare nei punti vendita che non espongano entrambi i prezzi (quello pieno e quello scontato) e la percentuale di sconto, nonché diffidare delle offerte eccessivamente vantaggiose (pari o superiori al 60%), dietro a cui potrebbe nascondersi un tentativo di truffa o un prodotto contraffatto.

Accade spesso che nei negozi, tra la merce in saldo, vengano aggiunti prodotti che non sono di fine stagione ma che, semplicemente, sono delle rimanenze di magazzino. In questo caso lo sconto potrebbe non essere così conveniente come credete, soprattutto se si considera che si tratta di uno sconto applicato su merce che sta in deposito da molto tempo (e cui prezzo di vendita scontato è ormai fittizio).

 

Prove e Cambi

I punti vendita non sono tenuti per legge a permettere la prova dei capi di abbigliamento prima dell’acquisto così come, in assenza di vizi o difetti, il cambio del prodotto è rimesso alla discrezionalità del commerciante.  In generale consigliamo di diffidare di quegli esercizi che non consentono di provare i capi: potrebbe essere indice di poca trasparenza. Inoltre, prima di acquistare qualcosa in saldo, assicuratevi di avere il diritto di poterla restituire se e qualora non dovesse andare bene.

È poi buona norma evitare di acquistare prodotti la cui etichetta non indichi, oltre alla composizione, anche le modalità di manutenzione: si eviteranno così spiacevoli incidenti nelle operazioni di lavaggio.

 

Garanzie

Se da una parte il negoziante non è tenuto per legge a sostituire un prodotto integro, la situazione cambia radicalmente in caso di prodotto difettoso.

Il D.Lgs. n. 24/2002 stabilisce un periodo di garanzia di due anni per i prodotti nuovi e di un anno per i beni usati, anche nel caso di merce acquistata a saldo: è quindi bene conservare lo scontrino (e possibilmente fotocopiarlo, considerando che le ricevute in carta chimica tendono a sbiadire dopo pochi mesi) per chiedere al negoziante la sostituzione del prodotto difettoso e che comunque presenti un vizio di conformità che ne pregiudichi l’utilizzo, emerso entro i 24 mesi dall’acquisto.

In alternativa alla sostituzione è possibile usufruire della riparazione o richiedere una riduzione proporzionale del prezzo o ancora scegliere la risoluzione del contratto. Va precisato che l’opzione scelta non deve risultare eccessivamente onerosa o oggettivamente impossibile per il venditore.

Il bene deve essere conforme al contratto di vendita o comunque alle descrizioni rilasciate: nel caso in cui questo non avvenga, il cliente può chiedere il rimborso del prezzo pagato. Segnaliamo che anche la pubblicità deve rispondere a tale criterio.

Qualora il venditore rifiuti di ottemperare ai propri doveri o venga richiesto il pagamento delle riparazioni adducendo la mancata copertura del difetto nel quadro della garanzia, ma tali dichiarazioni non risultino opportunamente dimostrabili, il consumatore potrà chiedere assistenza ad uno sportello Federconsumatori per ricorrere al Giudice di pace del Tribunale più vicino.

Al fine di evitare equivoci, è opportuno tenere presente che gli impegni assunti dal produttore, cioè le garanzie convenzionali, sono vincolanti per il produttore stesso, ma non sostituiscono la garanzia legale; quindi, riparazioni e sostituzioni devono essere richiesti direttamente al negoziante: sarà poi quest’ultimo, in presenza di garanzia convenzionale, ad indirizzare eventualmente il cliente al servizio assistenza del produttore.

 

Acquisti online

A differenza di quanto accade per gli acquisti effettuati direttamente nei negozi, nel caso dello shopping online non è sempre possibile consultare tutte le informazioni relative al prodotto. È pertanto opportuno controllare con attenzione la completezza e l’esaustività della descrizione e la buona qualità delle immagini disponibili per inquadrare il prodotto nel suo complesso.

Proprio tenendo in considerazione l’impossibilità di verificare fisicamente le condizioni e la qualità dei prodotti, il Codice del Consumo prevede particolari tutele per gli acquisti online e a distanza: è il caso, ad esempio, del diritto di recesso, qui previsto, che invece, come già precisato, non sussiste per gli articoli comprati nei locali commerciali. L’utente ha 14 giorni di tempo a partire dal momento della consegna per restituire il prodotto e richiedere il rimborso totale dell’importo pagato. Ad ogni modo è preferibile consultare sul sito scelto le indicazioni relative al diritto di recesso.

Nel caso in cui l’acquisto non avvenga dal sito dell’azienda ma attraverso un’altra piattaforma, è necessario verificare l’affidabilità dell’intermediario e la provenienza della merce.

Per garantire la sicurezza dei pagamenti, siano essi effettuati tramite carta di credito, carta di debito, bonifico o altri mezzi, è importante utilizzare una connessione protetta, controllare che l’indirizzo del sito web sia preceduto da HTTPS (e non da HTTP) e verificare la presenza dell’immagine di un lucchetto, in basso a destra nella pagina della transazione.

Ricordiamo infine che tutti i siti sono tenuti a riportare l’informativa sulla privacy e sul trattamento dei dati personali.

Prodotti rigenerati: rispetto a un prodotto nuovo costano mediamente il 38% in meno. Tra implicazioni geopolitiche e obiettivi green, la nostra scelta può fare la differenza.

Rigenerati, ricondizionati o refurbished: comunque vogliamo chiamarli è bene capire perché questi prodotti sono così importanti per le nostre tasche e per l’ambiente.

Si tratta dei prodotti hi-tech che tornano a nuova vita per essere rivenduti dopo essere stati revisionati e riparati.

Televisori, smartphone, tablet, frigoriferi, computer: con un po’ di manutenzione tutto può essere rigenerato e rimesso sul mercato, anche le centraline ed i ricambi per dispositivi elettronici.

Sempre più spesso sono gli stessi produttori a sottoporre tali dispositivi a rigorosi processi di rigenerazione, garantendo sulla qualità ed esplorando un nuovo mercato che sta prendendo sempre più piede anche nel nostro Paese. Se da un lato, quindi, i produttori realizzano dispositivi inesorabilmente destinati all’obsolescenza programmata, dall’altro tentano di chiudere il ciclo rigenerando e rivendendo loro stessi prodotti che altrimenti diventerebbero rifiuti.

Dalla ricerca condotta dall’O.N.F – Osservatorio Nazionale Federconsumatori è emerso che, mediamente, acquistando un prodotto rigenerato si risparmia il 38% rispetto a quello nuovo.

Ad esempio, a parità di GB, acquistando uno smartphone ricondizionato si può risparmiare dal 35% al 58% rispetto ad uno nuovo. Nel caso dei computer portatili, il risparmio varia, invece, dal 9% al 59%; notevole anche il risparmio che si ottiene acquistando un tablet rigenerato (dal 28% al 45%), uno smartwatch (dal 22% al 37%), o una console per i videogiochi (dal 34% al 49%).

Risparmi notevoli, soprattutto in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando, segnati da forti rincari e un numero sempre maggiore di rinunce.

Acquistando prodotti rigenerati non ci guadagna solo il portafogli: con la crescita di questo mercato saranno notevoli i benefici anche in termini di vite umane e di danni ambientali.

Basti pensare che, secondo recenti ricerche, l’impatto ambientale di uno smartphone nuovo è di 17,2 chili di Co2 l’anno; nel caso di un dispositivo rigenerato i valori diminuiscono notevolmente, fino ad arrivare a 8,2 chili.

Acquistando prodotti ricondizionati e, quindi, dando nuova vita ad oggetti hi-tech usati, è possibile limitare il fabbisogno di metalli critici e terre rare (fondamentali per la loro realizzazione), contribuendo a ridurre lo sfruttamento che dilaga nell’estrazione di tali materiali, divenuti vere e proprie risorse strategiche per la transizione ecologica, le cui implicazioni geopolitiche diventano di giorno in giorno più rilevanti, anche in relazione alla guerra in Ucraina.

Alla luce di tali elementi diviene evidente come una piccola scelta individuale possa fare la differenza per la vita di tutti.

Per maggiori approfondimenti su questo tema

non perdete la prima puntata di Diritti al punto, disponibile a questo link.

 

 

 

Di seguito la tabella con i costi in dettaglio.

 

Prodotto 

 

Caratteristiche 

 

Costo Risparmio
Nuovo Rigenerato
Smartphone 32-128 GB                   513,99 €                   331,72 € -35%
128-512 GB                   855,16 €                   363,23 € -58%
Computer portatile 250-500 GB               1.454,25 €                   595,49 € -59%
1000 GB               1.784,00 €               1.625,56 € -9%
Tablet 128-256 GB                   914,00 €                   656,70 € -28%
512-1000 GB               1.466,50 €                   812,00 € -45%
Monitor 20″-24″                   226,50 €                   109,00 € -52%
PC Desktop 250-500 GB                   909,00 €                   589,50 € -35%
1000 GB               1.714,00 €               1.254,25 € -27%
Smartwatch 2-4 GB                   341,50 €                   215,70 € -37%
8-32 GB                   461,48 €                   358,32 € -22%
Fotocamera 20-24 MP                   459,00 €                   339,99 € -26%
Console 80-160 GB                   252,50 €                   129,64 € -49%
500-1000 GB                   873,83 €                   581,00 € -34%
Cuffie wireless Pro                   279,00 €                   216,00 € -23%
E-book reader 8-32 GB                   238,73 €                   156,20 € -35%
Bici elettrica 250-350 W                   916,99 €                   430,00 € -53%
400-500 W               1.149,49 €                   579,50 € -50%
Elettrodomestici Robot da cucina               1.236,99 €                   729,00 € -41%
Climatizzatore                   729,49 €                   417,95 € -43%
Frigorifero               1.369,00 €                   749,33 € -45%
Forno microonde                   378,00 €                   229,49 € -39%