Prosecco: Federconsumatori contro il riconoscimento del Prošek. Sì alla trasparenza, no a imitazioni e italian sounding.

Difendere l’unicità e la qualità delle produzioni tipiche del nostro territorio è, da sempre, uno degli obiettivi della Federconsumatori. Per questo non possiamo che unirci alla campagna di opposizione alla richiesta di riconoscimento del “Prošek” croato.

Scegliere un nome così vicino a quello del prosecco è a nostro avviso una operazione poco trasparente nei confronti dei consumatori che, ingannati dall’assonanza, potrebbero confondersi ed optare per un prodotto ben lontano dall’originale prosecco.

Facciamo appello alla Commissione Europea affinché, come già dimostrato con i più recenti orientamenti, garantisca anche stavolta la necessaria tutela delle produzioni Dop e Igp, non avallando questo vera e propria operazione di italian sounding.

Si tratterebbe di un precedente pericoloso che, oltre a ledere una delle eccellenze della produzione vitivinicola italiana, spianerebbe la strada ad altri tentativi tesi a scardinare il riconoscimento e la tutela delle filiere territoriali Dop e Igp.

CARO BOLLETTE E RISCHIO SFRATTI, ALLARME DI CGIL-SUNIA-FEDERCONSUMATORI TOSCANA. APPELLO AI PARLAMENTARI

Caro bollette (luce e gas +312 euro, riscaldamento +19%), aumenti su carburante e pane, rischio morosità e sfratti: “una emergenza a cui va posto un freno”, è l’allarme di Cgil-Sunia-Federconsumatori Toscana che lanciano un appello ai parlamentari toscani (“urgono misure di sostegno alle 100mila famiglie in difficoltà”) avanzando alcune proposte

I cittadini devono far fronte ogni giorno a rincari sempre maggiori: le spese per l’energia, per le utenze in generale, per gli oneri condominiali che peraltro si aggiungono al livello degli affitti sempre altissimi e non in linea con i redditi di pensionati e lavoratori.
Ammontano ad oltre 312 euro, secondo le stime diffuse da Federconsumatori, Cgil e Sunia Toscana, le ricadute che ogni famiglia subirà alla luce dei rincari delle bollette di energia elettrica e gas. Per il riscaldamento, invece, si prospettano aumenti del +19%. Ulteriori rincari riguardano i carburanti, i prodotti alimentari (soprattutto pane e pasta) e in generale i costi di beni e servizi i cui prezzi sono destinati a salire sull’onda della crescita dei costi di produzione e di trasporto.
Una vera e propria emergenza, a cui è urgente porre un freno: per questo Cgil, Sunia e Federconsumatori della Toscana fanno appello ai parlamentari della Toscana perché richiedano al Governo misure urgenti destinate da un lato a contenere i costi, dall’altro a proteggere i nuclei più vulnerabili e garantire loro un adeguato accesso alle risorse energetiche. In Toscana si presume che siano 100.000 le famiglie che potrebbero essere colpite in maniera pericolosa da questa crisi e 80000 potrebbero essere le famiglie Toscane che rischiano invece di non riuscire ad affrontare tali spese, con alto rischio di morosità e sfratti.
Per calmierare i costi dell’energia è indispensabile agire sul fronte della tassazione, attraverso l’adozione di misure più determinate in direzione della riforma di oneri di sistema e accise, eliminando in primis l’applicazione dell’Iva su altre tasse e spostando alcune componenti sulla fiscalità generale (a partire dagli incentivi per le fonti rinnovabili). Per frenare il rischio degli sfratti, sarà necessario mettere mano alla legge sulle locazioni, ormai non più adeguata alla situazione sociale del a paese.
Non si può e non si deve frenare la transizione ecologica, ma bisogna fare ogni sforzo affinché avvenga in maniera sostenibile per i nuclei più fragili e non aggravi il fenomeno della povertà energetica già molto diffuso nel nostro Paese.

Blue Panorama: la compagnia sospende ufficialmente la propria attività. Ora si dispongano i dovuti rimborsi e si informino correttamente i passeggeri.

L’ENAC ha reso noto nei giorni scorsi che Blue Panorama ha notificato la sospensione dell’attività commerciale a partire del 28 ottobre, a causa della crisi del settore conseguente alla pandemia.

Una decisione che fa seguito ad un provvedimento avviato dall’ENAC che chiedeva “chiarimenti di natura finanziaria riscontrate nella società”. Alla luce di tale comunicazione l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile sta disponendo la sospensione del Certificato di Operatore Aereo e della Licenza di Esercizio di trasporto Aereo del vettore che, già nei mesi scorsi, aveva mostrato numerose défaillances in merito all’assistenza e alla comunicazione dei clienti.

Ora la compagnia dovrà provvedere a rimborsare i biglietti emessi per voli che non decolleranno mai, ma soprattutto deve dare una informativa corretta e tempestiva attraverso i canali ufficiali: attualmente, visitando il sito della compagnia, si approda sul sito LukeAir (marchio di Blue Panorama), tramite il quale però non è possibile acquistare alcun volo.

Come sempre riscontriamo una policy fortemente carente nei confronti degli utenti, che dovrebbero invece trovare come prima informazione, nel sito, la cessazione dell’operatività della compagnia e la descrizione della procedura per la richiesta dei rimborsi.

Monitoreremo attentamente la situazione, soprattutto per quanto riguarda il corretto avvio delle procedure di ristoro. Invitiamo intanto i cittadini coinvolti a rivolgersi alle sedi Federconsumatori presenti su tutto il territorio regionale.

Difesa Debitori: l’Antitrust sanziona l’azienda su segnalazione di Federconsumatori per 1,1 mln di Euro. Le sedi della Federconsumatori sono a disposizione per assistere gli utenti coinvolti.

Su segnalazione di Federconsumatori Venezia, l’Antitrust ha sanzionato la società Difesa Debitori.

Con provvedimento del dicembre 2020, l’Autorità aveva deliberato che Difesa Debitori S.p.A. si era resa colpevole di condotte fortemente lesive dei diritti dei consumatori. Nel dettaglio la società aveva messo in atto pratiche commerciali scorrette fornendo ai cittadini informazioni ingannevoli e omettendo informazioni rilevanti relative alla promozione dei propri servizi di consulenza ed intermediazione offerti a pagamento ai consumatori per la risoluzione delle proprie situazioni debitorie.

Nell’ambito di tale attività promozionale, effettuata sul sito ufficiale dell’azienda, il professionista fornendo informazioni parziali e non veritiere, induceva il consumatore debitore, che già versa in una particolare condizione di difficoltà economica, ad addossarsi ulteriori costi in maniera non consapevole, alimentando eccessive aspettative circa gli esiti della richiesta.

Ad aggravare la posizione della società c’è la reiterazione dei comportamenti scorretti, che si sono protratti anche dopo il divieto da parte dell’AGCM di diffondere ulteriormente la pratica commerciale scorretta. Nello specifico, la Società ha promosso, attraverso quotidiani on line e messaggi di posta elettronica, la propria attività di consulenza enfatizzando la propria capacità di garantire ai consumatori debitori la riduzione, anche fino al 90%, del loro debito, la sospensione o diminuzione delle rate dei loro mutui e finanziamenti, il blocco di pignoramenti e dei decreti ingiuntivi.

Stante la reiterazione della condotta scorretta e l’inottemperanza agli obblighi disposti dall’AGCM all’esito del procedimento istruttorio, l’Autorità ha comminato alla società una sanzione di 1.100.000 di Euro.

Invitiamo i cittadini interessati che si sentano danneggiati dalle condotte di Difesa Debitori a rivolgersi alle sedi della Federconsumatori, presenti su tutto il territorio nazionale per informazioni su come far valere i propri diritti.

Alitalia: molti i cittadini ancora senza rimborso. Necessario un intervento urgente del Ministero e dell’Enac per riconoscere i diritti dei turisti e contrastare gli abusi in atto.

Dallo scorso 14 ottobre ha ufficialmente chiuso i battenti Alitalia, tra una miriade di polemiche e questioni ancora irrisolte. Ad esser lasciati a terra dalla compagnia non ci sono solo migliaia di lavoratori, che in gran parte non sono stati assorbiti dalla nuova ITA, ma anche i passeggeri che, pur avendo richiesto e sollecitato, nei tempi e con le modalità corrette, i rimborsi dei voucher di cui non hanno usufruito non hanno ottenuto alcun ristoro. Eppure, stando agli impegni assunti con la Commissione Europea avrebbero dovuto effettuare i rimborsi entro sette giorni dalla richiesta.

Alitalia non è la sola a non ottemperare a tale richiesta, ma nel suo caso c’è l’aggravante dell’incapienza.

Si tratta di un comportamento inaccettabile, che lede gravemente i diritti dei passeggeri, mirando evidentemente al loro sfinimento e alla rinuncia dei ristori.

Federconsumatori, che fin dall’inizio della pandemia ha seguito la vicenda e assistito migliaia di cittadini nell’ottenimento dei rimborsi chiede una rapida risoluzione. Il Ministero del Turismo e l’Enac sono chiamati a intervenire in maniera determinata per far sì che i cittadini ottengano i loro diritti.

A margine della questione Alitalia non dimentichiamo, inoltre, la vicenda dei titolari di miglia del programma Millemiglia, a cui ora, al posto del rimborso, viene proposto un “aggiornamento del programma” che consentirà di continuare ad accumulare e spendere miglia attraverso i partner commerciali e una nota piattaforma per la prenotazione di viaggi.

Alle carenze e criticità finora riscontrate, si aggiungono anche pratiche scorrette e l’impossibilità di comunicare con alcune compagnie: sono sempre di più gli utenti che segnalano ai nostri sportelli e al servizio SOS Turista come Blue Panorama e Volotea siano diventate ormai irrintracciabili. Inoltre sono molti gli hotel che non forniscono una corretta informativa agli utenti sulla possibilità di restituire gli importi dei voucher non utilizzati.

È necessario ed urgente fare ordine nella vicenda: per ritornare alla normalità e ricostruire la fiducia dei cittadini nei confronti del settore turistico, riconoscere pienamente i loro diritti è un passo fondamentale.

Inflazione: tasso al +2,9%, il livello più alto da settembre 2012. Ricadute pesanti per i cittadini: +551,84 Euro solo per energia, carburanti e pane.

Sale ancora il tasso di inflazione ad ottobre: a rilevarlo è oggi l’Istat che registra un aumento del +0,6% su base mensile e del +2,9% su base annua.

A spingere al rialzo i prezzi sono ancora, come ampiamente prevedibile, i costi dei beni energetici. Tale andamento ha ripercussioni fortissime su tutti i settori, con aumenti dei costi di produzione e di trasporto.

Con un tasso di inflazione a questi livelli le ricadute in termini economici per i cittadini sono pesanti: +864,20 Euro annui per una famiglia tipo (2,5 componenti). La situazione si fa ancora più critica per una famiglia di 4 componenti: in questo caso le ricadute raggiungono quota +1.027 Euro annui.

Un andamento insostenibile per molte famiglie, soprattutto dal momento che incide in settori fondamentali quali quello, appunto, dei beni energetici e quello alimentare. Continuano a preoccuparci fortemente, infatti, le tensioni sui prezzi specialmente di pane e pasta (e genericamente di tutti i prodotti derivati da farine), sui quali abbiamo chiesto si attivi al più presto un attento monitoraggio per sgombrare il campo da ingiustificabili speculazioni.

Complessivamente, solo considerando gli aumenti per energia, carburanti e pane, le famiglie vanno incontro ad aggravi di +551,84 Euro annui.

Parliamo, soprattutto in questi settori vitali, di aggravi che metterebbero in forte difficoltà i cittadini, in particolar modo i soggetti più vulnerabili. Per questo è urgente che il Governo intervenga mettendo all’ordine del giorno una ormai improrogabile riforma del sistema di tassazione sulle bollette (a partire dalla revisione dei famigerati oneri di sistema) e sui carburanti (con una revisione delle accise e l’adozione di un sistema di accisa mobile, in grado cioè di ridurre l’accisa al crescere del costo della materia prima).

Inoltre non è più rinviabile un intervento a sostegno delle famiglie che preveda piani di rilancio dell’occupazione e una riforma generale della tassazione che introduca maggiori elementi di progressività, nonché la tassazione su grandi patrimoni e transazioni finanziarie.

Alimentazione: forti aumenti per pane e pasta. Rispetto a Marzo la farina segna un rincaro del +38%. Necessaria una determinata azione di contrasto alle speculazioni.

Si fa sempre più grave e preoccupante l’allarme sui rincari dei prodotti alimentari, sia sulla spinta dell’aumento delle materie prime, sia sull’onda dei rincari energetici che influiranno sui costi di produzione e di trasporto.

Risale a pochi giorni fa l’ennesimo allarme di Fiesa Assopanificatori Confesercenti sull’incredibile rincaro delle farine, che ha raggiunto picchi dell’81%, in merito ai quali l’associazione ha chiesto un’indagine parlamentare.

Non possiamo che sottoscrivere tale appello, per fare chiarezza sugli aumenti e scongiurare l’ipotesi che questi diventino una ghiotta occasione di speculazione.

In tal senso, l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha confrontato i prezzi di alcuni prodotti alimentari tra marzo di quest’anno (periodo in cui già si registravano alcune tensioni sui costi delle materie prime) e oggi (con ulteriori aumenti dei costi delle materie prime agricole: +22% per il frumento e +79% per l’avena).

I rincari che ne emergono sul versante dei prezzi al consumo sono notevoli (mediamente del +15%) e sforano la soglia del 30% nel caso della farina, del pane in cassetta e della pasta integrale.

Prodotti mar-21 ott-21 Var. %
Farina Kg. 1 € 0,79 € 1,09 38%
Pane al Kg. € 3,47 € 3,86 11%
Pane in cassetta € 1,20 € 1,59 33%
Crackers light € 2,35 € 2,39 2%
Penne Kg. 1 € 1,64 € 1,72 5%
Spaghetti Kg. 1 € 1,64 € 1,72 5%
Pasta integrale Kg. 1 € 2,18 € 2,90 33%
Tramezzino € 2,50 € 2,69 8%
Pizza Margherita € 7,00 € 7,50 7%
Pizza 4 stagioni € 9,00 € 9,50 6%

Alla luce di questi rincari abbiamo inviato una segnalazione all’AGCM invitandola a verificare la sussistenza di ipotesi di cartello sui prezzi dei prodotti alimentari, così come avvenuto nel 2008.

Nei giorni scorsi abbiamo fatto altrettanto, invitando il Parlamento ad avviare un’indagine sugli aumenti di GPL, metano e carburanti.

In una fase delicata come quella che il Paese sta attraversando è fondamentale mettere in campo ogni azione di monitoraggio e sanzione affinché il mercato non sia viziato da intollerabili fenomeni speculativi, che andrebbero ad aggravare ulteriormente i già forti rincari in atto, con forti danni alle famiglie e all’intero sistema produttivo.

Bollette acqua: la Corte di Cassazione apre la strada alle richieste di rimborso per i conguagli non dovuti. Dichiarata illegittimo il meccanismo di recupero delle cosiddette “partite pregresse”.

A fine giugno la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17959/2021, ha dichiarato l’illegittimità del meccanismo di recupero delle cosiddette “partite pregresse”, ovvero i conguagli tariffari previsti dalla delibera ARERA n. 643/2013. Tale disposizione aveva dato il via a una pioggia di richieste di conguagli da parte dei gestori, che vantavano nei confronti degli utenti il recupero di somme relative ai consumi precedenti al 2011.

La delibera ARERA, in quanto provvedimento amministrativo, non può porsi in contrasto con la legge e nello specifico con l’art. 11 delle Preleggi, che dispone il principio di irretroattività della legge.

La recente sentenza smentisce tale orientamento, aprendo le porte alla richiesta di rimborso per chi ha già pagato tali conguagli ritenuti illegittimi.

Anche per coloro che hanno contenziosi aperti con i gestori si aprono spiragli positivi: questa pronuncia, infatti, influirà sull’esito del giudizio consolidando le posizioni degli utenti che avevano contestato i pagamenti.

La contestazione delle partite pregresse sulle bollette dell’acqua è una battaglia che Federconsumatori porta avanti da molto tempo: questa importante pronuncia dà ancora più forza alle nostre rivendicazioni e consentirà a molti utenti di ottenere giustizia.

Federconsumatori Toscana ha inviato una richiesta di incontro rivolta all’Autorità Idrica Toscana per verificare come tali partire sono state addebitate e conseguentemente richiederà di procedere al rimborso automatico in favore degli utenti.

Tutti i cittadini potranno rivolgersi presso i nostri sportelli presenti su tutto il territorio regionale per avere informazioni e assistenza.

Banche: necessario più tempo per l’acquisizione di MPS. Non permetteremo alcuna svendita.

È saltata la trattativa tra Unicredit e il Ministero dell’Economia sull’acquisizione di MPS. “Nonostante l’impegno profuso da entrambe le parti” – riferisce il Ministero, sono stati interrotti i negoziati iniziati a luglio.

Secondo le indiscrezioni Unicredit avrebbe chiesto al Ministero dell’Economia di farsi carico dei una ricapitalizzazione di oltre 6 miliardi, da aggiungere alla dote di 2 miliardi già concessa al compratore.

Una richiesta troppo onerosa a giudizio del Governo, che ha contribuito a far saltare il banco, rimettendo di fatto sul mercato l’istituto senese. Rimane però poco tempo per concludere la trattativa: secondo gli accordi presi con la Commissione Europea lo Stato dovrebbe sfilarsi dal capitale entro fine anno.

Ecco perché condividiamo l’appello per un accordo con l’Europa che consenta di dilatare i tempi: non vorremmo infatti che, viste le scadenze così ravvicinate, si dovesse optare per una svendita, piuttosto che per un’acquisizione equa.

Anche perché le condizioni poste sono a tutto vantaggio dell’acquirente: secondo le stime della stessa Unicredit, in poco più di due anni l’acquisizione sarebbe stata totalmente ripagata.

Il punto fermo rimane quello della tutela di risparmiatori, obbligazionisti e lavoratori della banca più antica: per questo facciamo appello al Governo, affinché in ogni modo tenti di salvaguardare un immenso patrimonio storico e culturale, oltre che economico, del nostro Paese.

“Come Federconsumatori monitoreremo da vicino la vicenda, per far sì che questa operazione non si trasformi nell’ennesimo motivo di delusione e violazione dei diritti dei risparmiatori italiani.” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori.

Dazn: non è domenica senza un nuovo disservizio nelle trasmissioni. Necessari indennizzi adeguati e che la piattaforma si adegui sul piano della qualità e dell’assistenza.

Si dice Dazn ma si pronuncia disservizio. Allo svolgersi di ogni giornata di campionato è ormai sistematico il verificarsi di qualche problema, guasto, malfunzionamento: ormai la vera notizia sarebbe il regolare funzionamento delle trasmissioni!

Questa volta il problema riscontrato nel secondo tempo di Verona-Lazio e Fiorentina-Cagliari ha riguardato l’audio della telecronaca, scomparso improvvisamente per diversi minuti, con grande disappunto degli utenti ormai esasperati.

Secondo fonti vicine all’azienda si sarebbe trattato di un problema della scheda audio fornita da un partner esterno.

Fatto sta che si tratta dell’ennesimo disservizio che si aggiunge alla lunga lista di quelli già riscontrati si dalle prime giornate di campionato.

Una situazione su cui ha posto attenzione anche l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che ha adottato un provvedimento di urgenza nei confronti di Dazn per i ripetuti e diffusi disservizi riscontrati nella trasmissione in live streaming delle partite di calcio della serie A, invitando la società a prevenire i malfunzionamenti e a garantire “un servizio di assistenza clienti efficace ed efficiente, che preveda la possibilità di un contatto diretto con una persona fisica”.

Ad oggi la società non si è ancora adeguata e monitoreremo che lo faccia presto.

Intanto, per i clienti che continuano a subire disservizi chiediamo indennizzi ad hoc, sempre più cospicui al crescere dei disservizi: riteniamo, infatti, intollerabile che Dazn continui impunemente ad adottare comportamenti lesivi dei diritti dei consumatori.

Rinnoviamo inoltre l’invito a chiunque abbia necessità di informazioni e assistenza a rivolgersi ad una delle sedi Federconsumatori presenti su tutto il territorio nazionale.