FIR: insufficienti le modifiche apportate, impensabili i termini previsti per comunicare la variazione dell’IBAN Ci batteremo affinché anche l’ultimo risparmiatore avente diritto ottenga il dovuto indennizzo.

Sono stati approvati in data 22 giugno gli emendamenti alla legge n. 145/2018 istitutiva del FIR e ss.mm. contenuti nella legge di conversione del Dl 1151 “Enti Locali”, che dovranno essere ora ratificati dal Senato.

Modifiche che presentano numerose criticità e carenze. Siamo convinti, infatti, che tali novità non siano ancora sufficienti a tutelare efficacemente i risparmiatori, ma ci vorrebbe ben altro:

  • Bisogna far rientrare nella procedura ordinaria per ottenere l’indennizzo quei cittadini che hanno, incolpevolmente, commesso degli errori nella dichiarazione relativa al possesso dei requisiti reddituali e/o patrimoniali richiesti per l’accesso alla procedura;
  • Deve essere riconosciuto il diritto all’indennizzo a chi è stato escluso a causa di un errore dell’Agenzia delle Entrate, che ha in maniera inesatta calcolato il patrimonio mobiliare con riferimento al nucleo familiare e non considerando, invece, la situazione patrimoniale del singolo;
  • Deve essere riconosciuto integralmente l’indennizzo: sono numerosi, infatti, i risparmiatori che si son visti liquidare importi inferiori a quanto dovuto, senza aver ricevuto, da parte della Commissione Tecnica di Consap, l’indicazione del calcolo effettuato, nonostante lo avessero più volte richiesto;
  • L’indennizzo deve giungere in tempi congrui: ci sono ancora risparmiatori in attesa della liquidazione degli importi dovuti, seppure nell’area riservata del portale dedicato sia indicato, da molto tempo, lo stato della pratica “in liquidazione”.

Inoltre, è impensabile porre come termine ultimo per comunicare la modifica dell’IBAN a cui recapitare gli indennizzi al 31 luglio 2023, in piena estate, senza una attenta e capillare informazione e, nella migliore delle ipotesi, con circa un mese di preavviso. Questo rischia di portare, da un lato, a una mancata informazione ai cittadini interessati, specialmente gli eredi degli aventi diritto all’indennizzo; dall’altro all’altamente probabile collasso del portale su cui si inseriscono le domande, come purtroppo già avvenuto in passato.

Inoltre, riteniamo ancora prematuro il termine previsto per l’operatività della Commissione Tecnica, spostato secondo la bozza al 31 ottobre, ma che a nostro avviso andrebbe prorogata almeno fino al 31 dicembre 2023, o comunque fino alla liquidazione dell’ultimo avente diritto. Non si esclude, infatti, che in relazione alla questione degli eredi dei risparmiatori che hanno presentato l’istanza, possa essere necessario presentare ulteriore documentazione, che quindi richiederebbe tempi di esame più lunghi.

Ci auguriamo, alla luce di queste forti preoccupazioni, che MEF, CNCU e Consap convochino al più presto l’incontro con le Associazioni dei Consumatori riconosciute, che da anni si battono con successo a tutela dei risparmiatori, più volte sollecitato. È necessario e doveroso confrontarsi con chi rappresenta la voce dei risparmiatori e porta avanti le loro istanze.

 

Federconsumatori, Udicon, Assoutenti, Adoc, Adiconsum, Adusbef, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Casa del Consumatore e Movimento Consumatori

Avviata la fase di test del nuovo sistema di allarme pubblico IT-alert: al via la sperimentazione in cinque regioni italiane. Il 28 giugno tocca alla Toscana.

IT-alert è un nuovo sistema di allarme pubblico per l’informazione diretta alla popolazione, al momento ancora in fase di sperimentazione, pensato per inviare ai telefoni cellulari presenti in una determinata area geografica messaggi utili in caso di gravi emergenze o catastrofi imminenti o in corso. Si tratta quindi di un meccanismo che, una volta avviata la piena operatività, integrerà i sistemi già in vigore per la diffusione di informazioni e comunicazioni alla cittadinanza in caso di eventi calamitosi o altre emergenze.

Allo scopo di rendere il sistema efficiente, proprio in questi giorni sono in corso alcuni test, che si svolgeranno il 28 giugno in Toscana, il 30 giugno in Sardegna, il 5 luglio in Sicilia, il 7 luglio in Calabria e il 10 luglio in Emilia-Romagna (https://www.it-alert.it/it/sperimentazione/ ). I cittadini residenti in queste regioni, quindi, nelle date indicate potrebbero appunto ricevere un messaggio di prova; per ovvie ragioni, in questa fase le comunicazioni trasmesse non riportano dettagli in merito ai rischi e ai comportamenti da adottare.

Come Federconsumatori siamo già stati coinvolti nel precedente step della sperimentazione e riteniamo fondamentale continuare a seguire l’argomento con la massima attenzione nonché far comprendere ai cittadini l’importanza e le potenzialità di uno strumento di questo tipo. Nel nostro Paese, così come nel resto del mondo, negli ultimi anni la gravità e la frequenza degli eventi calamitosi è, purtroppo, aumentata in misura a dir poco allarmante: tale condizione, oltre a destare notevole preoccupazione per le condizioni in cui versa il nostro Pianeta, rende necessario efficientare e migliorare qualsiasi tecnologia o mezzo possa tutelare l’incolumità dei cittadini, migliorare la sicurezza pubblica e contribuire a salvare vite umane.

FIR: le principali Associazioni dei Consumatori iscritte al CNCU chiedono un incontro urgente a MEF e Consap. Necessario adottare tutte le misure utili a garantire l’accesso al fondo e l’erogazione dei giusti importi ai risparmiatori.

Continua l’impegno di Federconsumatori, Udicon, Assoutenti, Adoc, Adiconsum, Adusbef, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Casa del Consumatore e Movimento Consumatori a difesa dei cittadini vittime del risparmio tradito. In questi anni abbiamo assistito decine di migliaia di risparmiatori, aiutandoli ad ottenere i giusti ristori “per i risparmi andati in fumo “: oggi continuiamo a batterci per chi, a causa di errori incolpevoli, di sviste o di valutazioni errate, ancora attende di ottenere quanto gli spetta.

Stiamo seguendo con attenzione l’iter delle modifiche apportate con gli emendamenti alla legge n. 145/2018 istitutiva del FIR e successive modifiche contenuti nella legge di conversione del Dl 1151 “Enti Locali” e non mancheremo, non appena operative, di darne opportuna informazione, continuando ad assistere i cittadini coinvolti.

Ma siamo convinti che tali novità non siano ancora sufficienti a tutelare efficacemente i risparmiatori; ecco perché abbiamo richiesto nuovamente, uniti, un incontro urgente al Ministro dell’Economia e delle Finanze, al Presidente del CNCU e alla Consap, per avanzare le nostre proposte migliorative, che sarebbero realmente efficaci a garantire i diritti dei risparmiatori coinvolti nelle vicende che hanno interessato le 2 banche Venete poste ora in liquidazione, Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, e le 4 banche del Centro Italia,  Banca Etruria, Carife, Carichieti e Banca Marche. Questi ultimi si trovano, infatti, di fronte a numerosi problemi:

  • Alcuni sono privati della possibilità di rientrare nella procedura ordinaria per ottenere l’indennizzo per aver, incolpevolmente, commesso degli errori nella dichiarazione relativa al possesso dei requisiti reddituali e/o patrimoniali richiesti per l’accesso alla procedura;
  • Ad altri è negata la possibilità di ottenere l’indennizzo a causa di un errore da parte dell’Agenzia delle Entrate che ha in maniera inesatta calcolato il patrimonio mobiliare con riferimento al nucleo familiare e non considerando, invece, la situazione patrimoniale del singolo;
  • Altri ancora si son visti liquidare importi inferiori a quanto dovuto, senza aver ricevuto, da parte della Commissione Tecnica di Consap, l’indicazione del calcolo effettuato, nonostante lo avessero più volte richiesto;
  • A tutto ciò si aggiungono i ritardi: sono ancora tantissimi i risparmiatori in attesa della liquidazione degli importi dovuti, seppure nell’area riservata del portale dedicato sia indicato, da molto tempo, lo stato della pratica “in liquidazione”.

Non dimentichiamo, inoltre, che il Senato ha approvato l’ordine del giorno al DL Milleproroghe che impegna il Governo a incrementare “la percentuale di indennizzo prevista a favore degli azionisti, già ammessi a beneficiare del FIR, in conformità a quanto già previsto dal citato comma 496 della legge di bilancio 2019”. Ammonta, poi, a circa 500 milioni di euro la parte inutilizzata del fondo, che dovrà essere impiegata per sanare le posizioni irrisolte e consentire a tutti gli aventi diritto di accedere al rimborso.

In tal senso intendiamo sollecitare MEF e Consap a inserire all’interno degli emendamenti al Disegno di Legge n. 1151 la possibilità di sanatoria delle istanze rigettate per errori incolpevoli o non imputabili al richiedente nella comunicazione della sussistenza di uno dei requisiti; l’integrazione degli indennizzi liquidati in misura inferiore a quella spettante; la proroga dei tempi utili per l’invio dei nuovi codici iban; la proroga dell’attività della Commissione Tecnica almeno fino a dicembre 2023 o, comunque, fino alla liquidazione di tutti gli aventi diritto; l’incremento dell’indennizzo in proporzione  alla capienza del fondo, una volta liquidate le posizioni ancora pendenti.

È giunto il momento di porre fine ad una situazione intollerabile, che troppi risparmiatori stanno patendo, da troppo tempo. Questa necessità diventa ancor più stringente alla luce dell’attuale congiuntura socio-economica, che vede crescere il numero di famiglie e soggetti vulnerabili che versano in uno stato di precarietà finanziaria, bisogno e disperazione.

Ancora una volta c’è chi sfrutta la nostra denominazione per carpire il consenso dei consumatori.

In questi giorni le nostre sedi stanno ricevendo segnalazioni da cittadini tempestati da telefonate fastidiose ove l’interlocutore millanta di appartenere alla nostra Associazione. Purtroppo è una vicenda che va avanti da molto tempo, lo schema è sempre lo stesso: si riceve una telefonata ove si informa di essere un operatore di Federconsumatori e successivamente dietro la scusa di dare consigli si cerca di far sottoscrivere contratti di energia.

Si tratta di attività fraudolente che hanno il solo fine di carpire la fiducia dei consumatori facendo leva sulla nostra onorabilità.

E’ bene fare chiarezza al fine di informare tutti che la nostra Associazione non sponsorizza beni e servizi.

Ricordiamo che il Codice del Consumo (D.Lgs 206/2005) prevede, per le Associazioni rappresentative facenti parte del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU) o per le articolazioni regionali del Consiglio Regionale dei Consumatori ed Utenti (CRCU), un divieto di esercitare tale tipo di attività promozionale.

Di fatti l’art. 137 del Codice del Consumo così recita: “Alle associazioni dei consumatori e degli utenti è preclusa ogni attività di promozione o pubblicità commerciale avente per oggetto beni o servizi prodotti da terzi ed ogni connessione di interessi con imprese di produzione o di distribuzione”.

Per noi l’indipendenza è uno dei nostri valori fondanti che ispira la nostra azione quotidiana.

Invitiamo i cittadini a segnalarci tali abusi per permetterci di denunciarli alle Autorità.

TLC: mail di Libero e Virgilio di nuovo in down. Gli interventi di manutenzione devono essere preventivamente comunicati, Federconsumatori a disposizione degli utenti per informazioni e assistenza.

Come già a gennaio scorso, in questi giorni è in atto un nuovo blackout delle caselle di posta elettronica @libero.it e @virgilio.it. Il servizio è sospeso da ieri, tanto che stiamo ricevendo numerose segnalazioni da utenti che, in tutta Italia e dal oltre 24 ore, sono appunto impossibilitati all’utilizzo della email. Stando al messaggio che appare a quanti abbiano, invano, tentato di accedere alle caselle registrate con i domini coinvolti, il disservizio sarebbe da imputare a quello che è stato definito “intervento di manutenzione”, di cui però non è stata data alcuna preventiva comunicazione.

Per correttezza nei confronti degli utenti e anche alla luce dell’episodio verificatosi qualche mese fa, sarebbe stato opportuno notificare, anche a titolo meramente prudenziale, la programmazione della manutenzione, sottolineando l’eventuale indisponibilità di accesso alle email.

Proprio tenendo in considerazione il precedente disservizio, che si è protratto per giorni, comprendiamo perfettamente le preoccupazioni dei consumatori ed esortiamo Italiaonline, che gestisce le caselle coinvolte, a mettere in atto quanto prima delle contromisure efficaci. Sappiamo fin troppo bene l’importanza che oggi la posta elettronica riveste nella vita lavorativa come in quella privata: l’impossibilità di utilizzare lo spid o altri servizi online, il mancato ricevimento di ricette mediche e la mancata notifica dell’utilizzo dei mezzi di pagamento elettronici sono solo alcuni esempi degli innumerevoli disservizi derivanti da un blackout come questo.

È fondamentale garantire a tutti gli utenti coinvolti un trasparente e costante aggiornamento sul ripristino del servizio e impostare, ove possibile, un reinoltro automatico della posta ricevuta nella fase di down.

I nostri legali e i nostri consulenti stanno valutando la possibilità di assistere gli utenti nella eventuale presentazione di una richiesta di indennizzo per il disagio subìto. Nel frattempo invitiamo i cittadini coinvolti a tenersi aggiornati, presso i nostri sportelli, sul nostro sito e sulle nostre pagine social, circa l’evoluzione della vicenda.

La salute non può attendere. Al via la campagna nazionale di Federconsumatori “STOP LISTE DI ATTESA” e il monitoraggio sui tempi di attesa in ogni regione.

L’accesso alle prestazioni sanitarie rappresenta una delle problematiche più rilevanti per la sanità pubblica. Sono ormai tanti i cittadini che lamentano ritardi nell’accesso a visite specialistiche, esami diagnostici e ricoveri oltre i tempi previsti dal Piano Nazionale di Governo delle liste d’Attesa. Da Nord a Sud, i tempi di accesso alle prestazioni costringono molti cittadini a peregrinazioni intra ed extra aziendali o a costose visite private a pagamento con pesanti ricadute sul piano dell’equità e dell’universalità nell’accesso alle cure e sulla tenuta dei bilanci di lavoratori e pensionati a basso reddito.

In questi anni i tagli alle risorse destinate alla sanità pubblica hanno impoverito l’offerta dei servizi sanitari, con pesanti ripercussioni in termini di accesso alle cure: gran parte della domanda sanitaria tra il 2020 ed il 2021 è rimasta inevasa, con seri rischi per la salute dei cittadini.

Chi può permetterselo ricorre alle prestazioni professionali in intra moenia o nel privato a pagamento – tanto che la spesa privata annua per la salute ammonta a circa 38 miliardi di euro – mentre altri sono invece costretti a compiere enormi sacrifici o ancora a rinunciare del tutto alle cure.

Compito del Ministero della Salute è garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), monitorandone lo stato di erogazione e i tempi di accesso per valutare il soddisfacimento dei parametri dei servizi resi dal servizio sanitario. Nonostante ciò, e nonostante risorse dedicate per l’abbattimento, le liste di attesa restano una delle criticità più gravi di una sanità pubblica in sofferenza che alimenta disagi e sfiducia fra i cittadini e drena risorse verso il privato. Le liste di attesa sono la cartina al tornasole di una sanità pubblica in sofferenza e con dati disomogenei e poco trasparenti, come dimostra anche la difficoltà di reperimento aggiornato dei monitoraggi regionali. Dentro queste opacità si annidano disservizi e fenomeni distorsivi che orientano la domanda di salute verso servizi privati o prestazioni in regime intramurario.

La salute dei cittadini non può aspettare. Per questo, Federconsumatori ha deciso di avviare la Campagna nazionale STOP ALLE LISTE ATTESA, per informare e tutelare i cittadini sul loro diritto a ricevere le prestazioni di cui necessitano entro i tempi appropriati previsti dalla normativa sanitaria. L’iniziativa avrà inizio dal 26 giugno 2023 e si svilupperà sull’intero territorio nazionale grazie alla diffusione capillare degli sportelli della Federconsumatori o tramite segnalazioni online di disservizi subiti dai cittadini da inoltrare all’indirizzo email stoplistediattesa@federconsumatori.it . Federconsumatori ha inoltre avviato un proprio monitoraggio improntato agli obiettivi di rilevamento del Piano Nazionale di Governo delle Liste dì Attesa, allo scopo di avere una mappatura autonoma ed aggiornata dei tempi di attesa in ogni regione, di individuare criticità ed eventuali meccanismi distorsivi e sollecitare le opportune e tempestive soluzioni al fine venga garantito ovunque e per chiunque, il diritto costituzionale alla salute.

Considerata la propria funzione di rappresentanza e di tutela del diritto alla salute, Federconsumatori intende aprire un confronto costruttivo con il Ministero della Salute e con le Regioni per migliorare l’accesso alle prestazioni e rendere trasparente l’intera filiera delle liste di attesa, anche prevedendo la partecipazione attiva e diffusa della rappresentanza degli utenti del servizio pubblico. Nel frattempo, Federconsumatori sarà in piazza a Roma il prossimo 24 giugno nella Mobilitazione nazionale promossa dalla CGIL e da una vasta rete di associazioni per rivendicare l’esigibilità del diritto universale alla salute in ogni componente individuale e collettiva e la messa in sicurezza del Servizio sanitario nazionale da tagli, disservizi e privatizzazioni che ne compromettono la funzione sociale.

Prezzi: i costi dei beni primari aumentano il doppio dell’inflazione. Necessari interventi mirati a sostenere i redditi delle famiglie.

Recentemente il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato il prossimo avvio del monitoraggio dei prezzi da parte del garante preposto. Un’operazione fondamentale e urgente, che, come abbiamo chiesto nell’ambito della Commissione di allerta rapida, deve essere il più possibile capillare (con rilevazioni almeno a livello provinciale) e tempestiva.

Dal monitoraggio realizzato dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori sui prezzi di un paniere di 30 prodotti fondamentali è emerso, infatti, che a fronte di un tasso di inflazione del 7,6% a maggio, i prezzi dei prodotti essenziali sono aumentati mediamente del doppio, cioè del 14% (prendendo a riferimento i prezzi applicati a giugno 2022 e quelli di giugno 2023).

A crescere maggiormente sono stati i costi di pane e pane in cassetta (rispettivamente 32% e 33%), pasta (39%), riso (33%), zucchero (23%), pomodori pachino (25%), cono gelato surgelato (22%) e fettine di formaggio fuso (25%).

Aumenti allarmanti e non del tutto giustificati, dal momento che i prezzi sono confrontati con quelli di giugno 2022, quando già si erano verificati pesanti aumenti soprattutto in relazione ai costi di pane e pasta (+16% il primo e +34% la seconda rispetto a ottobre 2021).

Non dimentichiamo che questi rincari non pesano per tutti in maniera uguale: infatti, incidono in maniera più pesante sui redditi bassi, decurtandone il potere di acquisto già fortemente eroso dalla crisi.

Ecco perché, per evitare ripercussioni sempre più pesanti sull’intero sistema economico, dettate da un calo della domanda, abbiamo chiesta un cambio di rotta importante e deciso, che operi principalmente in due direzioni:

  • Incrementando il potere di acquisto delle famiglie, specialmente quelle a reddito fisso, con una detassazione dei salari e il rendendo strutturale il taglio del cuneo fiscale;
  • Aumentando la tassazione sugli extraprofitti delle aziende (di energia e non solo), che hanno ricavato margini enormi negli ultimi anni e che in molti casi continuano a mantenere prezzi eccessivamente alti per pura avidità, indirizzando tali fondi a sostegno delle famiglie.

 

Prodotti al consumo giu-22 giu-23 Var. 23/22 %
Farina Kg. 1          1,29 €    1,39 € 8%
Pane al Kg.          4,20 €    5,56 € 32%
Pane in cassetta          1,95 €    2,59 € 33%
Crackers light          2,69 €    2,69 € 0%
Pasta Kg. 1          2,30 €    3,20 € 39%
Pasta integrale Kg. 1          3,38 €    3,58 € 6%
Riso Kg. 1          3,99 €    5,29 € 33%
Zucchero kg.1          1,45 €    1,79 € 23%
Uova conf. da 6          2,49 €    2,55 € 2%
Latte fresco l. 1          1,89 €    1,99 € 5%
Burro 250 g.          3,20 €    3,69 € 15%
Parmigiano Reg. Kg. 1        26,00 €  28,60 € 10%
Fettine di vitello Kg. 1        19,50 €  20,50 € 5%
Nasello Kg. 1        21,60 €  21,98 € 2%
Passata di pomodoro in bottiglia          1,69 €    1,99 € 18%
Pomodori pachino          4,78 €    5,98 € 25%
Patate Kg. 1          1,68 €    1,75 € 4%
Banane Kg. 1          2,49 €    2,89 € 16%
Mele Golden Kg. 1          2,29 €    2,38 € 4%
Zucchine Kg. 1          2,99 €    3,31 € 11%
Limoni Kg. 1          2,78 €    2,98 € 7%
Cono gelato 6 pz.          4,89 €    5,99 € 22%
Olio extra vergine l. 1          7,90 €    8,60 € 9%
Olio di semi di girasole          3,07 €    3,59 € 17%
Tonno in scatola Kg. 1        17,65 €  17,78 € 1%
Fette formaggio 10 pz.          1,99 €    2,49 € 25%
Condimento insalata di riso 2 pz.          4,99 €    5,99 € 20%
Carciofini sott’olio          4,19 €    4,29 € 2%
Alici sott’olio 90 g.          3,79 €    3,99 € 5%
Minestrone surgelato          3,89 €    4,29 € 10%

Turismo: entro il 24 settembre i cittadini coinvolti dal fallimento di Fabilia dovranno avanzare insinuazione al passivo. Federconsumatori rimane a disposizione per informazioni e assistenza.

Torniamo, purtroppo, ad occuparci della vicenda Fabilia, i cui esiti volgono al peggio: in data 23/05/2023 è stata, infatti, dichiarata dal tribunale di Ravenna la liquidazione giudiziale (fallimento) della società Fabilia Group Spa.

L’udienza dei creditori per l’esame dello stato passivo è prevista per il 24/10/2023. Una data importante, che i cittadini interessati dal fallimento, che non hanno usufruito del soggiorno e che non hanno ricevuto il dovuto rimborso, dovranno tenere bene a mente. Entro trenta giorni prima della data fissata per tale udienza, quindi entro il 24/09/2023, dovranno inviare al tribunale l’insinuazione al passivo fallimentare.

Si tratta di una comunicazione scritta in cui si dimostra di essere creditori, attraverso la produzione di alcuni documenti quali la conferma di prenotazione, la convalida di pagamento, l’eventuale comunicazione della cancellazione della prenotazione, l’eventuale voucher emesso, ecc.

Il sito del portale dei creditori ha aperto una pagina dedicata al fallimento della società al seguente link: https://www.portalecreditori.it/procedura?id=bm2YpGQL9R, in cui è possibile trovare, oltre ai recapiti dei curatori, anche l’indirizzo pec a cui inviare le insinuazioni al passivo, possibilmente tramite un indirizzo di posta elettronica certificata: lg15.2023ravenna@pecliquidazionigiudiziali.it.

Federconsumatori, che da mesi assiste i cittadini per la richiesta dei rimborsi nei confronti di Fabilia, è a disposizione di questi ultimi per informazioni e per avanzare la richiesta di insinuazione al passivo: chi avesse bisogno di aiuto potrà recarsi presso gli sportelli presenti in tutta Italia o contattare lo sportello SOS Turista (da lunedì a venerdì dalle 8.30 alle 13.30) al numero 059.251108 o all’indirizzo mail info@sosvacanze.it.

Prezzi: bene l’avvio dei monitoraggi, ma che siano più capillari. I beni primari aumentano del 14%, il doppio dell’inflazione. Necessari interventi mirati e misure di sostegno strutturali.

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato di aver dato mandato al Garante per la sorveglianza dei prezzi di avviare una stretta collaborazione con le Regioni per il monitoraggio.

Una notizia senz’altro positiva, ma non è ancora abbastanza. Infatti, noi siamo convinti che per scovare irregolarità e fenomeni speculativi serva un monitoraggio più capillare, che deve avvenire a livello almeno provinciale.

“Più si alza il livello di prossimità delle rilevazioni, più il monitoraggio sarà attento e preciso nel rilevare dinamiche dei prezzi poco chiare.” – afferma Michele Carrus, Presidente Federconsumatori che partecipa alla Commissione di allerta rapida.

La nostra proposta chiede, in tal senso, di coinvolgere le prefetture nel monitoraggio, da condurre con la collaborazione con le Associazioni dei Consumatori riconosciute, attraverso strumenti digitali avanzati di rilevazione dei prezzi di un paniere di prodotti fondamentali, per trasmettere tempestivamente i dati e attivare interventi, appunto, rapidi, come richiama il nome e la finalità della commissione e come richiede la situazione.

Apprezziamo l’intervento del Ministro teso al contrasto all’inflazione e al caro prezzi, ma chiediamo un maggiore impegno, soprattutto alla luce degli aumenti incredibili registrati nel corso dell’ultimo anno: dal monitoraggio dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori dei prezzi di un paniere di 30 prodotti fondamentali emerge, infatti, un aumento medio del 14% (in termini tendenziali) a fronte di un tasso di inflazione del 7,6% a maggio.

Per molte famiglie la situazione è divenuta insostenibile, costringendole a pesanti tagli di spesa e rinunce. Tale andamento inizia ad avere ripercussioni che si faranno sempre più pesanti sull’intero sistema economico, se non si deciderà di imprimere un cambio di rotta importante e deciso. Un rilevante segnale in tal senso dovrebbe prevedere, da un lato, il sostegno ai rinnovi contrattuali con una detassazione dei salari e il taglio del cuneo fiscale, che dovrebbe divenire strutturale; dall’altro un aumento della tassazione sugli extraprofitti delle aziende, che hanno ricavato margini enormi negli ultimi anni e che in molti casi continuano a mantenere prezzi eccessivamente alti per pura avidità, per indirizzare tali fondi a sostegno delle famiglie.

Eurovita: sempre più vicino l’accordo con compagnie e banche. Necessario prendere provvedimenti adeguati ad affrontare le situazioni più urgenti.

Ieri si è tenuto l’incontro tra il Commissario Straordinario di Eurovita, Dott. Alessandro Santoliquido, e le Associazioni dei Consumatori, per fornire i chiarimenti richiesti in merito alla situazione della società.

Il Commissario, dopo avere riepilogato le principali cause che hanno portato all’amministrazione straordinaria di Eurovita, ha raccolto le segnalazioni e le richieste, fornendo risposte prudenzialmente rassicuranti.

La condizione patrimoniale della società Eurovita, infatti, può contare su investimenti costituiti prevalentemente da titoli di stato (italiani ed esteri) con alto rating in termini di merito creditizio: questo significa che, anche nella peggiore delle ipotesi, i rischi di perdite per gli assicurati sarebbero piuttosto contenuti.

Il Commissario ha anticipato, inoltre, che, stante la complessità delle trattative in corso per il salvataggio della società, è possibile prevedere un’ulteriore proroga della sospensione dei riscatti.

Federconsumatori ha espressamente richiesto che, in ogni caso, siano da subito previsti strumenti a tutela dei consumatori che versano in condizioni di oggettive difficoltà e che siano disposte deroghe per i cittadini residenti nelle aree interessate dall’alluvione in Emilia-Romagna. Abbiamo suggerito, di ottemperare a tali esigenze, eventualmente, anche attraverso la compartecipazione delle Banche distributrici.

Analoga richiesta è stata avanzata in merito al pagamento dei premi, per i quali deve essere concessa la sospensione a chi ne avanza richiesta.

Intanto giungono buone notizie dal MEF: sembrerebbe vicino, infatti, l’accordo di massima con le compagnie e le banche interessate al salvataggio. Una notizia che confermerebbe la posizione assunta da Federconsumatori che sin dall’inizio ha escluso ogni allarmismo sulla vicenda.

La nostra associazione, che ha già raccolto l’adesione di migliaia di risparmiatori e realizzato decine di assemblee nel territorio, continuerà a fare pressione sul Commissario, sulle istituzioni coinvolte e sul mercato affinché si pervenga il prima possibile alla definitiva soluzione, ferma restando l’assistenza per tutti quei risparmiatori che necessiteranno di una tutela individuale.

Resta ferma la richiesta al Governo e alle compagnie di facilitare e provvedere alla costituzione di un apposito fondo di garanzia che possa dare più stabilità al settore e proteggere i risparmiatori, nonché di potenziare gli strumenti e le attività di vigilanza.