Buoni fruttiferi postali: la class action sui buoni della Serie Q rinviata d’ufficio al 22 maggio 2024. Non ci fermiamo, ci batteremo fino a quando i cittadini coinvolti non otterranno giustizia.

Sono molte le vicende che hanno interessato i buoni fruttiferi postali nell’ultimo periodo: dalla multa dell’AGCM a Poste Italiane per riscontrate anomalie  nell’ attività di collocamento e di gestione dei buoni a termine (l’azienda, secondo l’Autorità,  ha, infatti, omesso e/o fornito informazioni ingannevoli circa la prescrizione dei titoli emessi), all’interessamento della Corte di Strasburgo per quanto riguarda i buoni postali della serie “Q/P” collocati da Poste Italiane per i quali l’azienda, al termine dei trenta anni di vita dell’investimento, riconosce al risparmiatore un importo inferiore a quanto promesso.

Tutte vicende che hanno posto in luce le criticità dei Buoni Fruttiferi Postali, che stanno minando le certezze dei risparmiatori, convinti di investire i loro risparmi n modo sicuro, trasparente e garantito.

A ciò si aggiunge l’ennesimo rinvio del giudizio che doveva pronunciarsi circa l’ammissibilità della class action promossa da Federconsumatori sui buoni fruttiferi postali della Serie Q, atteso per il 12 luglio.

Con il nuovo rinvio, disposto d’ufficio la discussione della causa è slittata di un anno, precisamente al 22 maggio 2024.

Un’ulteriore attesa per i cittadini che, da anni, attendono di ottenere giustizia e di vedersi riconosciuto il corretto importo dei buoni in loro possesso.

Tempi così dilatati non fanno altro che scoraggiare i risparmiatori coinvolti, compromettendo la fiducia dei cittadini nei confronti del sistema giudiziario. Anche per questo Federconsumatori si batte da anni per il potenziamento di strumenti preventivi e alternativi per la risoluzione delle controversie, al fine di alleggerire e rendere più tempestivo ed efficiente il sistema giudiziario.

Questo rinvio, inaspettato, non basterà a fermare la class action sui buoni fruttiferi postali: intendiamo portare a termine, con convinzione, tale battaglia, fino a quando non saranno riconosciute le ragioni di chi ha investito i propri risparmi nei buoni fruttiferi oggetto dell’azione promossa.

Invitiamo i cittadini interessati a contattarci tramite i canali dedicati e a visitare il sito www.serieq.it per rimanere aggiornati sugli sviluppi e avere informazioni su eventuali adempimenti da svolgere per il proseguimento della class action.

Commercio: aumentano le vendite, ma solo in valore. Visto il livello elevato dei prezzi, le famiglie spendono di più per consumare meno.

I dati diffusi oggi dall’Istat relativamente al commercio a maggio 2023 rispecchiano pienamente la situazione che denunciamo da tempo sul fronte degli acquisti e delle rinunce delle famiglie.

Le vendite al dettaglio in termini tendenziali registrano un aumento del +3% in valore, ma un calo del 4,7% in volume. Questo testimonia quanto la crescita generalizzata dei prezzi, che ha riguardato principalmente settori quali quello energetico e quello alimentare, ha inciso e continua a incidere sui comportamenti di acquisto dei cittadini, costretti consumare meno, operando tagli e rinunce, spendendo più di prima.

Secondo le rilevazioni dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori i cittadini, da oltre un anno a questa parte, sono costretti a mettere in atto importanti sacrifici:

  • continuando a ridurre i consumi di carne e pesce (-16,9%, con uno spostamento anche verso il consumo di tagli e qualità meno costosi e meno pregiati);
  • ricercando sempre più assiduamente offerte, sconti, acquisti di prodotti prossimi alla scadenza (abitudine adottata dal 49% dei cittadini);
  • effettuando acquisti presso i discount (+11,9%);
  • scegliendo solo prodotti ortofrutticoli di stagione, eliminando golosità e piccole eccezioni che prima si concedevano.
  • rinunciando in molti casi alle vacanze estive, o riducendone la durata, optando semmai per soggiorni brevi presso amici e parenti.

Un andamento che accresce la preoccupazione circa le condizioni delle famiglie e dell’intero sistema economico, che risente del calo della domanda: per questo si rende sempre più urgente che il Governo affronti l’emergenza del caro-vita, da un lato, con misure in grado di aiutare e sostenere in maniera strutturale e duratura le famiglie, dall’altro con sistemi di monitoraggio e sanzione sempre più severi.

Aumenta di giorno in giorno, infatti, la percezione che i prezzi si mantengano su livelli troppo elevati rispetto a quanto dovrebbero: dai carburanti ai costi dei biglietti aerei, ai beni alimentari, il rischio di speculazione è sempre dietro l’angolo.

Le aziende hanno ricavato e ricavano margini enormi da tale andamento: è ora di riequilibrare tale situazione a favore delle famiglie, destinando a loro le risorse ricavate attraverso l’aumento della tassazione sugli extraprofitti (non solo in campo energetico) e sulle rendite finanziarie.

Estate 2023: per una famiglia composta da 4 persone, trascorrere una settimana di vacanza in una località balneare italiana costa 5.781,24 euro. Con un rincaro del 19% rispetto al 2022.

Entra sempre più nel pieno la stagione estiva e per molti si avvicina, tra rinunce e sacrifici, l’atteso appuntamento con le vacanze: i cittadini che partiranno saranno circa il 39%. In molti, oltre il 52% di chi partirà, opterà per un soggiorno “ridotto” di 3-5 giorni, magari presso amici o parenti. A determinare questa prudenza contribuiscono, da un lato la poca disponibilità economica, dall’altro il rincaro generalizzato dei prezzi che ha spinto al rialzo tutti i costi delle vacanze.

Si conferma la tendenza a rimanere entro i confini nazionali (sarà la scelta di 2 italiani su 3) e a prediligere località balneari, tuttavia, il costo più contenuto di una vacanza in montagna induce sempre più italiani ad optare per soggiorni ad alta quota.

Dal monitoraggio effettuato dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori emerge infatti che, per un nucleo familiare composto da due adulti e due minori, il costo complessivo per una vacanza di sette giorni in una località balneare è di 5.781,24 € (con un aumento del +19% rispetto al 2022), mentre la spesa per un soggiorno della stessa durata in montagna è di 4.482,54 € (+9% rispetto al 2022), con un risparmio del 22% rispetto alla vacanza al mare.

Chi sceglierà, invece, la vacanza in crociera spenderà 6.806,43 € per una famiglia di 4 persone, con un rincaro del 21% rispetto al 2022.

Le tabelle seguenti mostrano l’importo complessivo per una vacanza al mare di una settimana, un soggiorno in montagna e uno in crociera della stessa durata per una famiglia di 4 persone (due adulti e due minori).

 

I costi delle singole voci sono relativi al periodo di alta stagione (fine luglio-inizio agosto).

 

SETTIMANA AL MARE 2021 2022 2023 VAR.% 

2023/2022

TRASPORTO ANDATA
Pieno benzina 1,856 € al litro (2023) 81,50 € 102,15 € 92,80 € -9%
Pedaggio autostrade 45,00 € 46,60 € 48,60 € 4%
Sosta autogrill (panini-bibite-caffè) 44,69 € 46,67 € 56,00 € 20%
Totale 171,19 € 195,42 € 197,40 € 1%
ALBERGO
2 camere doppie al giorno (a camera) 157,85 € 196,70 € 252,43 € 28%
Totale (per 7 notti) 2.209,90 € 2.753,80 € 3.534,00 € 28%
STABILIMENTO BALNEARE
2 lettino e 1 ombrellone per 7 giorni 255,00 € 269,00 € 271,80 € 1%
consumazioni al bar di bibite, snack, gelati, caffè 229,00 € 243,00 € 247,50 € 2%
Totale 484,00 € 512,00 € 519,30 € 1%
ESCURSIONI
1 di mezza giornata in località caratteristica, a persona (comprensiva di trasporto+guida autorizzata) 30,60 € 36,27 € 40,00 € 10%
1 della durata giornaliera in barca, a persona (comprensiva di trasporto, accompagnatori, pranzo a bordo, ingresso parco marino e aperitivo) 81,00 € 87,50 € 94,70 € 8%
Totale 446,40 € 495,08 € 538,80 € 9%
SPORT E DIVERTIMENTI
Sale giochi, noleggio pattino, ecc. (al giorno, a persona) 14,50 € 15,13 € 18,30 € 17%
Totale 406,00 € 423,64 € 512,40 € 21%
RISTORANTI
1 cena costo medio per 4 persone 231,00 € 239,90 € 245,94 € 3%
PUB
1 serata al pub con 2 consumazioni 32,00 € 34,26 € 36,00 € 5%
TRASPORTO RITORNO
Pieno benzina 1,856 € al litro (2023) 81,50 € 102,15 € 92,80 € -9%
Pedaggio autostrade 45,00 € 46,60 € 48,60 € 4%
Sosta autogrill (panini-bibite-caffè) 44,69 € 46,67 € 56,00 € 20%
Totale 171,19 € 195,42 € 197,40 € 1%
 
TOTALE COMPLESSIVO 4.151,68 € 4.849,52 € 5.781,24 € 19%

 

 

SETTIMANA IN MONTAGNA 2021 2022 2023 Var.% 2023/2022
TRASPORTO ANDATA
Pieno benzina 1,856€ al litro (2023) 81,50 € 102,15 € 92,80 € -9%
Pedaggio autostrade 45,00 € 46,60 € 48,60 € 4%
Sosta autogrill (panini-bibite-caffè) 44,69 € 46,67 € 56,00 € 20%
Totale 171,19 € 195,42 € 197,40 € 1%
ALBERGO
2 camere doppie al giorno (a camera) 179,50 € 194,29 € 210,71 € 8%
Totale (per 7 notti) 2.513,00 € 2.720,06 € 2.950,00 € 8%
ESCURSIONI
Escursione giornaliera in montagna (a persona) 31,90 € 33,00 € 40,00 € 21%
Passeggiata a cavallo (1h a persona) 27,50 € 32,00 € 35,00 € 9%
Totale                         237,60 €                        260,00 €                    300,00 € 15%
SPORT E DIVERTIMENTI
Attrezzatura da trekking (scarpe e 2 bastoni Nordic Walking per 4 pax per 3gg 267,92 € 268,50 € 301,76 € 12%
consumazioni al bar di bibite, snack, gelati, caffè 211,62 € 217,10 € 247,68 € 14%
Totale 479,54 € 485,60 € 549,44 € 13%
RISTORANTE
1 cena costo medio per 4 persone 229,80 € 242,80 € 258,30 € 6%
PUB
1 serata con 2 consumazioni 27,40 € 28,74 € 30,00 € 4%
TRASPORTO RITORNO
Pieno benzina 1,856€ al litro (2023) 81,50 € 102,15 € 92,80 € -9%
Pedaggio autostrade 45,00 € 46,60 € 48,60 € 4%
Sosta autogrill (panini-bibite-caffè) 44,69 € 46,67 € 56,00 € 20%
Totale 171,19 € 195,42 € 197,40 € 1%
TOTALE COMPLESSIVO 3.829,72 € 4.128,04 € 4.482,54 € 9%

 

SETTIMANA IN CROCIERA 2021 2022 2023 Var.% 2023/2022
TRASPORTO ANDATA
Pieno benzina 1,856€ al litro (2023) 9,78 € 12,26 € 13,47 € 10%
Parcheggio porto 50,00 € 80,00 € 75,70 € -5%
Totale 59,78 € 92,26 € 89,17 € -3%
BIGLIETTO CROCIERA (PENSIONE COMPLETA, A PERSONA) 534,50 € 569,00 € 829,50 € 46%
Totale 2.138,00€ 2.276,00€ 3.318,00€ 46%
ESCURSIONI
1 di mezza giornata in località caratteristica, a persona (comprensiva di dessert di benvenuto+guida autorizzata) 35,00 € 40,00 € 50,00 € 25%
1 della durata giornaliera al mare, a persona (comprensiva di accompagnatori, area privata attrezzata e pranzo a base di pesce) 155,50 € 160,00 € 175,00 € 9%
Totale 762,00 € 800,00 € 900,00 € 13%
SPORT E DIVERTIMENTI
Sale giochi, casinò, ecc. (al giorno, a persona) 40,00 € 43,25 € n. d. n. d.
Totale 160,00 € 173,00 € n. d. n. d.
SPA E BENESSERE
Ingresso giornaliero, a persona 30,00 € 30,00 € 38,00 € 27%
massaggio+trattamento bellezza, a persona 275,00 € 282,00 € 289,00 € 2%
Totale 1.220,00€ 1.248,00€ 1.308,00€ 5%
BEVANDE NON INCLUSE
Pacchetto bevande analcoliche disponibilità giornaliera (a persona, al giorno) 25,00 € 25,00 € 30,00 € 20%
Totale 700,00 € 700,00 € 840,00 € 20%
PUB
1 serata al pub con 2 consumazioni 25,00 € 28,14 € 28,00 € 0%
CENA IN RISTORANTE NON INCLUSO
1 cena costo medio per 4 persone 200,00 € 213,00 € 221,60 € 4%
TRASPORTO RITORNO
Benzina 2,043 € al litro (2022) transfer per il porto 9,78 € 12,26 € 13,47 € 10%
Parcheggio porto 50,00 € 80,00 € 75,70 € -5%
Totale 59,78 € 92,26 € 89,17 € -3%
   
Wi-fi n. d. n. d. 12,49 € n. d.
   
TOTALE COMPLESSIVO 5.324,56€ 5.622,66€ 6.806,43€ 21%

FIR: con la piattaforma ancora bloccata, si rende doveroso un rinvio dei tempi per permettere la variazione dell’IBAN Necessario un incontro urgente con le Associazioni dei Consumatori riconosciute dal CNCU.

Nei giorni scorsi abbiamo richiesto un incontro urgente al Ministro Giorgetti e a Consap, per sottolineare la mancata previsione di alcuni interventi che riteniamo necessari: a partire dall’integrale riconoscimento degli importi agli aventi diritto; dalla possibilità di accedere al fondo anche per quei cittadini che, incolpevolmente, hanno commesso degli errori nella dichiarazione relativa al possesso dei requisiti reddituali e/o patrimoniali; dal diritto all’indennizzo a chi è stato escluso a causa di un errore dell’Agenzia delle Entrate; dall’erogazione in tempi congrui.

Abbiamo inoltre sottolineato che fosse impensabile la data del 31 luglio come termine ultimo per comunicare la modifica dell’IBAN a cui recapitare gli indennizzi: una scadenza in piena estate, senza una attenta e capillare informazione, che avrebbe rischiato di determinare il collasso del portale su cui si inseriscono le domande, come purtroppo già avvenuto più volte in passato.

Previsione che, puntualmente, si è avverata: ad oggi, infatti, il portale FIR è ancora bloccato e non si può procedere all’inserimento dei dati bancari variati.

Gli sportelli delle nostre Associazioni sono letteralmente subissati da richieste di informazioni e di appuntamenti: a chi deve aggiornare i dati, infatti, si aggiungono molti ex azionisti, più o meno anziani, che non ricordano quale conto corrente avessero indicato per ottenere il 30%, gli eredi degli aventi diritto e cambi iban non voluti a seguito di fusioni tra istituti di credito o chiusure filiali. Di tutti questi elementi il Governo e Consap devono tenere conto.

Inserire i dati di migliaia di utenti in pochi giorni utili, con il portale ad oggi ancora chiuso, è inconcepibile: nasce anzi il sospetto che chi abbia disposto la misura in realtà confidi nel fatto che non venga utilizzata interamente la dotazione finanziaria, magari per fare cassa destinandola poi ad altri scopi.

Oppure, chi ha concepito e disposto tali misure ha un’alterata percezione della realtà: probabilmente a furia di confrontarsi con soggetti minoritari, sia in termini di rappresentanza che di rappresentatività, nati sulla scia dei recenti scandali bancari, piuttosto che con le Associazioni dei Consumatori riconosciute dal CNCU che da anni si impegnano per la tutela e difesa dei risparmiatori e dei cittadini tutti, anche attraverso attività di educazione finanziaria, è erroneamente indotto a credere che gli utenti coinvolti, che devono effettuare il cambio IBAN, si riducano a poche decine.

Torniamo, pertanto, a risollecitare l’urgenza di un incontro, per discutere delle criticità ancora esistenti e per esigere tempi congrui e piattaforme pienamente operative, efficienti e funzionanti.

Federconsumatori, Udicon, Assoutenti, Adoc, Adiconsum, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Casa del Consumatore e Movimento Consumatori

Eurovita: le principali Associazioni dei Consumatori chiedono un incontro urgente per tutelare i risparmiatori Le popolazioni dell’Emilia-Romagna e delle Marche colpite dall’alluvione meritano un’attenzione particolare.

Si susseguono sulla stampa, negli ultimi giorni, notizie circa il raggiungimento dell’accordo tra le principali compagnie assicuratrici e diversi istituti bancari, con la costituzione di una New-co al fine di salvaguardare i risparmiatori che hanno investito nelle polizze Eurovita.

Abbiamo chiesto, in tal senso, un incontro tempestivo al Commissario per la gestione straordinaria di Eurovita affinché possa illustrare meglio alle Associazioni i termini dell’accordo raggiunto, specialmente per quanto riguarda le criticità, rappresentate nel corso del passato incontro, le comunicazioni pubbliche, le dotazioni finanziarie e i tempi.

Sono centinaia, infatti, i risparmiatori allarmati che si sono rivolti alle nostre Associazioni, che attendono indicazioni su come agire e tutelare i propri risparmi.

Riteniamo estremamente importante lo sforzo messo in campo per tutelare i cittadini coinvolti, ma siamo convinti che sia necessario qualche miglioramento: disponendo, ad esempio, delle deroghe al blocco dei riscatti fino al 31 ottobre, che rischia di mettere in difficoltà molte famiglie coinvolte, in particolare nelle zone alluvionate dell’Emilia-Romagna e delle Marche.

Saldi: il 38,2% delle famiglie acquisterà a saldo, con una spesa media a famiglia di circa 149 euro Gli acquisti reggono solo perché molti cittadini li avevano programmati, rinviando ogni spesa alla ricerca del risparmio.

Si avvicina il consueto appuntamento con i saldi estivi, che prenderanno ufficialmente il via il 6 luglio.

Un appuntamento che coglie le famiglie in una situazione di forte difficoltà e crisi: in un contesto di rincari generalizzati, con i costi delle vacanze alle stelle, saranno ben pochi gli italiani che si concederanno qualche acquisto extra. Molti, però, proprio alla luce dei rincari, hanno programmato tale appuntamento: chi ricorrerà alle vendite scontate, infatti, è soprattutto perché ha rimandato gli acquisti necessari a tale data, rinunciando a comprare a prezzo pieno ciò di cui aveva bisogno.

Proprio questo fattore tiene in alto il termometro dei saldi, che sennò sarebbe sceso notevolmente. L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha effettuato la consueta indagine sull’andamento degli acquisti a saldo nelle città di Roma, Milano e Napoli: secondo le intenzioni il 38,2% delle famiglie è propenso ad acquistare a saldo, con una spesa media di 149 euro a famiglia (importo invariato rispetto allo scorso anno).

Coloro che effettueranno acquisti a saldo lo faranno prestando, ora più che mai, molta attenzione all’effettivo risparmio: i cittadini monitoreranno i prezzi a saldo per capire la loro reale convenienza, magari rimandando gli acquisti più in là, nella speranza che gli sconti aumentino, fatta eccezione per i negozi di fascia medio-alta o per gli shop online, dove i cittadini cercheranno di accaparrarsi le occasioni più convenienti fin dalle prime ore di apertura della stagione.

A mantenere moderato l’andamento delle vendite contribuisce anche il fatto che i saldi, ormai, non sono più attesi come una volta, dal momento che fioccano le promozioni, online e no, sempre più numerose e dilazionate nel corso dell’anno. Sono molti, inoltre, i negozi che hanno già avviato i cosiddetti pre-saldi, o vendite private, proponendo ai loro clienti più affezionati sconti in anteprima. Una tendenza che dimostra come il metodo di vendita a saldo o in promozione dovrebbe essere ripensato, magari all’insegna di una liberalizzazione del periodo interessato dalle promozioni.

Per i cittadini che si apprestano ad approfittare dei saldi estivi ricordiamo alcuni consigli utili per ridurre il rischio di essere truffati, raggirati o di incorrere in finte promozioni.

 

 

Nuove regole

Il 1 luglio è entrato in vigore il Decreto legislativo che impone maggiore trasparenza negli sconti di fine stagione, che era stato approvato lo scorso 7 marzo in attuazione della Direttiva europea 2019/2161 (cosiddetta Direttiva Omnibus). Le nuove regole sui prezzi di vendita si applicano sia ai negozi fisici che ai siti di e-commerce.

Lo scopo della normativa è smascherare e sanzionare i commercianti scorretti che, poco prima dei saldi, alzano i prezzi a tavolino, per poi ribassarli repentinamente e far apparire percentuali di sconto “fasulle” che invoglino maggiormente i malcapitati clienti.

La normativa interviene sul Codice del Consumo introducendo nuove disposizioni: il nuovo articolo 17bis del Codice del Consumo prevede l’obbligo, per i negozianti, di indicare chiaramente, oltre alla percentuale di sconto e al prezzo finale, anche il prezzo più basso applicato nei 30 giorni antecedenti l’avvio dei saldi.

Anche nel caso in cui la riduzione di prezzo, nel corso della stessa campagna promozionale, aumenti, il prezzo di riferimento per il periodo precedente dovrà essere lo stesso prezzo esposto inizialmente.

La nuova regola è, però, derogata in alcuni casi:

  • se i prodotti in promozione sono stati immessi sul mercato da meno di 30 giorni, il “prezzo precedente” sarà quello che il venditore ha applicato nell’arco di tempo inferiore a 30 giorni che precede la promozione; il venditore dovrà indicare il periodo di tempo di riferimento;
  • nel caso di prezzi di lancio, di vendite sottocosto e di vendita di prodotti agricoli e alimentari deperibili.

I commercianti che non si atterranno a questa nuova regola andranno incontro al rischio di una sanzione da 516 a 3.098 euro.

 

Prezzi

L’art. 15 del D.Lgs. n. 114/98 dispone che il cartellino debba indicare sia il prezzo “pieno” che quello ridotto nonché la percentuale di sconto (a cui ora si aggiunge anche il prezzo più basso applicato nei 30 giorni antecedenti l’avvio della stagione dei saldi).

Per evitare che i potenziali clienti possano confondere la merce in saldo con gli altri articoli in vendita, negli espositori, le due categorie di prodotto dovranno essere separate.

Lo sconto riportato sul cartellino è quello che l’esercente è tenuto ad applicare e perciò, se alla cassa venisse chiesto il pagamento di una cifra differente, è opportuno farlo subito presente al negoziante. Qualora si presentino difficoltà non esitare a rivolgersi alla Polizia Municipale o alla Guardia di Finanza.

La normativa vigente obbliga gli esercizi commerciali a garantire ai clienti il pagamento tramite POS, quindi con carta di credito o bancomat. Nel caso in cui l’esercente non consenta tale opzione di pagamento, è possibile segnalare l’episodio alla Guardia di Finanza.

In linea di massima è preferibile evitare di acquistare nei punti vendita che non espongano la percentuale di sconto ed i prezzi (quello pieno, quello scontato e quello più basso applicato nei 30 giorni antecedenti), nonché diffidare delle offerte eccessivamente vantaggiose (pari o superiori al 60%), dietro a cui potrebbe nascondersi un tentativo di truffa o un prodotto contraffatto.

Accade spesso che nei negozi vengano aggiunti, tra la merce in saldo, prodotti che non sono di fine stagione ma che, semplicemente, sono delle rimanenze di magazzino. In questo caso lo sconto potrebbe non essere così conveniente, soprattutto se si considera che si tratta di uno sconto applicato su merce che sta in deposito da molto tempo.

 

Prove e Cambi

I punti vendita non sono tenuti per legge a permettere la prova dei capi di abbigliamento prima dell’acquisto, così come, in assenza di vizi o difetti, il cambio del prodotto è rimesso alla discrezionalità del commerciante.  In generale consigliamo di diffidare di quegli esercizi che non consentono di provare i capi: potrebbe essere indice di poca trasparenza. Inoltre, prima di acquistare qualcosa in saldo, assicuratevi di poterla restituire se e qualora non dovesse andare bene.

È poi buona norma evitare di acquistare prodotti la cui etichetta non indichi, oltre alla composizione, anche le modalità di manutenzione: si eviteranno così spiacevoli incidenti nelle operazioni di lavaggio.

 

Garanzie

Se da una parte il negoziante non è tenuto per legge a sostituire un prodotto integro, la situazione cambia radicalmente in caso di prodotto difettoso.

Il D.Lgs. n. 24/2002 stabilisce un periodo di garanzia di due anni per i prodotti nuovi e di un anno per i beni usati, anche nel caso di merce acquistata a saldo: è quindi bene conservare lo scontrino (e possibilmente fotocopiarlo, considerando che le ricevute in carta chimica tendono a sbiadire dopo pochi mesi) per chiedere al negoziante la sostituzione del prodotto difettoso o che comunque presenti un vizio di conformità che ne pregiudichi l’utilizzo, emerso entro i 24 mesi dall’acquisto.

In alternativa alla sostituzione è possibile usufruire della riparazione o richiedere una riduzione proporzionale del prezzo o ancora scegliere la risoluzione del contratto. Va precisato che l’opzione non deve risultare eccessivamente onerosa o oggettivamente impossibile per il venditore.

Il bene deve essere conforme al contratto di vendita o comunque alle descrizioni rilasciate: nel caso in cui questo non avvenga, il cliente può chiedere il rimborso del prezzo pagato. Segnaliamo che anche la pubblicità deve rispondere a tale criterio.

Qualora il venditore rifiuti di ottemperare ai propri doveri o venga richiesto il pagamento delle riparazioni adducendo la mancata copertura del difetto nel quadro della garanzia, ma tali dichiarazioni non risultino opportunamente dimostrabili, il consumatore potrà chiedere assistenza ad uno sportello Federconsumatori per ricorrere al Giudice di pace del Tribunale più vicino.

Al fine di evitare equivoci, è opportuno tenere presente che gli impegni assunti dal produttore, cioè le garanzie convenzionali, sono vincolanti per il produttore stesso, ma non sostituiscono la garanzia legale; quindi, riparazioni e sostituzioni devono essere richieste direttamente al negoziante: sarà poi quest’ultimo, in presenza di garanzia convenzionale, ad indirizzare eventualmente il cliente al servizio assistenza del produttore.

 

Acquisti online

A differenza di quanto accade per gli acquisti effettuati direttamente nei negozi, nel caso dello shopping online non è sempre possibile consultare tutte le informazioni relative al prodotto. È pertanto opportuno controllare con attenzione la completezza e l’esaustività della descrizione e la buona qualità delle immagini disponibili per inquadrare il prodotto nel suo complesso.

Proprio tenendo in considerazione l’impossibilità di verificare fisicamente le condizioni e la qualità dei prodotti, il Codice del Consumo prevede particolari tutele per gli acquisti online e a distanza: è il caso, ad esempio, del diritto di recesso, qui previsto, che invece, come già precisato, non sussiste per gli articoli comprati nei locali commerciali. L’utente ha 14 giorni di tempo a partire dal momento della consegna per restituire il prodotto e richiedere il rimborso totale dell’importo pagato. Ad ogni modo è preferibile consultare sul sito scelto le indicazioni relative al diritto di recesso.

Nel caso in cui l’acquisto non avvenga dal sito dell’azienda ma attraverso un’altra piattaforma, è necessario verificare l’affidabilità dell’intermediario e la provenienza della merce.

Per garantire la sicurezza dei pagamenti, siano essi effettuati tramite carta di credito, carta di debito, bonifico o altri mezzi, è importante utilizzare una connessione protetta, controllare che l’indirizzo del sito web sia preceduto da HTTPS (e non da HTTP) e verificare la presenza dell’immagine di un lucchetto, in alto a sinistra nella barra degli indirizzi del browser del sito o della pagina della transazione.

Ricordiamo infine che tutti i siti sono tenuti a riportare l’informativa sulla privacy e sul trattamento dei dati personali.

Turismo: i prezzi dei biglietti aerei spiccano il volo, specialmente quelli delle low cost Aumenti del +26,3% sul 2022, i biglietti dalle low cost segnano +15,1% rispetto alle compagnie di linea.

C’erano una volta le compagnie low cost che, come dice il nome, si caratterizzavano per l’applicazione di prezzi più bassi in virtù di servizi meno esclusivi. Soprattutto, queste ultime erano note per praticare dei prezzi più convenienti rispetto alle compagnie di linea.

Si tratta ormai, però, solo di un lontano ricordo: secondo quanto rilevato dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori i prezzi delle compagnie low cost sono superiori rispetto a quelli dei voli di linea. I costi sono più cari, mediamente, del +8% sulle tratte nazionali e del +22% sulle tratte internazionali.

Questo significa dover dire addio alle occasioni per volare a basso costo? Non del tutto, ci auguriamo, ma almeno per quest’estate sì. Esistono ancora, infatti, viaggi scontati in determinati periodi o verso destinazioni meno gettonate, ma alla fine dei conti anche questi sono soggetti a rigide condizioni e numerose limitazioni.

Vuoi scegliere il posto a bordo del velivolo? Dovrai spendere almeno 10 euro in più.

Vuoi portare in cabina un bagaglio di dimensioni che ti consentano di contenere almeno un paio di cambi? Anche in questo caso dovrai pagare almeno 20 euro in più, oppure dovrai acquistare il bagaglio delle dimensioni richieste, facendo attenzione perché ogni compagnia ha le sue! Anche in questo caso la spesa non sarà inferiore ai 29,90 euro.

Sempre più dura, quindi, la vita per chi vuole viaggiare senza spendere un patrimonio, pur essendo disponibile a rinunciare a qualche servizio e coccola in più.

Ma come mai la convenienza si è assottigliata tanto fino a sparire? I voli sono diminuiti, ma non la voglia di partire. Se a ciò aggiungiamo il costo elevato dei carburanti, che sicuramente influisce non poco su prezzo dei biglietti ecco la formula per la tempesta perfetta sul fronte dei costi. Questi fattori, però, non sono tali da giustificare gli aumenti a cui i cittadini stanno facendo fronte: specialmente per quanto riguarda il caro carburanti, dal momento che, per esempio, rispetto allo scorso anno il costo di questa voce è in lieve flessione (ancora inadeguata a nostro avviso).

Gli aumenti non risparmiano nemmeno le compagnie di linea. Secondo i dati raccolti dal nostro Osservatorio, il costo medio di un volo, rispetto al 2022, aumenta quest’anno del +26,3%, con picchi del 54% sulle tratte nazionali (Milano-Olbia) e del +52% (Milano-Londra) sulle tratte internazionali prese in esame. Rincari di fronte ai quali il Garante dei Prezzi ha deciso di accendere un faro: convocando le compagnie aeree operanti nel nostro Paese per analizzare le dinamiche dei prezzi dei biglietti. Proprio alla luce di tale incontro, insisteremo affinché siano stroncati i fenomeni speculativi in atto, segnalando contestualmente all’AGCM le irregolarità e le stranezze finora raccolte.

 

Di seguito le tabelle con i costi in dettaglio.

 

CONFRONTO VOLI DI LINEA/LOW COST
  Prezzo a persona A/R  
TRATTE NAZIONALI Voli di linea Prezzi low cost Var. %
Roma – Palermo 204,00 €                                 172,00 € -16%
Roma – Catania 226,00 €                                 186,00 € -18%
Roma – Cagliari 220,00 €                                 259,00 € 18%
Roma – Olbia 309,00 €                                 337,00 € 9%
Milano – Palermo 250,00 €                                 264,00 € 6%
Milano – Catania 254,00 €                                 259,00 € 2%
Milano – Cagliari 266,00 €                                 328,00 € 23%
Milano – Olbia 253,00 €                                 266,00 € 5%
Milano – Brindisi 224,00 €                                 315,00 € 41%
TRATTE INTERNAZIONALI Voli di linea Prezzi low cost Var. %
Roma – Malaga 352,50 €                                 362,00 € 3%
Roma – Siviglia 369,00 €                                 429,00 € 16%
Roma – Atene 336,00 €                                 436,00 € 30%
Roma – Parigi 209,00 €                                 212,00 € 1%
Roma – Londra 262,00 €                                 372,00 € 42%
Milano – Malaga 528,00 €                                 496,00 € -6%
Milano – Siviglia 408,00 €                                 413,00 € 1%
Milano – Atene 438,00 €                                 446,00 € 2%
Milano – Parigi 130,00 €                                 208,00 € 60%
Milano – Londra 189,00 €                                 331,00 € 75%
*Settimana presa in considerazione 14-20/08/2023
*Classe Economy

 

 

CONFRONTO MEDIA VOLI (LINEA E LOW COST) 2022-2023
2022 2023  
TRATTE NAZIONALI Prezzo a persona A/R (media voli linea e low cost) Var. %
Roma – Palermo 178,00 € 188,00 € 6%
Roma – Catania 169,00 € 206,00 € 22%
Roma – Cagliari 192,00 € 239,50 € 25%
Roma – Olbia 261,00 € 323,00 € 24%
Milano – Palermo 224,00 € 257,00 € 15%
Milano – Catania 219,00 € 256,50 € 17%
Milano – Cagliari 232,00 € 297,00 € 28%
Milano – Olbia 168,00 € 259,50 € 54%
Milano – Brindisi 196,00 € 269,50 € 35%
TRATTE INTERNAZIONALI Prezzo a persona A/R (media voli linea e low cost) Var. %
Roma – Malaga 298,00 € 357,25 € 20%
Roma – Siviglia 299,00 € 399,00 € 33%
Roma – Atene 284,00 € 386,00 € 36%
Roma – Parigi 192,00 € 210,50 € 10%
Roma – Londra 239,00 € 317,00 € 33%
Milano – Malaga 456,00 € 512,00 € 12%
Milano – Siviglia 344,00 € 410,50 € 19%
Milano – Atene 372,00 € 442,00 € 19%
Milano – Parigi 119,00 € 169,00 € 42%
Milano – Londra 171,00 € 260,00 € 52%
 
*Settimana presa in considerazione 14-20/08/2023

Gioco d’azzardo: bene l’approvazione dell’emendamento che chiede di ripristinare la libera circolazione dei dati sul gioco Un importante passo avanti per il contrasto alla ludopatia.

“L’approvazione in Commissione Finanze di un emendamento che chiede di tornare alla libera circolazione dei dati relativi all’azzardo in Italia è decisamente una buona notizia”, afferma Roberto Giordano, Vice Presidente Nazionale Federconsumatori.

“Negli ultimi tre anni, da quando è stato introdotto un incomprensibile divieto alla pubblicazione in dettaglio dei dati relativi alle slot e alle vlt, si è indebolito in modo importante lo sforzo di chi cerca di contrastare la forte crescita dell’azzardo nel nostro Paese. Non solo, è diventato più complesso anche il lavoro di chi, nella Sanità pubblica e non solo, opera nella prevenzione e cura dei danni causati dalle ludopatie.”

L’emendamento approvato, presentato dall’On. Stefano Vaccari, ha inoltre il pregio di essere stato votato in forma bipartisan, aprendo così un possibile percorso verso la definizione di una legge di regolamentazione del settore, che anche noi auspichiamo e rivendichiamo da tempo.

Ora Governo e Parlamento sono chiamati a completare al più presto il percorso per rendere nuovamente disponibili i dati del gioco d’azzardo, in tutte le sue parti, Comune per Comune.

Federconsumatori, che partecipa attivamente alla Campagna “Mettiamoci in gioco”, farà la propria parte e vigilerà attentamente affinché ciò accada.

Energia: stabili le tariffe dell’energia elettrica sul mercato tutelato, +0,4% nel prossimo trimestre. Pesa la reintroduzione degli oneri di sistema, appesantiti da voci obsolete e ingiustificate.

L’Autorità per l’Energia ha aggiornato le tariffe dell’energia elettrica per il terzo trimestre 2023: la bolletta dell’elettricità per gli utenti sul mercato tutelato, rimarrà piuttosto stabile, con un lieve aumento del +0,4%. Questo si traduce, per l’elettricità, in una spesa per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il 1° ottobre 2022 e il 30 settembre 2023), sarà di 1.150 euro, +7,3% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente.
Una spesa che, lentamente, si riporta quasi ai livelli dello scorso anno, complice anche la reintroduzione in bolletta degli oneri di sistema a partire dal 1° aprile, senza la quale la bolletta sarebbe stata decisamente più leggera.
La riduzione, ricordiamo, è per i clienti sul mercato tutelato, per chi è sul mercato libero la penalizzazione sarà ancora più forte: dovrà far fronte alla reintroduzione degli oneri di sistema e, magari, se ha sottoscritto offerte a prezzo bloccato, continuare a pagare tariffe ben più elevate. Un problema che abbiamo evidenziato proprio stamattina, nell’ambito del convegno organizzato da Federconsumatori sulla regolazione del mercato dell’energia, mettendo in luce come il mercato libero si ancora troppo carente di trasparenza e competitività.
L’obbligo di scegliere un fornitore sul mercato libero, infatti, arriva in un contesto nel quale ancora pesano le turbolenze dei prezzi, che dal 2021/2022 non si sono placate. In questo senso giudichiamo positive le misure confermate ieri dal Consiglio dei ministri con il Decreto Bollette, che vede la conferma nel terzo trimestre della riduzione dell’Iva al 5% sul gas, proroga l’azzeramento degli oneri di sistema, ma solo per il settore del gas (in cui pesano di meno, per questo da tempo sollecitiamo il Governo a ripristinare l’azzeramento sull’energia elettrica e discutere, al contempo, di una riforma generale della tassazione). Prorogata anche l’aliquota Iva al 5% per il teleriscaldamento e per l’energia prodotta con il gas metano. Inoltre, a sostegno delle famiglie meno abbienti, con Isee fino a 15mila euro, è stato prorogato al 30 settembre 2023 il bonus sociale rafforzato per gli sconti sulle bollette di luce e gas. È confermata fino al 31 dicembre 2023, infine, la soglia Isee a 30 mila euro per l’accesso al bonus sociale da parte delle famiglie numerose (con almeno 4 figli).
Misure importanti, che però non bastano: è necessario un piano di politica energetica che preveda, nell’immediato, sostegni alle famiglie vulnerabili, lotta alla povertà energetica, aiuto a tutti quei nuclei che hanno difficoltà a pagare le bollette e sono costretti a rinunce sempre più severe; nel medio-lungo periodo un disegno di transizione, investimenti, sviluppo, che consenta di abbracciare la sostenibilità e allo stesso tempo di determinare un prezzo equo per i cittadini.
Il primo passo per avviare tale percorso è aprire con urgenza un tavolo di confronto con le Associazioni dei Consumatori, in cui avviare una profonda revisione degli oneri di sistema (su cui ancora gravano voci obsolete e ingiustificate), nonché predisporre misure adeguate a sostenere le famiglie in maggiore difficoltà, prevedendo una garanzia per la rateizzazione lunga delle bollette, nonché un Fondo contro la povertà energetica.
Tali interventi possono essere finanziati attraverso una adeguata tassazione degli extraprofitti realizzati dalle società energetiche e dalle multiutilities, ma non solo.

Energia: necessaria maggiore informazione e regole precise in vista dell’abolizione del mercato tutelato Troppi, ancora, gli abusi e le pratiche scorrette e prezzi di mercato eccessivamente alti.

Tra qualche mese, a gennaio 2024, il servizio di maggior tutela, con percorsi differenti tra energia elettrica e gas, cesserà di esistere. Un appuntamento importante, di cui si parla ancora troppo poco: è questo uno dei temi principali emersi nell’ambito del convegno tenutosi oggi, organizzato da Federconsumatori in media partnership con Canale Energia, a cui hanno partecipato, oltre al Presidente Michele Carrus e al Responsabile Energia della Federconsumatori Fabrizio Ghidini, il Sottosegretario al MIMIT Massimo Bitonci, l’Ing. Massimo Ricci – Responsabile Direzione mercati per energia elettrica, l’Avv. Elisabetta Freni – Responsabile Direzione trasporti, energia e ambiente di AGCM, il Dott. Giordano Colarullo – Direttore generale Utilitalia, l’On. Vinicio Peluffo – X Commissione Camera dei Deputati, la Dott.ssa Maria Giuseppina Carella – Direttore Affari Legali e Istituzionali Acquirente Unico; ha moderato il convegno Agnese Cecchini – Direttore Responsabile di Canale Energia.

Tutti hanno condiviso la necessità di maggiore informazione e formazione, da un lato, e di maggiore regolamentazione, dall’altro.  In particolare, Federconsumatori si batte da anni affinché il mercato libero, sia dell’energia elettrica che del gas, diventi realmente un mercato concorrenziale, basato su regole di trasparenza e correttezza che ancora facciamo fatica a scorgere: abusi, scorrettezze, clausole vessatorie, pratiche commerciali scorrette, disdette e modifiche unilaterali dei contratti sono solo alcuni dei problemi che i cittadini riscontrano sul mercato libero.

A questo si aggiungono le pratiche aggressive, ai limiti della molestia, messe in atto dalle agenzie di telemarketing, che fanno leva proprio sulla scarsa informazione dei cittadini sul tema del passaggio al mercato libero e sul rincaro dei prezzi di energia e gas, per indurli, quasi costringerli a scelte affrettate e premature.  Per questa ragione riteniamo indispensabile che sia avviata il prima possibile da Arera, superando i ritardi già accumulati, la prevista campagna di comunicazione attraverso le associazioni dei consumatori, che possono contribuire a renderla davvero efficace e capillare.

L’obbligo di scegliere un fornitore sul mercato libero, infatti, arriva in un contesto di alta inflazione nel quale ancora pesano le turbolenze dei prezzi, che dal 2021/2022 non si sono placate.  Il passaggio al mercato libero dell’energia va affrontato come una sfida riformatrice in un ambito che ne avrebbe davvero bisogno, a partire proprio dall’istituzione di un albo dei venditori seri e affidabili, da nuovi sistemi di regolazione del prezzo, dalla trasparenza della bolletta e dal rafforzamento delle tutele per i consumatori, soprattutto quelli più fragili.  Il mercato, infatti, di per sé non è per nulla concorrenziale e, sul fronte dei prezzi, il mercato tutelato risulta in molti casi più vantaggioso di quello libero.

Chiediamo, infine, che venga istituito un Osservatorio partecipato dalle Associazioni dei Consumatori riconosciute e dalle rappresentanze delle aziende del settore, che effettui un monitoraggio oggettivo e condiviso sugli effetti concreti dei provvedimenti adottati al fine, se necessario, di correggere e riorientarne celermente i processi, avendo come parametri la maggiore concorrenzialità delle offerte tra le aziende e i vantaggi complessivi in termini di risparmio economico  per i consumatori e di innovazione e qualità dei servizi.